7
marzo

Noi, la fiction incompresa

Noi - Lino Gianciale

Noi - Lino Gianciale

E’ difficile contestare un prodotto così ben fatto come Noi. Curato nella regia e nella ricostruzione scenografica, sentito e ben interpretato da volti noti e da altri completamente sconosciuti al pubblico, capace di emozionare. Quasi un peccato. Eppure, non si può tacere la sensazione imperante della stonatura, della forzatura, nel vedere i primi due passaggi su Rai 1. 

Bisognerebbe non paragonare la fiction Cattleya con This is Us, ma non è facile, perchè la versione nostrana ricalca talmente tanto l’originale americano, anche nei dialoghi, nella struttura delle scene e nelle stesse acconciature dei personaggi, che il confronto nasce spontaneo. E non per forza è una battaglia persa in partenza, basti pensare a come Lino Guanciale sia riuscito a rendere amorevole e centrale il suo Pietro, nonostante lo spettro amatissimo e immortale di Milo Ventimiglia e del suo Jack. O a come il nudo iniziale di Cate sia andato a compensare la minore audacia in altri snodi.

Ma a chi ha amato tanto le vicende della famiglia Pearson, i Peirò continueranno sempre e comunque ad apparire come una copia senza identità propria, dalla quale non ci si aspetta nessuna sorpresa e nessun guizzo che tenga viva l’attenzione. Tutto è già visto, c’è poco da fare.

E chi non ha visto This is Us, ovvero buna parte del pubblico dell’ammiraglia Rai? Conoscerà una storia nuova e molto forte, questo sì, ma troppo intrecciata e complessa per il suo tipo di fruizione: con tutti i rimandi dal passato al presente passando per il trapassato, i riferimenti tra personaggi e i collegamenti tra ogni scena, Noi - proprio come This is Us – è l’ideale per il binge watching. Sarebbe da vedere tutta d’un fiato o almeno in grandi blocchi, e non con due episodi settimanali che impediscono di immergersi nella vicenda e farla propria.

Dunque, alla fine dei conti, chi è che saprà davvero apprezzare tutto il lavoro che c’è stato dietro la realizzazione di questo prodotto? Gli appassionati del genere che vanno oltre il confronto, coloro che riescono a tenere viva l’attenzione in ogni singola scena (al bagno si può andare al massimo durante gli spot, peraltro brevi, altrimenti si perde di sicuro qualche passaggio fondamentale) o quelli che la vedranno tutta d’un fiato su Rai Play.

Troppo pochi, sicuramente meno di quanti il prodotto in sé e per sé avrebbe meritato.

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2 Commenti dei lettori »

1. Marco3.0 ha scritto:

7 marzo 2022 alle 18:24

Mah, in realtà This IS Us va in onda con un solo episodio alla settimana per 18 settimane l’anno con anche le pause di mezzo, e ci si immerge perfettamente in tutte le vicende in tutto il mondo da 5 anni senza necessità alcuna di binge watching.
Di Noi io non ho perso un secondo dei due episodi, li ho guardati frame per frame, posso anche andare oltre e capire lo sforzo produttivo, apprezzo molto Petraglia come sceneggiatore ma qui c’è poco da salvare. I riferimenti storici sociali ben scritti ne La Meglio Gioventù non ci sono.
Il cast è pessimo quasi in toto esclusa forse la Marsicano, ma è anche presto per dirlo perchè ancora non ha toccato gli apici di cattiveria di Kate. La Ruffino pessima, il trucco della Ruffino invecchiata ancora di più, a Tale e Quale fanno di meglio.
Aita totalmente miscast. La moglie di Daniele diventata bianca una scelta funzionale all’epoca ma non alla storia che necessita di una moglie nera. Guanciale al minimo, poteva dare molto di più, non è entrato nel personaggio come doveva. Fotografia e regia brutte. Tra Guanciale e Ruffino non esiste chimica e tensione fisica, sono una coppia mal assortita.
In 5 in famiglia e con 5 accenti diversi uno dall’altro, ridicolo, no? Non avevano i soldi nemmeno per pagare un dialect coach?
Hanno osato mostrando il nudo di una ragazza molto in sovrappeso, giustamente osato, e poi hanno avuto paura a far vedere il sedere nudo di Guanciale in prima serata.
Il prodotto non avrebbe meritato nemmeno se non fosse esistito This Is Us. Le mancanze tecniche sono notevoli.
Se non ci sono i soldi necessari per affrontare una serie del genere non si fa, magari si prende spunto dalla storia (vedi i salti temporali) e se ne racconta un’altra di sana pianta, non si copia in modo così maldestro scimmiottando una serie perfetta.
Avevano già fallito con Tutto Può Succedere ma a quanto vedo sono recidivi.



2. Donatella.L ha scritto:

8 marzo 2022 alle 21:10

Ho seguito i primi 2 episodi e ho trovato fastidioso il passaggio frequente dal passato al presente, che secondo me non aiuta a seguire bene il lavoro. Guanciale è discreto, mentre Ruffino non mi piace in generale come attrice.
Complessivamente è un lavoro che mi delude e che non sono certa di continuare a seguire.



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