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aprile

LUCA BASTIANELLO A DM: ROSSO SAN VALENTINO? SPERO CHE LA VEDANO PIU’ DI 10 MILIONI DI PERSONE!

Luca Bastianello

Vedremo Luca Bastianello nella fiction di Rai1, Rosso San Valentino, stasera e domani 24 aprile le prime due puntate, interpretare il ruolo di Giovanni Danieli, affascinante rampollo di una famiglia proprietaria di un’azienda di cosmetici e protagonista di una tormentata e intensa storia d’amore con Laura, interpretata da Alexandra Dinu. Alla domanda se è fidanzato, Luca ci ha risposto con un sorriso e un “sono felice, che deluderà probabilmente le sue fan ma che lo mette nella condizione privilegiata di “essere in connessione” con il suo personaggio, sul quale l’amore esercita un ruolo decisivo e totalizzante. Nel suo passato, fiction di successo, come La donna che ritorna al fianco di Virna Lisi, il teatro e le esperienze in Vivere e Cento Vetrine. L’abbiamo intervistato.

Come è stato il passaggio dal mondo della lunga serialità a quello delle fiction?

Soap opera, chiamiamole con il loro nome. Non credo ci sia grande differenza tra allungare a un anno la lavorazione o a sei, sette mesi. Il lavoro è costante, ti permette di studiare un personaggio durante la fase della lavorazione, maggiormente di come ti può capitare magari con un film. La difficoltà è la grande – a volte rocambolesca – avventura con i copioni, le sceneggiature, che arrivano, non sono ancora definitive e quindi inizi con l’apprensione di preparare un personaggio che non sai ancora bene come finirà. L’importante però è che ci sia una bella squadra, che gli scopi di lavorare insieme a livello professionale e serio siano comuni. Comunque, grandi differenze non le ho trovate. A livello tecnico, magari. La soap opera è una catena di montaggio con tre troupe, che lavorano contemporaneamente.

Differenze nella qualità?

Nelle soap opera, noi siamo pronti anche a girare 15-16 scene al giorno. Poi la qualità dipende dall’attore. Ogni professionista si concentra sul proprio lavoro e non credo dia meno nella soap opera rispetto al cinema. Dipende anche dalla mano del regista, al 60/70%. In America tu hai anche un mese di tempo o addirittura di più per immedesimarti in un personaggio. Oggi in Italia i soldi non ci sono e questo ti obbliga a prepararti in un solo giorno. A volte fai un provino e in una settimana devi già essere pronto a girare, magari dalla terza puntata e non hai studiato nemmeno le prime due. Questo è dovuto al poco investimento nella cultura. Siamo l’ultimo paese d’Europa.

Hai accennato all’importanza della squadra con cui si lavora.

Io ho lavorato spesso con Endemol che ha una notevole esperienza nella lavorazione delle soap opera e delle fiction. I prodotti si differenziano a seconda del genere, poi sta al pubblico. Per esempio, ne La donna che ritorna, interpretata magistralmente da Virna Lisi, Endemol ha affrontato il tema dell’anzianità. Insistono sui rapporti umani e hanno la capacità di vedere l’attualità, aggiungendo dei colpi di scena, dei tocchi di giallo, di thriller in cui però il pubblico si può identificare.

Hai notato un certo snobismo nei confronti di chi arriva dalla soap opera?

O sono stato fortunato o non me ne sono accorto. Io vengo dal teatro, ho lavorato con grandi attori che mi hanno dato grandi consigli, ho sempre cercato di lavorare con persone più brave di me che sono le uniche che ti fanno lavorare meglio e ti insegnano qualcosa di utile. Certo poi qualcuno può dirmi che ho fatto teatro e poi ho fatto Vivere e Centovetrine. Ma quando ho deciso di fare la soap, ero consapevole di quello che andavo a fare. Non ero rassegnato al fatto che le battute lì potevo dirle come volevo tanto andava bene uguale o che avevo uno o due anni di contratto e non poteva mandarmi via nessuno. L’importante è concentrarsi e dire nel migliore dei modi possibile le battute anche quelle più stereotipate, spesso presenti nelle soap. Ad esempio, in Beautiful ci sono attori che si vedono invecchiare con il proprio personaggio. Io ho stima di questi attori che intrattengono il pubblico per trenta, quarant’anni e che lo fanno con la giusta professionalità e trasparenza. Odio certe forme di snobismo, ma non perchè ne sono oggetto, ma perchè un attore deve saper fare tutto.

C’è una scena nella tua carriera che ricordi con particolare piacere di aver girato?

