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Presadiretta riparte dalla giustizia con Nicola Gratteri e Antonio Di Pietro

Riccardo Iacona racconta anche Il Nemico Dentro, dall'America di Donald Trump fino all'Italia del 2026. Ecco le anticipazioni del 15 febbraio

Algert Myrtja

di Algert Myrtja

15/02/2026 - 16:35

Presadiretta riparte dalla giustizia con Nicola Gratteri e Antonio Di Pietro

© US Rai

Riccardo Iacona riparte questa sera, domenica 15 febbraio, con un nuovo ciclo di puntate di Presadiretta, il programma di inchieste in onda dalle 20.30 su Rai 3.

Anticipazioni e ospiti del 15 febbraio 2026

Il tema della giustizia in Presadiretta Open

Il nuovo appuntamento si apre con un viaggio tra procure, corti d’appello, tribunali per i minorenni e giudici di pace, da Alessandria a Gallarate, Roma e Milano. Presadiretta Open mostrerà uffici con carenze di personale amministrativo fino al 60%, strutture dove gli atti dei procedimenti si snodano per chilometri e chilometri, sedi con udienze fissate al 2032. In tutto questo ci sono le sfide per centrare entro giugno gli obiettivi del PNRR e i paradossi dell’innovazione tecnologica, che dovrebbe migliorare il funzionamento del sistema giustizia. In studio, ospiti di Riccardo Iacona, per affrontare i nodi centrali del referendum: l’ex magistrato ed ex politico Antonio Di Pietro e il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri.

Il Nemico Dentro: dall’America di Donald Trump fino all’Italia del 2026

Dopo l’anteprima dedicata alla giustizia prende il via Il Nemico Dentro. Immigrati, avversari politici, giornalisti, studi legali, organizzazioni antifasciste: per alcuni sono difensori delle istituzioni, per il presidente degli Stati Uniti sono nemici. Perché, come ha dichiarato proprio Donald Trump, l’America sarebbe sotto invasione dall’interno del Paese. Da Minneapolis a New York, dall’uccisione di Renée Good e Alex Pretti agli arresti dell’ICE fin dentro i tribunali dell’immigrazione, gli inviati di Presadiretta sono andati nei luoghi in cui la democrazia appare sempre più in bilico. Qui hanno incontrato anche le politiche di chi ha proposto una ricetta alternativa: il neosindaco di New York, Zohran Mamdani.

E in Italia? Fin dove può spingersi l’arretramento dei diritti? Il racconto della contestazione a Torino contro la chiusura del centro sociale Askatasuna e della mobilitazione dei metalmeccanici a Bologna, insieme alle proteste degli operai della logistica, degli attivisti ambientali e degli studenti delle scuole superiori. Un’inchiesta sulle vicende di chi era in piazza e sull’applicazione delle norme dei diversi pacchetti sicurezza varati dal Governo, dal reato di blocco stradale al fermo preventivo.

La compressione delle libertà riguarda anche la stampa. Nel reportage di Riccardo Iacona, le storie di Mimmo Rubio, Luciana Esposito e Marilena Natale, che da anni denunciano l’infiltrazione della camorra e gli affari dei clan in Campania. Giornalisti che, dopo intimidazioni e minacce di morte, vivono sotto scorta, come altri 23 cronisti in tutta Italia, mentre altri 250 sono sotto tutela delle forze dell’ordine. E poi le querele temerarie, i cronisti spiati con virus nei cellulari. In attesa della concreta applicazione dell’European Media Freedom Act. Ospite in studio, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Vittorio Di Trapani.

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