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novembre

Nero a Metà: Claudio Amendola è il nuovo poliziotto buono di Rai 1, alle prese con immigrazione e pregiudizi (i suoi)

Nero a Metà - Miguel Gobbo Diaz e Claudio Amendola

Nero a Metà - Miguel Gobbo Diaz e Claudio Amendola

Claudio Amendola torna su Rai 1 con una nuova fiction in sei puntate (da stasera in prima serata), prodotta da Rai Fiction e Cattleya in collaborazione con Netflix. Sarà Carlo Guerrieri, un poliziotto vecchio stampo, con un cuore buono ed un passato oscuro che lo tormenta, ma più che attuale nel suo doversi confrontare con culture diverse e nel dover accettare nella sua vita un Nero a Metà.

Nero a Metà: tutto sulla fiction in onda su Rai 1

Il “nero” in questione è Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz), un nuovo collega bravo e sciupafemmine, perfettamente integrato a Roma e pronto ad entrare anche nella vita privata di Carlo, considerata l’attrazione fatale che c’è tra lui e la figlia dell’uomo, Alba (Rosa Diletta Rossi). I due dovranno lavorare fianco a fianco superando i conflitti, risolveranno complicati casi polizieschi in un mix di action e commedia, che racconterà con il sorriso diversi temi caldi.

Attorno a loro un gruppo di lavoro valido, composto da Mario Muzo (Fortunato Cerlino), migliore amico di Carlo e sovrintendente capo, la poliziotta incinta Cinzia Repola (Margherita Vicario), l’impacciato agente Marco Cantabella (Alessandro Sperduti), il dirigente Elia Santagata (Roberto Citran), il genio della medicina legale Giovanna Di Castro (Angela Finocchiaro) e la nuova dirigente del Commissariato Micaela Carta (Antonia Liskova).

La fiction, diretta da Marco Pontecorvo ed ambientata nel Commissariato Rione Monti, è stata girata tra il multietnico quartiere Esquilino, i club eleganti sulle rive del Tevere, il centro storico percorso dai turisti e i quartieri periferici divisi tra i romani veraci ed immigrati. Roma è dunque parte viva del racconto e, per evitare che la forte personalità di Amendola prendesse il sopravvento sul suo personaggio, di lui non è stato messo in scena il ben noto amore per il calcio e per l’AS Roma: Carlo Guerrieri sarà appassionato di rugby e di vinili, e tirerà fuori la sua natura verace in un altro modo, cercando cioè di preservare la natura “pura” della Capitale.

Cosa che tirerà fuori tutti i suoi pregiudizi e le sue fragilità, legate al ricordo della madre di Alba, scomparsa all’improvviso anni prima e destinata a tormentarlo ancora.

Nero a Metà: trama prima puntata

Carlo Guerrieri (Claudio Amendola) è un Ispettore di Polizia ormai stanco, uno a cui la vita non ha fatto sconti. Il Commissariato è diventato la sua casa, la squadra la sua famiglia: Muzo (Fortunato Cerlino) e gli altri lo temono e lo rispettano come un padre e lui ricambia con un sarcasmo puntuale ma affettuoso. Sotto la scorza da duro Carlo ha un cuore docile che batte soprattutto per la figlia Alba (Rosa Diletta Rossi), cresciuta sola con lui e con cui ha un rapporto strettissimo. E proprio Alba sta per dargli un dolore: ha deciso infatti di andare a convivere con il fidanzato Riccardo. Una distanza fisica di soli cinque minuti che però Carlo vive come oceanica. Per fortuna sua figlia è anche medico legale ed è chiamata a collaborare con la Polizia sul caso di un uomo trovato morto in un furgone frigorifero. Guerrieri ne è felice e orgoglioso.

Ma il caso non è semplice e, a complicare ulteriormente le cose, nel corso delle indagini fa il suo ingresso in Commissariato un giovane poliziotto di colore fresco di accademia: il vice ispettore Malik Soprani (Miguel Gobbo Diaz). Tra lui e Carlo è incompatibilità a prima vista. Pur tollerandosi a stento, Carlo e Malik devono continuare a lavorare insieme e le indagini li portano in contatto con una comunità di immigrati clandestini: una realtà complessa e non esente da pericoli. Difficoltà di cui Malik, però, testardo e puntiglioso come sempre, sembra non voler tenere conto. Nel frattempo l’attrazione che il giovane poliziotto ha manifestato fin da subito nei confronti di Alba si fa sempre più palpabile e non tarda ad arrivare agli occhi e alle orecchie di Carlo, la cui gelosia per la figlia è nota a tutti. Ma c’è qualcos’altro a turbare il Commissario Guerrieri: un segreto del suo passato che minaccia di riaffiorare con la forza di un tempesta.

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1 Commento dei lettori »

1. wisdom ha scritto:

19 novembre 2018 alle 13:23

Sulla carta sa un pò di deja vu, ma sicuramente Amendola merita la visione.



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