Si, anche se è una scena non piacevole. Io, per mia natura, sono più vicino al dramma che non alla commedia. Non so se per indole o perchè mi è capitato di girare molto più drammatico che comico. A Vivere abbiamo accorpato tre scene insieme e io ho recitato per 15 minuti di fila senza mai uno stop. Mi è sembrato di stare in una dimensione teatrale. Eravamo in un ospedale e il mio amico dichiarava di avermi tradito. E’ una scena a cui sono affezionato perchè l’avevo preparata con un mio metodo, avevo portato il mio collega a credere a un metodo che secondo me poteva funzionare anche nella soap opera. Quella scena potrei farla vedere anche a un regista americano senza vergognarmene.

C’è un ruolo a cui tenevi particolarmente e non sei riuscito mai a interpretare.

Romeo di Shakespeare, che è però un ruolo molto vicino al personaggio che interpreto in Rosso San Valentino, Giovanni Danieli. L’amore è quel sentimento che basta da solo per farti capire di essere vivo. E Romeo lo esprime in tutta la sua essenza, non nell’esaltazione, ma nell’incarnazione di questo valore, che purtroppo oggi si sta un po’ perdendo. L’essere umano oggi non lo percepisce come qualcosa di interiore ma come qualcosa di esterno. Infatti, noi usiamo la parola amore per le cose più stupide. Romeo si suicida perchè l’amore nella vita è tutto.

E tu, nella vita, sei più romantico o passionale?

Bella domanda. Diciamo che conquisto in modo passionale e amo in modo totale. Se la passione non porta a un progetto di vita insieme, se quel fuoco non viene alimentato, rimane solo infatuazione, innamoramento. Bisogna cercare di capire se si tratta di colpo di fulmine, che è un istante che ti può abbagliare.

Hai recitato già con una grande attrice, Virna Lisi, c’è qualcun altro con cui sogni di recitare?

In televisione con Virna Lisi e in teatro con Anna Maria Guarnieri con cui ho fatto Le Troiane, ci tengo a ricordarlo. Sono tutti colleghi, non penso ce ne sia uno migliore o peggiore di me da cui comunque non possa apprendere qualcosa. C’è un regista invece con cui amerei lavorare, Paolo Sorrentino che è uno dei più incredibili del panorama italiano. Lui sarebbe uno dei registi con cui andrei a lavorare senza parlare di contratti o stipendi.

Se ti chiedono di ingrassare venti chili per un ruolo, come reagisci?

Con un sorriso da destra a sinistra. Non ho nessun problema. Non tengo al fisico più di quanto non si tenga alla propria macchina. Certo non lo farei per un cameo di cinque minuti. Cercherei di ottenere la parte da protagonista.

Un difetto che ti riconosci?

Essere troppo pignolo. Volere sempre che le cose vadano come penso che debbano andare. Questo purtroppo, in un momento in cui il mondo va in molte direzioni e magari non in quelle che tu ti aspetteresti, non mi da’ la possibilità di cambiare rapidamente visione o idee. Io vorrei che tutto funzionasse nel migliore dei modi. Nel mio lavoro vorrei che si approfondisse di più, che si entrasse nell’intima coscienza dei personaggi e a volte non c’è il tempo o lo spazio per farlo. Ti ritrovi sul set, non sai dove sederti, dove prepararti. Non c’è quella grandissima pignoleria e precisione che c’è nel cinema americano, inglese, francese o in alcune delle correnti del cinema italiano. Questo è un difetto che dovrò correggere.

Dove e con chi guarderai la prima puntata di Rosso San Valentino?

Io odio riguardarmi! Spero però la vedano più di dieci milioni di persone!

Per il futuro?

C’è un progetto per il cinema, un film indipendente che dovrei girare ad agosto e poi uno spettacolo teatrale di cui per il momento non voglio dire niente perchè forse potrebbe farmi raggiungere il sogno di recitare un personaggio che ancora non ho recitato.

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2 Commenti dei lettori »

1. rien ha scritto:

24 aprile 2013 alle 15:24

Non riesco a metterlo a fuoco, di certo dopo 5 minuti cominci a guardare altrove… è carino ad un certo punto ti aspetti quel “quid” che però non arriva, non ha abbastanza presenza scenica e carisma per reggere ruoli da protagonista oltre a una recitazione troppo spesso finatamente impostata. Con un impostazione diversa chissà…Gli va riconosciuto una determinazione e una tenacia che per il momento non bastano.



2. manuela ha scritto:

1 maggio 2013 alle 23:48

luca bastianello e belloooooooooooooooooooo.e alexsandra sei bellissima.



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