16
marzo

I contrasti di Màkari

Màkari - Ester Pantano, Domenico Centamore e Claudio Gioè

Màkari - Ester Pantano, Domenico Centamore e Claudio Gioè

Quando una fiction è ambientata in un paesaggio da cartolina, parte già avvantaggiata, perchè guardarla è un piacere a prescindere. Dunque, Màkari ha potuto contare su un biglietto da visita importante, quello di una parte della Sicilia poco raccontata e spettacolare, capace di accompagnare la storia con colori accesi e una punta di malinconia. E la fiction Palomar con Claudio Gioè si fonda proprio sui contrasti, che riservano sorprese ma possono anche confondere.

Partiamo proprio da lui, dal protagonista, che mixa la sua aurea impegnata e drammatica con punte di ironia e leggerezza che avevamo intravisto ne La Mafia Uccide solo d’Estate. A farlo sorridere e offrirne ai telespettatori una versione a tratti diversa dal solito è la vicinanza di Domenico Centamore, attore siciliano che porta in scena il buffo Peppe Piccionello, un personaggio fuori dagli schemi, esagerato, divertente e genuino, dal quale è difficile non farsi coinvolgere.

Questa leggerezza resta, però, spesso sullo sfondo, perchè le vicende narrate, ovvero i casi di puntata dei quali Saverio Lamanna si occupa, sono fortemente drammatici: nella prima puntata la vittima è un bambino, che il giornalista e il pubblico fanno anche in tempo a conoscere e “adottare” poco prima della tragedia. In generale sono tanti i casi di denuncia sociale messi in scena, capaci di far riflettere e smuovere le coscienze di personaggi e persone, profondi ma inseriti in una narrazione veloce, a tratti anche spiccia, in cui una villa abbandonata viene resa abitabile in una notte e una storia d’amore nasce in mezz’ora.

Il personaggio creato in libreria da Gaetano Savatteri è moderno, si approccia al genere femminile come un farfallone della peggiore specie, pur essendo in fondo un uomo all’antica, fedele ai propri valori e non allergico ai legami. Un eroe a volte pasticcione che sembra scritto per il pubblico di Rai 1, con quella sua passione per l’investigazione che lo fa diventare un impiccione, proprio come Don Matteo e la prof Camilla Baudino, ma che ricorda anche La Signora in Giallo per il suo essere prima di tutto uno scrittore.

Màkari è una serie all’apparenza semplice ma in fondo molto complessa, perchè ricca di sfaccettature. Un prodotto attuale e d’azione del quale la commovente sigla scritta da Ignazio Boschetto svela subito anche il cuore nostalgico e delicato.

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1 Commento dei lettori »

1. pietro ha scritto:

16 marzo 2021 alle 20:48

mi aspettavo meglio: la fiction e’ ambientata in sicilia,ma non ho sentito nemmeno una volta parlare in dialetto,a parte gioe’ gli altri attori sono sconisciuti, poi non mi piace quando gioe’ parla con quella voce di commedia,vista gia’ quando ha fatto la mafia uccide solo d’estate



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