24
settembre

Mare Fuori: un racconto che fa male, addolcito dalla bravura degli interpreti

Mare Fuori - Nicolas Maupas e Massimiliano Caiazzo

Mare Fuori - Nicolas Maupas e Massimiliano Caiazzo

Raccontare una storia di carcere e disperazione, partendo con l’immagine dei detenuti in gita su una barca in mezzo al mare, è una chiara dichiarazione d’intenti: Mare Fuori, nonostante il clima cupo e il troppo dolore che ne pervade dialoghi e storie, è una fiction che non perde la speranza, e che sa emozionare.

Il progetto ha dalla sua una scenografia mozzafiato, quella della Marina Militare di Napoli, scelta per raccontare l’Istituto Penale per i minorenni di Nisida, il cui slogan è Ragazzi Dentro. Ma quel mare fuori in opposizione, lo spazio infinito, l’aria aperta, si scontrano con la claustrofobia del racconto, con la violenza e la paura che serpeggiano in ogni scena e che mantengono sempre alta la tensione.

L’empatia è inevitabile, soprattutto perchè il pubblico è portato ad “adottare” immediatamente i due protagonisti principali, finiti dietro le sbarre quasi per caso. Sono due ragazzi giovanissimi, rinchiusi per omicidio, ma nessuno dei due aveva intenzione di uccidere: il pianista Filippo (Nicolas Maupas) ha provocato la morte di un suo amico durante una stupida prova di coraggio, mentre Carmine (Massimiliano Caiazzo) ha ucciso colui che stava tentando di violentare la sua ragazza, dopo anni di lavoro onesto e tentativi di affrancarsi dalla propria famiglia malavitosa.

Fanno tenerezza, sono puliti, sono diversi dagli altri ragazzi del carcere – perlopiù piccoli criminali convinti e ignoranti – ma condividono con loro una grande qualità: sono convincenti. Il cast della nuova fiction di Rai 2 funziona, anche se composto per gran parte da volti nuovi, e gli interpreti sono in grado di dare diverse facce ai propri personaggi, come fa ad esempio il “boss” del carcere Ciro (Giacomo Giorgio), ora freddo e spietato ma angosciato e rassegnato nei flashback che raccontano il suo passato.

Carolina Crescentini eredita il ruolo già sperimentato ne I Bastardi di Pizzofalcone, quello della donna integerrima e fredda che nasconde un grande dolore. La nota curiosa sta in Carmine Recano, il poliziotto Massimo: l’attore campano ha esordito proprio con ruoli simili, da ragazzo difficile, a quelli delle nuove leve della fiction – basti ricordare Un Posto al Sole e La Nuova Squadra - mentre ora è dall’altra parte della barricata.



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