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luglio

Quando gli ascolti non sono tutto: i programmi Rai di successo che sono stati soppressi

L'Arena - Massimo Giletti

L'Arena - Massimo Giletti

Non si vive di soli ascolti: mai massima fu più appropriata per delineare la storia (più recente) di Mamma Rai. Soppressioni, cancellazioni dovute a scelte editoriali in alcuni casi comprensibili, in altri, viceversa, paradossali ed autolesioniste. Nel corso degli ultimi anni i palinsesti delle reti Rai si sono privati di veri e propri cavalli di battaglia, sacrificati in nome di logiche inspiegabili. Apparentemente inspiegabili. Dall’Arena di Massimo Giletti ad Annozero di Michele Santoro: ecco la carrellata dei programmi di successo aboliti per ragioni editoriali.

La soppressione de L’Arena

Il caso più recente è quello de L’Arena, il talk show che Massimo Giletti aveva cucito tutto intorno alla sua personalità, divenuto nel corso degli anni uno dei piloni fra i più robusti della programmazione di Rai 1. Dal punto di vista degli ascolti, il format, come è stato più volte sottolineato, navigava in acque oltremodo tranquille, con una media di circa 3,5 milioni di telespettatori e più del 20% di share. Ragion per cui la scelta di farne a meno è apparsa non solo inspiegabile, ma anche, e soprattutto, lesiva degli interessi della stessa azienda. Le motivazioni ufficiali addotte dal Direttore Generale sono sembrate deboli, legate alla volontà di “riunire” la domenica pomeriggio di Rai1 con un unico appuntamento capace di mescolare intrattenimento e informazione. Tuttavia non è un mistero che Giletti, che si rivolgeva ad un pubblico nazionalpopolare parlando di argomenti talvolta scomodi, sia inviso ad una parte del mondo politico.

L’Isola dei Famosi e Miss Italia

La necessità di sorvegliare minuziosamente i contenuti proposti, cercando di coniugare al meglio qualità e risparmio, ha portato alla sacrificazione di altri due punti di riferimento dell’offerta di Viale Mazzini. Ci riferiamo, da un lato, all’Isola dei Famosi, reality show prodotto da Magnolia e definitivamente depennato dal palinsesto di Rai 2 nel 2012, dopo ben nove edizioni (otto delle quali condotte da Simona Ventura), e, dall’altro, a Miss Italia, lo storico concorso di bellezza accolto da Rai 1 a partire dal 1988. “Credo che la Rai, come concessionaria del servizio pubblico in Italia, debba avere una sua distinguibilità, una sua cifra“, aveva asserito nel 2013 l’allora Presidente della tv pubblica, Anna Maria Tarantola, nell’intento di render conto dei due tagli sopracitati.

Entrambi i prodotti non furono considerati in linea con la missione portata avanti dal servizio pubblico. A provocare l’abolizione di Miss Italia, che negli ultimi anni aveva subito anche un costante (e preoccupante) calo di ascolti, fu, in particolare, il timore che la trasmissione potesse contribuire a confezionare un’immagine stereotipata ed avvilente dell’universo femminile. Fra coloro che, nel 2013, si schierarono a favore della sua cancellazione ci fu anche la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, la quale definì la mossa in questione “una scelta moderna e civile“. Il concorso rivolto alla bellezza curvy, che di recente è stato organizzato da Detto Fatto, ha provocato, come era ovvio che fosse, le critiche della patron Patrizia Mirigliani.

La Talpa, un reality game troppo estremo

Sul fronte reality, questioni di natura editoriale hanno determinato anche la rinuncia a La Talpa. La prima edizione dello show, condotto da una Paola Perego chiamata a sostituire in corsa Amanda Lear, fu trasmessa da Rai 2 nella prima parte del 2004. Avvalendosi di prove di coraggio a dir poco estreme, come quella in cui i concorrenti vennero sepolti vivi, il reality game dovette far fronte ad una pioggia sferzante di critiche e proteste. Un modo di fare intrattenimento che non convinse a pieno e, nonostante il buon riscontro di pubblico ottenuto (la puntata finale conquistò 6.994.000 telespettatori e uno share pari al 29.54%) la Rai scelse di fare a meno del format, che l’anno successivo sarebbe migrato su Italia 1.

