Canone RAI



20
luglio

RAI, CONCESSIONE DEL CANONE A RISCHIO

RAI

Guai a considerare il passivo in bilancio della Rai come conseguenza di investimenti sbagliati, cachet milionari e sprechi di varia natura. Se i conti della tv di Stato sono in rosso è per (de)merito di tutti quegli spettatori che non hanno pagato il canone. Questo, almeno, è il monito – riportato da una nota ASCA – di Antonio Verro, consigliere Rai:

“La Rai non ha come primo obiettivo produrre utili, ma offrire in maniera efficiente un servizio pubblico di qualità e accessibile a tutti. E’ evidente che ci sono margini di miglioramento per la nostra televisione pubblica sotto il profilo economico, ma è altrettanto vero che, se non ci fosse un tasso di evasione del canone tanto elevato, saremmo in attivo.

Un pensiero che, in termini prettamente matematici, forse non fa una piega. Eppure, proprio su quella capacità come obiettivo primario di offrire servizio pubblico, alcuni iniziano a dubitare. Al punto da mettere a rischio la concessione del canone; in poche parole, la Rai non sarà automaticamente la prossima concessionaria dell’abbonamento tv. Ad annunciarlo, a sorpresa, è il viceministro dello sviluppo economico Antonio Catricalà, che – come riporta Libero – invita il Parlamento ad una decisione, “anche con una norma di due righe di semplice proroga, ma dovrà comunque farlo”. L’intenzione, chiarisce, è di spronare la Rai, a partire da un mea culpa sull’evasione del canone:




22
dicembre

AUMENTA IL CANONE RAI. MA ASPETTANO A DIRCELO

Canone Rai

Anche a Natale bisogna tirare la cinghia… addosso ai contribuenti. Cornuti (e mazziati) come una renna di Santa Claus, sono loro i primi a risentire della crisi, con il portafoglio che si alleggerisce a vista d’occhio sotto il peso di tagli ed imposte. Con l’avvicinarsi delle feste, il Governo ha preparato agli italiani una bella sorpresa e anche mamma Rai, da parte sua, ha voluto contribuire al ‘pacco’ natalizio. E così, dal 2012 il costo del canone tv aumenterà arrivando fino a 112 euro.

A confezionare il presente, per l’esattezza, è stato il Ministero dello Sviluppo economico, che ha innalzato la tassa più odiata dagli italiani di un euro e mezzo. Il rincaro deriverebbe dall’applicazione dell’articolo 47 del Testo Unico sulla televisione, che prevede l’adeguamento del canone al tasso di inflazione registrato. Tale formuletta diabolica è già stata impiegata altre volte, ad esempio dal governo Berlusconi che lo scorso anno aumentò la gabella televisiva dai 109 euro del 2010 ai 110,50 del 2011. E adesso si replica, fino a 112 euro, con tanti saluti da parte di Mario Monti. I contribuenti ringraziano.

Sulla stangatina si sta consumando anche un giallo del quale dà conto il quotidiano Libero. Dopo aver lanciato la notizia del rincaro, il giornale di Belpietro ha scoperto che la Rai si era affrettata a cancellare da suo sito l’indicazione della nuova tariffa. Come mai? Un ripensamento dell’ultimo minuto? Non si direbbe. Noi, infatti, abbiamo trovato l’importo chiaramente indicato sul sito ufficiale degli abbonamenti Rai.

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1
novembre

RAI: LE PROPOSTE DEL ROTTAMATORE MATTEO RENZI

La rottamazione della Rai secondo Matteo Renzi

Rottamazione vs usato. Con un gergo da incentivo automobilistico la sfida che da qualche mese si consuma in una nuova versione all’interno del Pd non risparmia l’idea di televisione pubblica che le due correnti intendono affermare come linea maggioritaria. Matteo Renzi, il vispo sindaco di Firenze, all’interno della sua campagna di comunicazione molto forte per il rinnovamento del Partito Democratico si esprime a favore di una razionalizzazione privatistica del sistema radiotelevisivo.

