29
marzo

Aresgate, Alberto Tarallo: «Vendetta miserabile di attorucoli». E su Garko spunta una lettera di Losito: «Ai provini ti schifavano»

Alberto Tarallo

L’Ares gate? “La vendetta miserabile di attorucoli senza né arte né parte, che dopo di noi non hanno mai più lavorato“. cerca di trattenersi, pur volendo spingersi oltre. E andare all’attacco. In attesa di essere ascoltato dal pm Carlo Villani nell’ambito dell’inchiesta per la presunta istigazione al suicidio dello sceneggiatore Teodosio Losito (suo ex compagno di vita), il produttore finito al centro delle polemiche si difende smentendo i sospetti, rigettando le accuse e menando fendenti. 

In un colloquio riportato dal Corriere e avvenuto in presenza del suo avvocato, la penalista Daria Pesce, l’ex patron della Ares ha liquidato con disprezzo le dichiarazioni shock di Rosalinda Cannavò (ex Adua Del Vesco) e Massimiliano Morra, che al Grande Fratello Vip gettarono inquietanti ombre sulla sua persona, mai nominata esplicitamente ma ribattezzata come “Lucifero”.

Lucifero non esiste, non è mai esistito. E di certo non sono io” ha detto al riguardo il produttore, criticando poi i suoi ex artisti che gli hanno voltato le spalle. Adua – si legge – è “una sventurata che non sa quel che dice, Massimiliano “quello che poi, uscito dalla Casa, ha cambiato idea e mi ha chiesto scusa“. E ce n’è anche per Gabriel Garko, rispetto al quale Tarallo ripropone l’estratto di una lettera burrascosa che il compianto Teodosio Losito gli scrisse:

Caro Gabriel… ai provini ti schifavano, non interessavi, non bastava essere il più bello d’Italia. Non ti voleva nessuno, noi per te abbiamo messo a rischio il nostro lavoro. Alberto ti ha mascolinizzato. Sei una persona molto arida. Hai saputo mettere le persone una contro l’altra, con i tuoi comportamenti da mign…“.

Prima ancora di riferire in Procura, dove già sono stati ascoltati come persone informate sui fatti alcuni volti noti (tra i quali lo stesso Garko, Barbara D’Urso, Eva Grimaldi e Francesco Testi), Tarallo ha confermato che nella sua cerchia vigevano alcune regole di comportamento, ma “nessuna costrizione”.

Solo una certa disciplina, giusta contropartita di compensi stellari. Anche a me piacerebbe guadagnare centinaia di migliaia di euro senza sacrifici o rinunce, però nello spettacolo non funziona così. Garko e la Grimaldi avrebbero voluto rendere pubblico il proprio vero orientamento sessuale, in contrasto con i personaggi che interpretavano. Ma il pubblico delle fiction non glielo avrebbe mai perdonato, lo sapevano benissimo“.

Al centro degli accertamenti giudiziari, secondo quanto si apprende, ci sarà anche un’assicurazione sulla vita da 300 mila euro stipulata da Teodosio Losito, che ora il fratello dello sceneggiatore e Tarallo si contendono.

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