La chiusura di Annozero e il divorzio Santoro-Rai

Volgendo lo sguardo al passato recente, risulta difficile non menzionare la dipartita di Annozero, il talk di approfondimento politico di Rai2, condotto da Michele Santoro fra il 2006 e il 2011. Anche in questo caso gli ascolti non furono causa della scelta. La tormentata relazione fra il conduttore salernitano e Mamma Rai si risolse in un divorzio consensuale. Un rapporto, quello fra il giornalista campano e l’azienda del servizio pubblico, fatto di molte ombre e poche luci, tenuto principalmente in piedi da una sentenza del Tribunale di Roma. La decisione di farne cessare gli effetti provocò l’allontanamento di Santoro da Viale Mazzini, il quale nell’ultima puntata di Annozero colse l’occasione per togliersi parecchi sassolini dalla scarpa.

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9 Commenti dei lettori »

1. Roberto ha scritto:

27 luglio 2017 alle 19:06

La Talpa, che reality veramente interessante!!! Chissa se in un’ottica di riproposizione di programmi passati possa ritornare, magari proprio su Italia 1, in cerca di costruirsi nuovamente una identità forte.
Forse è solo un sogno visto che la Triangle di Silvio Testi che deteneva i diritti di questo titolo dovrebbe essere una società che a seguito della debacle de “La Tribù” sia fallita o quasi.
Oppure qualcuno più informato di me è a conoscenza del fatto che appartenga adesso a qualche altra casa di produzione non in causa con Mediaset?



2. Enzo ha scritto:

27 luglio 2017 alle 21:23

E’ vero la Talpa meriterebbe di essere “rispolverata”.
Al posto di surviving Africa potevano farla … anche con i nip … tanto il format regge sul fattore game più che sul reality vero e proprio fatto di litigi, gossip ecc…



3. alex ha scritto:

27 luglio 2017 alle 21:27

Per quanto riguarda i format di informazione come Annnozero e l’arena hanno un unico denominatore la politica guai a chi la tocca altrimenti finisce fuori.il resto cambia si sa



4. ciak ha scritto:

28 luglio 2017 alle 13:26

DI QUELLI “CHIUSI” SALVO SOLO giletti e santoro, tutto il resto non mi piaceva



5. xxxxx ha scritto:

1 agosto 2017 alle 19:03

Le chiusure elencate, sono sicuramente ingiuste, ma a mio avviso le peggiori sono state Satyricon di Luttazzi e il Fatto di Biagi, trasmissioni che avevano successo che sono state chiuse solo perché trattavano di argomenti scomodi e perché non stavano bene a Silvio.



6. kalinda ha scritto:

28 agosto 2017 alle 17:28

Anche Lorella Landi andrebbe aggiunta all’elenco, cancellato le amiche del sabato e Unomattina Magazine (che andava in onda prima della Prova del cuoco)



7. Patrick ha scritto:

29 agosto 2017 alle 01:52

Ma che riciclate gli articoli di un mese fa?



8. Massimo ha scritto:

29 agosto 2017 alle 07:59

Non dimentichiamo gli ascolti di Mara Venier e la sua Vita in diretta o X-Factor…



9. francesco33 ha scritto:

29 agosto 2017 alle 15:26

menomale che l’Arena di giletti è stata chiusa. Non sopporto la televisione populista. urlata e demagoga di giletti. L’audience non è tutto! Per casi che discuteva Giletti , ci sono programmi appositi: TV7 e vari tg di approfondimento. La “Domenica in” deve essere piena di musica, cinema. leggerezza, teatro, arte,Il noir. gli orrori quotidiani li lasciassero alle testate giornalistiche.



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