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gennaio

Màkari torna dopo meno di un anno. Per Claudio Gioè porta «un barlume di speranza per credere nel futuro»

Claudio Gioè

Claudio Gioè

In un contesto televisivo e produttivo rallentato dall’invadenza del Covid, Màkari rappresenta una vera e propria eccezione: la seconda stagione della fiction Palomar andrà in onda a meno di un anno di distanza dalla prima, sebbene composta da sole tre puntate a fronte delle quattro precedenti. Un “miracolo” che, come ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione il produttore Carlo Degli Esposti, è stato possibile “facendo una bella corsa, approfittando del rallentamento della pandemia per poter offrire un po’ di leggerezza in un momento di grande pesantezza“.

Leggerezza relativa, naturalmente, perchè come avevamo commentato al debutto questa serie si fonda sui contrasti, e il principale è proprio la capacità di raccontare drammi molto seri in un tono da commedia, creando profondità pur senza atterrire lo spettatore. Le nuove indagini di Saverio Lamanna sono tratte dai romanzi di Gaetano Savatteri per la regia di Michele Soavi e vedranno la luce su Rai 1 lunedì 7 febbraio, subito dopo il Festival di Sanremo.

Il protagonista, che Degli Esposti definisce un “apparente perdente“, ha donato a Claudio Gioè l’opportunità di dare il meglio di sé e per l’attore tornare a girare nelle sua Sicilia è stato un piacere, riprendendo le fila della vita di Saverio ad un anno di distanza anche dal punto di vista narrativo. In un rapporto simbiotico nel quale, ammette, ormai si fatica a capire dove finisce l’interprete e dove inizia il personaggio.

“Saverio ha la mia età e forse per la prima volta mi sento molto comodo a declinare certi aspetti di noi palermitani, di noi siciliani: l’autoironia, questa maschera per nascondere drammi e ferite. Mi ha lasciato una forte impronta etica, è un giornalista che non segue facili successi, non insiste in una carriera romana fuori dalla Sicilia. [...] Quello che mi rimane è un barlume di speranza per credere nel futuro”.

La Sicilia come terra di opportunità e di progresso, dunque. Questa regione, della quale nei nuovi episodi si vedranno anche altri scorsi occidentali oltre al trapanese, come quello agrigentino, è totalmente protagonista del racconto perchè, a parte Gioè, anche gli altri due personaggi principali sono interpretati da attori siciliani: i catanesi Ester Pantano e Domenico Centamore saranno ancora Suleima e Piccionello, portatori della stessa verve del passato ma molto cambiati e maturati.

La new entry della seconda stagione è, invece, il piemontese Andrea Bosca, che sarà il simpatico “invasore”, Teodoro Bettini, datore di lavoro di Suleima che farà ingelosire non poco Saverio, tirando fuori la sue insicurezze. Per l’attore, una nuova occasione di lavorare con Soavi, per il quale ha speso parole di grande apprezzamento.

“E’ sempre molto attento alla parte emotiva, di cuore. Mi sono sentito protetto, mi ha permesso di fare un ruolo diverso, dandomi l’opportunità di espormi in un lato gioioso, sempre col sorriso. Michele ha la capacità di scegliere le persone giuste e le cose vengono fuori da sole. Ha una grande tenerezza che vedete nel modo in cui racconta le cose”

Tanta luce e armonia in un racconto giallo che, secondo il direttore di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, “indaga sulle nostre vite e sull’ombra delle nostre vite, su quello che spesso non conosciamo e non vediamo” e con un protagonista che, sembra promettere, “continuerà ad accompagnarci“.

Màkari 2: la trama

Nel finale della prima stagione Saverio Lamanna sembrava deciso a cullarsi nei suoi sogni di gloria letteraria sotto il sole di Màkari, accanto al fido Piccionello, e in attesa di ricongiungersi all’amata Suleima, volata a Milano per realizzare i propri sogni. Un anno dopo il proposito di Saverio di affermarsi come romanziere è ancora al palo, al punto che il suo editore si sta preparando a dargli il benservito. Non bastasse il fosco quadro professionale, la lontananza da Suleima pesa ogni giorno di più sul loro rapporto. Una buona notizia ci sarebbe: grazie a un importante progetto carico di speranze e di ideali – La Città del Sole – Suleima torna a Màkari in pianta stabile. Ma Saverio capisce subito che rallegrarsi è prematuro perché la sua ragazza non è più la studentessa che ha incontrato l’estate precedente. È cresciuta, ha una carriera avviata e arriva in Sicilia accompagnata dal fascinoso, carismatico e ricchissimo capo, Teodoro Bettini, di cui Saverio è gelosissimo. Lamanna dovrà lottare non poco per non perderla e soprattutto per non cadere nei suoi soliti maledetti errori, mentre sarà alle prese con tre nuove indagini che risolverà col suo personale piglio da detective per caso, magari un po’ strampalato e picaresco, ma straordinariamente acuto e tenace.

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