Tra le cento proposte, molte delle quali etichettate come vintage anni 80 da Bersani, Renzi e il suo team di pionieri del nuovo si è espresso anche sulla questione della Rai, porgendo una mano trasversale a qualche altro esponente politico, di diversa estrazione, che aveva già avanzato ipotesi nella stessa direzione. Più concorrenza a Mediaset, meno incertezza di bilancio, fine del regime misto canone-pubblicità per gli stessi canali e netta separazione del finanziamento.

Le proposte specifiche sono la numero 16 e la numero 17 del manifesto della rottamazione. Ecco la ricetta renziana, che lasciamo alla descrizione diretta di coloro che hanno presentato la possibile fase due della sinistra italiana:

Oggi la Rai ha 15 canali, dei quali solo 8 hanno una valenza “pubblica”. Questi vanno finanziati esclusivamente attraverso il canone. Gli altri, inclusi Rai 1 e Rai 2, devono essere da subito finanziati esclusivamente con la pubblicità, con affollamenti pari a quelli delle reti private, e successivamente privatizzati. Il canone va formulato come imposta sul possesso del televisore, rivalutato su standard europei e riscosso dall’Agenzia delle Entrate. La Rai deve poter contare su risorse certe, in base ad un nuovo Contratto di Servizio con lo Stato.





6
agosto

DM LIVE24: 6 AGOSTO 2011. BEAUTIFUL RADDOPPIA, CODACONS VS ESERCIZI COMMERCIALI, STRICTLY COME DANCING IN 3D, LADY GAGA SARA’ AMY WINEHOUSE

Diario della Televisione Italiana del 6 Agosto 2011

>>> Dal Diario di ieri…

  • Beautiful raddoppia

luro ha scritto alle 11:42

CentoVetrine, come di consueto, va in vacanza! Al suo posto, da lunedì, un’altra puntata di Beautiful.

  • Codacons vs esercizi commerciali

Iuro ha scritto alle 11:46

Il Codacons avvia una battaglia legale contro l’evasione del Canone Rai da parte degli esercizi commerciali italiani che, stando ai suoi studi, per il 96% eludono la tassa governativa sul possesso di un apparecchio di ricezione radiotv. Solo nella giornata di giovedì 4 agosto, l’associazione presieduta da Carlo Rienzi ha presentato un esposto a ben 104 Procure della Repubblica e alle procure regionali della Corte dei Conti. L”attacco’ nasce come forma di ribellione per l’accanimento mostrato dall’Agenzia delle Entrate verso un pensionato settantenne, invalido e malato, a fronte di milioni di euro evasi dalle attività commerciali. (Televisionando)

  • Trasferimento per i corrispondenti RAI dagli USA

lauretta ha scritto alle 19:19

Da gennaio i corrispondenti dagli Usa della Rai si trasferiranno negli studi dell’Ap, lasciando gli studi che li hanno ospitati, quelli di Rai Corporation, una struttura per la quale si prevedevano le forche caudine: Lorenza Lei è seriamente intenzionata al taglio degli sprechi. (Italia Oggi)

  • Lady Gaga sarà Amy Winehouse?

lauretta ha scritto alle 20:43

Lady Gaga è in trattativa con i produttori di Hollywood per recitare nel ruolo di Amy Winehouse in un film che racconterà la vita della cantante inglese ritrovata senza vita nel suo appartamento di Londra il 23 luglio. (TMNews)


24
dicembre

DM LIVE24: 24/12/2010. IL CANONE RAI AUMENTA, SIGNORINI ESULTA, TG1 e TG5…

Diario della Televisione Italiana del 23 Dicembre 2010

>>> Dal Diario di ieri…

  • Canone

lauretta ha scritto alle 09:02

E intanto il canone Rai passa dai 109 euro del 2010 ai 110,50 nel 2011.

  • Signorini esulta

lauretta ha scritto alle 14:26

Alfonso Signorini durante la sua trasmissione alla radio viene a conoscenza dei dati auditel di Kalispera: “Evviva, ieri abbiamo fatto quasi il 20%”.

