15
ottobre

I FUNERALI DI DARIO FO: IL SALUTO AL PREMIO NOBEL DA PIAZZA DUOMO A MILANO CON MIGLIAIA DI OMBRELLI COLORATI

I funerali di Fo

L’ultimo “Mistero buffo” della sua vita si è consumato oggi, in piazza Duomo a Milano, sotto una pioggia battente e in diretta Rai con uno speciale del TG1. Per la prima volta abbiamo assistito ad una cerimonia laica sul sagrato della cattedrale del capoluogo lombardo, un paradosso in cui sono stati proclamati valori e passioni civili dai gradini di una chiesa – e non esattamente una qualunque – e che ha riunito migliaia di persone giunte a rendere omaggio al genio di Dario Fo.

La Banda degli Ottoni ha accompagnato il corteo funebre, dal Piccolo Teatro Strehler a piazza Duomo, sulle note di ‘Bella Ciao’. La bara è stata accolta dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha proclamato per la giornata odierna lutto cittadino, dalle grida di tanti: “Dario, Dario!” e dalle note di ‘Stringimi forte i polsi’, interpretata da Mina come sigla di coda di quella celebre Canzonissima del 1962, scritta da Dario per la moglie Franca.

Solo due le persone che Fo avrebbe voluto lo ricordassero. Uno è il figlio Jacopo, l’altro è l’amico fraterno Carlin Petrini, fondatore di Slowfood che lo ricorda così:

“In questa giornata che celebriamo é meglio essere generosi che avari. Noi stapperemo le bottiglie, canteremo, balleremo, faremo l’amore, ritroveremo la gioia straordinaria di chiamarci compagni e compagne non solo perché condividiamo il pane, ma anche la gioia, la fraternità e questo nostro amore reciproco, senza cattiverie”.

Presente Beppe Grillo, che aveva già parlato del maestro come di “un uomo capolavoro”, e con lui Davide Casaleggio, Luigi di Maio e le due sindache pentastellate di Roma e Torino (Raggi e Appendino). Negli ultimi anni, infatti, il premio Nobel si era schierato a favore del Movimento proprio perché in linea con tutto quello per cui nella sua vita si è sempre battuto, in barba ai poteri forti e ai politici vigenti. C’erano anche lo scrittore Roberto Saviano, l’étoile Carla Fracci che dice: “E’ andato incontro ai contadini ed io mi sento molto contadina” e infine il figlio, l’attore e inventore dell’università della comicità, Jacopo Fo, che ha chiuso con una bellissima dichiarazione d’amore per la vita:

“Se hai un desiderio, seguilo a tutti i costi. I miei genitori sono andati avanti nonostante tutto quello che gli hanno fatto, non hanno piegato la testa. E la gente, chi li ha colpiti, ha perso”. Concludendo ha aggiunto: “Il medico mi ha detto: io sono ateo ma adesso credo. La passione per l’arte, l’amore per la gente sono medicine. La riforma della sanità la dobbiamo fare così e dobbiamo iniziare a scrivere sulle medicine: dopo i pasti, fare arte e fare qualcosa per qualcun altro.”

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