11
marzo

Coronavirus, esperti in tv: non sono tutti uguali

diMartedì, Maria Rita Gismondo

Sull’emergenza Coronavirus, l’informazione è tutto. Perché aumenta la consapevolezza, sensibilizza. La televisione, in questo senso, sta giocando un ruolo decisivo, soprattutto attraverso le interviste ai medici e agli operatori in prima linea nella battaglia al Covid-19. Col passare dei giorni ed il susseguirsi delle ospitate televisive, tuttavia, possiamo attestare che non tutti gli esperti sono uguali ai nostri occhi: di alcuni abbiamo imparato a fidarci di più di altri.

La nostra osservazione si basa sulla percezione di una chiarezza informativa che, in certi casi, è risultata poco marcata, a discapito della necessità di avere comunicazioni non equivocabili. Ad esempio, ogni qual volta è appare in tv la dottoressa Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze (Ospedale Sacco), istintivamente pensiamo all’appello che lei stessa lanciò a fine febbraio.

A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così

scrisse su Facebook la virologa, sostenendo che non avevamo a che fare con una pandemia (condizione che oggi, invece, l’Oms ha ufficialmente sancito!). A distanza di poche settimane, quelle sue parole stridono clamorosamente con l’emergenza vissuta negli ospedali e con le misure imposte dal governo per arginare il contagio. In un secondo momento, su La7, la Gismondo aveva precisato meglio il senso di quelle sue affermazioni, diventate oggetto di critiche.

Ieri sera, a diMartedì, la donna ha confortato il pubblico spiegando che ad oggi si è lontani dalla scelta tra chi curare e chi no per scarsità di risorse ospedaliere. Davvero? Il dottor Christian Salaroli, anestesista rianimatore a Bergamo, in una intervista al Corriere del 9 marzo aveva affermato l’esatto contrario, così come la Società italiana di anestesia, rianimazione e terapia intensiva, che in un documento tecnico sull’emergenza Coronavirus scrive: “può rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso in terapia intensiva“. E anche Marco Vergano, anestesista rianimatore a Torino, aveva spiegato che in alcuni ospedali si è già costretti a “scegliere a chi dare la priorità“, perché siamo in uno scenario “che può essere assimilato alla medicina di guerra o delle catastrofi“.

Nella stessa serata, a , su Rete4, appariva il professor Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, il quale invece ha tenuto sempre una linea comunicativa molto chiara e credibile. Senza ambiguità.

Se non siamo in grado di intervenire, monitorare e quarantenare almeno il 70% delle persone certamente infettate, non si potrà bloccare l’epidemia nell’arco di tre mesi

ha affermato senza giri di parole il dottore, che della trasparenza informativa ha fatto una questione personale. Intervistato da Mario Giordano, infatti, il primario si è lasciato andare ad una eloquente ed affilata considerazione:

Ho fatto una mia personale battaglia, che era la battaglia di uno che voleva sottolineare la gravità della cosa, nel momento in cui c’è stata un gran bel po’ di confusione anche da parte di coloro che avrebbero dovuto avere una funzione da esperti e che hanno detto una serie di cose non solo profondamente inesatte, ma molto nocive all’idea che le persone si potevano fare della gravità della situazione. Fare le Cassandre non è mai una bella cosa, però ahimè le cose sono andate esattamente come era previsto potessero andare, almeno dal 21 di febbraio in poi“.

Si sta riferendo a qualche suo collega…” ha chiosato il conduttore Giordano. Ma Galli, garbatamente, non ha aggiunto altro.

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3 Commenti dei lettori »

1. Ale ha scritto:

11 marzo 2020 alle 13:13

La Gismondo, nonostante continuino ad invitarla in tv (come ha fatto spesso Vespa) risulta poco competente e credibile. Direi che è molto meglio ascoltare Burioni da Fazio.



2. PeppaPig ha scritto:

11 marzo 2020 alle 13:30

Concordo assolutamente. Personalmente ieri sera nel vedere la Gismondo a diMartedi che stigmatizzava il comportamento di chi nel fine settimana ere andato ad accalcarsi nelle località vacanziere ho provato un senso di profondo disagio.
Al netto della stupidità e della cialtroneria di chi si è comportato nel modo che tutti abbiamo visto, la confusione che regna in Italia e il ritardo nel prendere provvedimenti seri lo si deve anche a chi come lei ha sostenuto a gran voce che eravamo di fronte a un’influenza o poco più e che preoccuparsi era “una follia”.
Il minimo che potrebbe fare adesso sarebbe starsene lontana mille miglia dai media, e invece ….



3. Maurizio ha scritto:

14 marzo 2020 alle 09:37

@Ale… mi sa che Vespa è stato fatto fuori proprio perchè ha invitato spesso la dottoressa Gismondo che evidentemente e giustamente non è affatto gradita perchè non è in linea con i pareri degli esperti del governo.



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