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gennaio

GIULIO BERRUTI A DM: VI PRESENTO CSI BORGO LARICI. NON SI E’ ATTORI SENZA FATTORE C

Giulio Berruti

Giulio Berruti

E’ il nuovo bello della fiction italiana ma con un background culturale che lo differenzia da altri colleghi che spopolano nella serialità nostrana. Merito, forse, di un papà chirurgo e di una mamma avvocato che hanno permesso a Giulio Berruti di ‘partorire’ scelte sensante e opportuni rifiuti che – unitamente a quello che lui definisce un fondamentale ‘fattore c’ – gli hanno permesso di recitare fuori dagli italici confini. Stasera, è il momento del debutto de I Segreti di Borgo Larici e il protagonista si racconta e ci racconta la nuova esperienza nella serialità di Canale 5. Troviamo, però, il suo cellulare spento. E la prima domanda è d’obbligo…

Non avrai mica un cellulare riservato alle interviste che spegni quando non hai voglia di rotture di scatole?

(ride, ndDM) no no, magari. Mi servirebbe.

Visto che è la prima volta che ci sentiamo, togli dall’intervista la domanda più fastidiosa che ti sia mai stata fatta.

“Ma sei ancora fidanzato con…?”.

E cosa hai risposto?

Che non parlo della mia vita privata.

Infatti parliamo de I Segreti di Borgo Larici. Non trovi la trama un po’ troppo “lineare”?

E’ un prodotto che ha in qualche modo la volontà di raccontare la “solita” storia d’amore, la concezione favolistica della fiction, e ha una bella sceneggiatura: il rapporto tra Anita e Francesco è molto ben definito con delle sfumature bellissime di timidezza, umanità e senso di protezione. Ma vuole anche strizzare l’occhio ad un pubblico più ampio. Quel pubblico che, magari, la fiction in costume non la vedrebbe.

In che modo?

Raccontando un giallo, un thriller molto forte che la rende più dinamica e appetibile ad un pubblico diverso. Un CSI Borgo Larici. Ogni personaggio è legato all’altro da un filo sottile e la storia di Anita e Francesco andrà a scoprire questi fili. Alcuni si spezzeranno, altri si riveleranno essere molto più forti rispetto a quello che Francesco credesse.

Ti dà fastidio essere il ‘candidato alla successione del bello’ dopo Gabriel Garko?

Nessun fastidio. Penso che ognuno abbia un percorso e se il pubblico ritiene questo, va benissimo. Poi devi sempre riuscire a confermare le aspettative.

Beh, le aspettative nei confronti di un bello sono relative. Spesso è la sola bellezza che attira un certo pubblico…

Allora è un vantaggio perchè sarà più semplice spostare l’attenzione su altro. Sono molto fatalista.

Spesso è anche la bellezza che ti porta a fare una carriera d’attore. A te, odontoiatra, come è andata?

La bellezza è un mezzo che ti offre delle possibilità. Poi quelle possibilità devi saperle sfruttare. Io ho fatto un corso di recitazione e lì ho conosciuto il mio agente che poi mi ha fatto fare dei provini. Alla fine qualcuno mi ha dato fiducia. E’ anche vero che mi sono diviso per molto tempo la carriera d’attore e l’università, che ho finito tre anni fa. Però qualche soddisfazione già l’ho avuta, vedi il film di Greenaway o il film inglese girato quest’estate che andrà in tutto il mondo.

Sei riuscito ad affrancarti per bene dallo stato di ‘bello e basta’…

Io ce l’ho messa tutta, ma con molta fatica. In Italia se sei considerato bello è difficile affrancarsi da quell’etichetta. E’ anche un discorso di sceneggiature: c’è una sorta di continuum con il passato. Per questo prima ti ho detto che ne I Segreti di Borgo Larici c’è la ’solita’ storia d’amore. Sono circa 20 anni che proponiamo le stesse cose. Ma d’altra parte il pubblico è affezionato a determinati stili e vuole quello. A questo aggiungici il fatto che quando ci sono dei rifiuti, le persone se lo legano al dito. Io ho pagato lo scotto per averlo fatto…

Cosa hai rifiutato?

Alcune fiction che comunque hanno poi avuto un grande successo di pubblico.

Quali?

Rifiutati per esempio il ruolo da protagonista di Terra Ribelle per finire l’università.

Ma c’era Cinzia Th Torrini, un nome valido…

Avevo già fatto due film in costume. Pochi mesi prima avevo girato Il Falco e la Colomba ma volevo e dovevo finire l’università a tutti i costi. Mi mancavano 5 esami. Peccato perchè Cinzia è un’amica e una persona validissima. Poi altre grosse cose su Canale 5.

Invece ci sono stati dei ruoli interessanti che ti sono stati proposti ma poi non se n’è fatto più nulla?

Un bellissimo film sulla tossicodipendenza. Avrei dovuto perdere 25 chili e… qualche dente. Dovevo arrivare ad una condizione fisica che raccontasse una storia davvero forte. Poi per questioni di budget la produzione decise di non continuare perchè c’era la paura che il ‘format’ del tossicodipendente non fosse più attuale, come lo era negli anni 90.

