22
marzo

Qualche remake di troppo

Noi - Livio Kone, Claudia Marsicano e Dario Aita

Noi - Livio Kone, Claudia Marsicano e Dario Aita

La fiction è sempre stato il punto di forza della tv italiana, ma qualcosa vacilla. Qualcosa manca. Forse le idee, se gli ultimi titoli proposti al pubblico sono rifacimenti di serie estere, che nascono quasi sempre sfortunati perchè a prescindere costretti a fare i conti con originali  ingombranti e in alcuni casi imbattibili.

L’esempio più colossale è Noi, remake fedelissimo di This is Us. Colossale perchè è stata una delle serie più promosse e più attese della stagione e anche quella che sta ottenendo ascolti meno in linea con le aspettative, sempre in calo (media del 17.2%, domenica sera 15.8%). Ben fatta ma non semplice e adattata al contesto italiano e di Rai1 in maniera lieve. Noi è poco appetibile anche per chi ha visto l’originale e sa per filo e per segno tutto quello che accadrà.

Poi ci sono Studio Battaglia, tratta da The Split e di cui questa sera sarà trasmessa su Rai 1 la seconda puntata, e Vostro Onore, versione tricolore dell’israeliana Kvodo di cui ieri sera è andato in onda il finale. La prima fiction ha convinto di più, merito delle interpreti e dell’insieme decisamente più italianizzabile (18.9% al debutto); per Stefano Accorsi e co. una media di share complessiva del 17.5%, che con l’ultimo atto ha un po’ recuperato un andamento in costante perdita, complice una storia complessa, molto orizzontale che, non a caso, in America è stata adattata da un canale a pagamento come Showtime.

Da una Rai Fiction che, come ha di recente affermato il direttore Maria Pia Ammirati, è al passo con i broadcaster internazionali ed è in grado anche di esportare i propri titoli, come L’Amica Geniale, ci si aspetta altro. Inclusa una programmazione più cauta: proporre tutte insieme, una dopo l’altra, le tre fiction in analisi ha offuscato quella luce di creatività e avanguardia che l’azienda pubblica aveva acceso negli ultimi anni, facendosene vanto. E, piccola nota a margine, anche quella tratta dai romanzi di Elena Ferrante è stata penalizzata dalla scelta di lanciarla nella domenica sera post Sanremo, quando il pubblico, ancora in festa, dei drammi di Lila e Lenù non aveva granchè voglia.

E Mediaset, in tutto ciò? Dopo anni faticosi, passati a cercare titoli che potessero riaccendere nei telespettatori l’interesse seriale, dopo aver cercato di carpire qualche “segreto” e qualche volto alla Rai per rilanciare il genere, ecco che si è adeguata a questo andazzo proponendo al pubblico il fallimentare Più Forti del Destino. Un melò che ha pedissequamente seguito la trama di Destini in Fiamme, comprese le ingenuità e le esagerazioni che il pubblico ha poco apprezzato, come dimostrano gli ascolti (share medio del 12.2%).

L’imitazione sarà anche “la più sincera forma di ammirazione“, ma il rischio è che diventi un copiare male. Meglio puntare sulle proprie forze, specie quando hanno un certo valore.



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