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SERVIZIO PUBBLICO: MICHELE SANTORO SPERIMENTA IL DOCUDRAMA MA DIMENTICA LA PIAZZA
di Marco Leardi
27/09/2013 - 12:47

Tu chiamale, se vuoi, ‘ossessioni’. Ieri sera Michele Santoro è tornato in onda con Servizio Pubblico e, al debutto di una nuova stagione, ha dedicato un’intera puntata al suo miglior nemico, Silvio Berlusconi. Su La7, il giornalista ha ricostruito le vicende del processo Mediaset e lo ha fatto in compagnia dell’ex senatore Sergio De Gregorio, comparso nell’aula televisiva in qualità di persona informata sui fatti. Tra mezze rivelazioni e accesi scambi di battute, il programma si è dipanato secondo un format ormai collaudato. Ma con qualche novità.
A Servizio Pubblico, De Gregorio ha attribuito a Berlusconi la macchinazione della “strategia di sabotaggio” che nel 2008 avrebbe portato alla caduta del governo Prodi. Poi, l’ex senatore ha sostenuto di aver agito per conto del Cav con pressioni sulle autorità Hong Kong, in modo da fermare le inchieste della magistratura italiana sui fondi neri. Musica per le orecchie di Santoro, che ha provato ad approfondire le vicende affidando il contraddittorio alle sole argomentazioni di Maurizio Belpietro. Per completare la cronaca, il conduttore ha anche lanciato un nuovo esperimento del suo programma: il docudrama, ossia una ricostruzione recitata in diretta.
Servizio Pubblico – Santoro e il docudrama
Così, attenendosi alle carte ufficiali, alcuni attori hanno inscenato le conversazioni tra i protagonisti del caso Mediatrade e anche Santoro ha preso parte alla simulazione. Il conduttore, in particolare, ha indossato i panni del cronista requirente ed ha interrogato i personaggi sulla scena. Il risultato è stato inedito ma non particolarmente efficace: il docudrama, infatti, più che la nuova frontiera del talk show ci è parso un tentativo di contaminazione un po’ improvvisato, una sorta di metateatro catodico. Apprezzabile, in ogni caso, lo sforzo della sperimentazione santoriana.
Per l’intera puntata si è parlato del Cavaliere, dei soldi dati a Lavitola, del ruolo svolto da De Gregorio, mentre non c’è stato alcun approfondimento su argomenti di stringente attualità. E’ mancato anche il consueto dialogo con la piazza, luogo tanto caro alla narrazione santoriana del Paese. Come mai?
Bisognerebbe chiederlo al conduttore, il quale sta mettendo a punto – con merito – la formula per un approfondimento innovativo, che vada oltre al talk show. Ma il procedimento è laborioso, e la giusta alchimia non sembra ancora raggiunta.
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Causteo dice:
Caro Santoro il tuo unico obbiettivo e lo sponsor=profitto,solo questo ti interessa,pero cambia soggetto,con Berlusconi hai rotto,sei monotono,piu lo dipingi criminale,piu lo fai martire.
Nina dice:
L'aspetto "fiction" è protagonista. Ci vorrebbero dei sottopancia che scorrono continuamente, anzi no la gente non è così stupida.
Norat dice:
Santoro non è nuovo all'uso di queste tecniche. Ricordo che alla RAI, spesso, "doppiava" le interviste di persone straniere con voci melodrammatiche , al limite del tragico, per rendere più forti le sue posizioni su un argomento. Emblematico il caso della guerra in Serbia, su cui Satoro era contrario, dove venivano intervistate persone al supermercato che sembrava fossero davanti al plotone di esecuzione.
Alessandro dice:
Haha la piazza? Ma cose gliene frega a questo qui della piazza? A lui interessano gli ascolti (così come al nano pervertito interessa il potere) possibile che non lo capisca nessuno : Santoro e B. Sono due facce della stessa medaglia, sono nelle dinamiche mediatiche esclusivamente per propri motivi personali, l'imbecille qui sopra guadagna se fa ascolti e se fa ascolti guadagna, il cavaliere di stoc...zo guadagna con la politica, le tv e i giornali. Non crediate che questo programma darà voce a chi non ha voce (cit.) perché fino a maggio si occuperà solo ed esclusivamente di insultare (ed è l'unico merito di queste tre ore occupate dal dinamico duo) B.