I Segreti di Borgo Larici è realizzata da una casa di produzione che si sente poco…

La Leader è abbastanza ‘indipendente’. In particolare Lello Monteverde ha creato tanti format che ricordiamo con affetto: Rex, Incantesimo, credo anche la stessa Elisa di Rivombrosa. Ed anche il film su Amanda Knox. Lavora molto anche all’estero. E’ una persona incredibile, ha 70 anni ma un’energia e la voglia di buttarsi di un quindicenne. E questo…

paga?

Domani mattina te lo dico se paga! (ride, ndDM) Nella sua vita di sicuro ha pagato. E’ ben considerato e c’è un buon rapporto resa/budget.

A proposito, in quanto tempo è stato girato?

7 puntate in 3 mesi. Praticamente una puntata ogni 12 giorni. Ritmi mostruosi. Ma la resa è davvero ottima.

Come vivi la mattina successiva ad una prima? Ansia da ascolti?

Si si. Io ce l’ho. Puoi essere bravissimo, ma le dinamiche ormai sono altre. Ormai ci sono attori più ma soprattutto MENO bravi che lavorano perchè hanno successo di pubblico. La puntata però non la vedrò perchè sarò in aereo per andare in Inghilterra.

A fare?

Incidere le canzoni del film inglese. Sono arrivato ieri sera da Londra per fare oggi Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque. Quindi mi sveglierò domattina con i 7/8 messaggi di ansia…

Hai visto Downton Abbey?

Si.

In molti hanno azzardato un paragone tra I Segreti di Borgo Larici e la saga inglese…

A me fa piacere il paragone, però siamo due cose diverse. Quello che è affine è il format familiare. Ma lì parliamo di un prodotto da centinaia di milioni di euro. Il nostro è un piccolo film in confronto. Però mi fa piacere perchè non è venuto certo da noi ma da chi ha visto le puntate in anteprima. E poi qui siamo 40 anni dopo.

Qualcosa di inglese l’hai fatto. Come sei arrivato a recitare all’estero?

Bisogna sfatare un mito. Nella carriera di un attore le scelte e la volontà sono tutte cazzate. Conta una cosa: il fattore C, ovvero il culo. Devi trovarti al momento giusto, nel posto giusto con la persona giusta. Devi trovare il provino giusto, devi avere la fortuna di vincerlo e sperare che il film abbia successo. Io ho avuto la fortuna di aver fatto questo provino a Roma per Greenaway e da lì ho cominciato a lavorare all’estero.

E io che pensavo a scelte mirate…

E’ ovvio che la scelta c’è ma si ritorna sempre alle ‘dinamiche di pubblico’ di cui parlavo prima. Se hai la fortuna di imbroccare il film che va bene, questo ti mette di fronte altre possibilità. Per questo lavorano sempre gli stessi, anche se di attori bravi ce ne sono davvero tanti.

Secondo me i ‘no’ hanno un peso maggiore dei ’si’…

Ti danno potere. Ma è qualcosa che arriva dopo. Ormai le persone che hanno la possibilità di dire ‘no’ sono poche. C’è pochissimo lavoro.

A proposito di Fattore C, comunque, metteremo qui sotto una fotogallery delle tue performance in Goltzius and the Pelican Company.

Allora non solo fattore C. Lì ci sono tutti i fattori, davanti e da dietro. L’ho fatto e non mi vergogno. Assolutamente.

Giulio Berruti nudo in Goltzius and the Pelican Company

Tempo fa Marco Bocci ci disse di aver fatto un frontale integrale in Squadra Antimafia che è stato poi tagliato. Troppo pudore nella fiction nostrana?

Se parliamo di fiction, parliamo di un prodotto che deve entrare nelle case delle persone e quindi bisogna fare delle scelte editoriali che io rispetto. Anche perchè non sono un amante di te*te, cu*i e corpi volutamente nudi. Ho chiesto, ad esempio, di fare vestito una scena in cui dovevo lanciarmi nudo dal letto. E per un attore che tendenzialmente è vanitoso non è proprio la norma. Va bene il nudo purchè sia giustificato, anche perchè spesso si fa l’errore di mercificare il corpo, pensando che una te*ta, un cu*o o un corpo nudo siano erotici. L’erotismo nasce da qualcosa di molto più sottile e ricercato come il desiderio e condivisione empatica del momento, si può raccontare una scena molto più erotica senza vedere.

Però un determinato tipo di pubblico, se vede la te*ta o il cu*o, si esalta…

Secondo me aveva ragione Steve Jobs: siamo noi che dobbiamo dire al mercato cosa dobbiamo comprare. Il pubblico lo si abitua. Veniamo dagli anni 80 dove il cinema italiano è crollato in quella me*da della commedia pseudo erotica. Sono passati un po’ di anni e forse è il caso di cambiare. Vedi Breaking Bad, è una roba pazzesca. Incentrato sull’emozione.

Per chiudere, sulla carta d’identità, alla voce ‘professione’, ci metti odontoiatra o attore?

Ci metto ‘D’ATTORE’.

[I SEGRETI DI BORGO LARICI - TRAMA E ANTICIPAZIONI]

[I SEGRETI DI BORGO LARICI - I PROTAGONISTI]

[I SEGRETI DI BORGO LARICI - ANTICIPAZIONI SECONDA PUNTATA]



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1 Commento dei lettori »

1. Marco89 ha scritto:

23 gennaio 2014 alle 09:54

Io lo trovo un attore pieno di fascino, migliorato col tempo e molto sincero. Mi è piaciuto ieri sera, la fiction in costume secondo me è il suo habitat migliore.



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