  • Coincidenze

lauretta ha scritto alle 20:30

Al Tg5 servizio su nonna Stella che oggi compie 112 anni. Dopo cinque minuti lo stesso servizio viene proposto anche al Tg1. Manco si fossero messi d’accordo…





3
agosto

IL 41% DEGLI ITALIANI NON PAGA IL CANONE RAI

Bollettino per il pagamento del canone RAI

KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani ha fatto emergere un’amara verità. Era noto il fatto che in molti si mettessero a fischiettare nel momento in cui i tre canali della TV di Stato trasmettevano gli spot che invitavano a sottoscrivere l’abbonamento annuale. Quello che non si conosceva, invece, era la portata dell’evasione del canone Rai.

Secondo la recente rilevazione è il 41% delle famiglie italiane a non pagare il canone. Il primo posto nella classifica degli evasori è occupato, in verità dalle imprese, le quali risultano essere “frodatori fiscali” nella quasi totalità (oltre il 95%); in soldoni, oltre un miliardo di euro mancante nelle casse dello Stato. I calabresi, i siciliani e i campani si piazzano al secondo posto: le famiglie appartenenti a queste regioni che guardano Rai 1, Rai 2 e Rai 3 abusivamente, ammontano all’87%.

Non è corretto pensare che l’evasione del canone Rai sia una diretta conseguenza della crisi economica che ha colpito il mondo intero; lo studio voluto dall’Associazione contribuenti italiani ha rilevato che solo il 9% degli italiani ha ammesso di non aver potuto saldare il debito con Viale Mazzini a causa della mancanza di denaro. Il 36% dei contribuenti ha dichiarato di evadere la tassa per la consistente mole di pubblicità che invade i programmi, il 31% lo fa approfittando dei controlli inesistenti e il 24% per la scarsa qualità dei programmi.

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21
dicembre

AUMENTA IL CANONE RAI PER IL 2010: + 1,50. CONSUMATORI: INOPPORTUNO

Aumenta il canone Rai per il 2010: + 1,50

Aumenterà da 107,50 a 109 euro il canone Rai per il 2010. Lo ha deciso Paolo Romani, viceministro con delega alle comunicazioni, in un decreto da poco firmato. L’adeguamento è stata fissato, ai sensi della legge, per adeguare l’entrata all’inflazione programmata.

Appena la notizia è stata diramata, il Consiglio Nazionale degli Utenti, organismo interno all’Agcom, ha diramato una nota nella quale ha espresso tutta la sua contrarietà.

Assolutamente da evitare l’aumento del canone. Soprattutto a fine 2009, anno che ha visto il passaggio al digitale in diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini. Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all’aumento del canone. Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità. Una manovra inopportuna anche considerato il fatto che è stato ridimensionato il Qualitel.”


26
ottobre

PIANI STRATEGICI 2010: LA RAI VUOLE RENDERE OBBLIGATORIO IL CANONE, MEDIASET PUNTA TUTTO SU WEB E PAY-TV

rai_mediaset

La crisi, i nuovi scenari tecnologici ed economici, gli avversari (su tutti, Sky) sempre più agguerriti, stanno spingendo il management di Rai e Mediaset verso forti cambiamenti e rivalutazioni delle strategie finora attuate. Le due aziende sono ovviamente strutturalmente diverse e, di conseguenza, diversi sono i problemi da affrontare e le soluzioni da trovare.

Per quanto riguarda gli alti vertici di viale Mazzini, la preoccupazione principale risiederebbe nel ”trovare un modo per far pagare il canone a tutti i cittadini“  (fonte: dagospia). In Rai sono oramai stufi degli atteggiamenti dei vari governi degli ultimi anni, che hanno lasciato l’azienda in balia della solita “evasione” da parte dei contribuenti. Se a questo poi si aggiunge il forte calo dei ricavi pubblicitari 2009, l’utilizzo delle “maniere forti” è d’obbligo.

Voci di corridoio dicono infatti che in Rai siano pronti a non firmare il contratto da “servizio pubblico” se il governo non troverà il modo di tutelare l’azienda, attraverso un metodo di riscossione più stringente ed efficace (si parla di collegare il pagamento del canone  alla bolletta della luce). E Mediaset?