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settembre

GRAND HOTEL: PIU’ CHE LA DOWNTON ABBEY, LA TEMPESTA D’AMORE ITALIANA

Grand Hotel

Facciamo così: prendiamo quel piccolo grande capolavoro che è Downton Abbey e riponiamolo al suo posto, lontano da controproducenti e sconclusionati paragoni. Solo così, senza immaginarne un’improbabile versione italiana, potremo giudicare serenamente la nuova fiction Grand Hotel che all’esordio ha richiamato alla mente più che la celebre serie inglese la “cara” Tempesta d’amore.

Grand Hotel: attori doppiati e volti poco noti frenano il coinvolgimento

Ad indurci a tale paragone saranno stati gli attori nordici, e dunque doppiati (sigh!), che si sono affiancati a quelli italiani e molto poco noti che popolano l’hotel di lusso che fa da sfondo alla storia (qui notizie su di loro). Ma il sapore della soap opera tedesca del preserale di Rete 4 resta, anzi si accentua, con quelle colline a fare da cornice e le cucine dell’hotel in cui proprietari e dipendenti si incontrano e si scontrano dando vita ad un confronto sociale destinato a diventare una rivoluzione sentimentale.

Grand Hotel: il racconto parte bene e poi rallenta

La prima puntata di Grand Hotel è partita narrativamente “col botto”, andando contro il notorio concetto di suspence e svelando immediatamente al pubblico quello che il protagonista maschile cercherà poi disperatamente di scoprire: la sorella, cameriera scomparsa dell’albergo, ha fatto una brutta fine. Ma questo coraggio iniziale si è fatto subito da parte per lasciare spazio ad un racconto lento, che gioca di continuo con la tensione ma non la concretizza mai davvero, e dissemina indizi sparpagliati di storie e legami tra cui si può fare confusione.

E’ il rischio dei racconti corali, dopotutto. E l’immagine del gruppo, dei camerieri e delle cameriere che ammirano e allo stesso tempo invidiano la famiglia per la quale lavorano, sulla carta funziona. Questa coralità unita alle atmosfere noir, ai costumi curatissimi, all’ambientazione, alla fotografia cupa e al cuore puro dei protagonisti Pietro ed Adele, dà al prodotto qualche chance.

Ma se la storia non ingrana, se il ghiaccio delle terre austro-ungariche non si scioglie facendo venir fuori quella passione finora solo annunciata, rischiano davvero di restare solo delle chance.

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19 Commenti dei lettori »

1. Pietro ha scritto:

1 settembre 2015 alle 23:49

Ma perché …qualcuno ha pensato di paragonarlo alla serie inglese?? :D … io sinceramente appena vista la pubblicità di questo “Grand Hotel” (e non avendo visto nè le puntate nè letto la trama) ho subito fatto un paragone pensando alla versione italiana proprio di Tempesta d’Amore …mai e poi mai mi ha sfiorato di paragonarlo a Downtown! :D



2. sona ha scritto:

1 settembre 2015 alle 23:51

Non so cosa possa mai c’entrare Tempesta d’amore onestamente, a parte il fatto di essere ambientate entrambe in un hotel in montagna. L’atmosfera è completamente diversa, e pure quello che si vuole raccontare.
Non metterei, come giustamente scritto, in mezzo neanche Downton Abbey, che è ben altro.
Il punto, che nessuno pare cogliere, è che il prodotto con cui paragonare Grand Hotel è Gran Hotel, fiction spagnola da cui è liberamente tratto. Quello, al massimo, può essersi appunto ispirato al “cugino” inglese. Noi ne abbiamo semplicemente fatto una riedizione (come da sempre accade, tra l’altro… braccialetti rossi, un medico in famiglia, i cesaroni, eccetera eccetera).



3. dumurin ha scritto:

2 settembre 2015 alle 00:12

è come dice Sona.
Con Tempesta d’amore non c’entra nulla.
La fiction è nata sul format spagnolo Gran Hotel. Gran Hotel è ispirato in parte a Downton Abbey, ma è più un mix tra Downton Abbey, Titanic, i romanzi di Agatha Christie e Sherlock Holmes.
Non vedo perchè fare paragoni con Downton Abbey o con Tempesta d’amore, con cui non c’entra nulla a parte l’albergo e le montagne.
Semmai più che a Tempesta d’amore è più simile a Il Segreto.



4. Stefania Stefanelli ha scritto:

2 settembre 2015 alle 09:53

@sona: ma il pubblico italiano non ha visto Gran Hotel, non può fare un paragone.



5. Stefania Stefanelli ha scritto:

2 settembre 2015 alle 09:58

@dumurin: “con Tempesta d’amore non c’entra nulla a parte l’albergo e le montagne”… e le cucine, e i rapporti tra personale e proprietari, e gli attori austriaci/tedeschi, e la fotografia… :)



6. carla ha scritto:

2 settembre 2015 alle 10:13

il paragone con Downton Abbey(classe pura) arriva spontaneo per via degli intrighi fra servitù e propietari,ma è lentissimo e nemmeno ben interpretato,non coinvolgono,forse ci volevano attori più noti e sicuramente più preparati, in alcuni dialoghi sono troppo moderni e suonano falsi,forzati, e la storia è pure prevedibile. peccato!



7. mister ha scritto:

2 settembre 2015 alle 10:56

nn ho visto Grand Hotel, per cui nn posso esprimere un un parere, ma mi fido della Stefanelli…



8. franca d ambrosio ha scritto:

2 settembre 2015 alle 12:26

se il protagonista Eugenio Franceschini non fosse stato il parente di….. dubito che avrebbe potuto avere quella parte e per recitazione e per timbro di voce…



9. Salvatore Cau ha scritto:

2 settembre 2015 alle 13:02

Anche io mi fido della Stefanelli :D

Non ho avuto modo di vedere la puntata, spero di recuperare questa sera, anche se mi basta vedere la dozzinale parrucca indossata dalla Grimalda nella foto dell’articolo, per escludere categoricamente qualsiasi paragone con Downton Abbey.



10. sona ha scritto:

2 settembre 2015 alle 14:42

@Stefania Stefanelli “con Tempesta d’amore non c’entra nulla a parte l’albergo e le montagne”… e le cucine, e i rapporti tra personale e proprietari, e gli attori austriaci/tedeschi, e la fotografia”

Va bene, ma l’atmosfera, la storia, il clima e i personaggi non c’entrano nulla! Il fatto che sia ambientato in un albergo con attori nordici mi sembra un paragone terribilmente flebile, ho seguito Tempesta d’amore per 5 stagioni e vedendo Grand Hotel non m’è venuto in mente nemmeno per un minuto. E’ proprio altra la dichiarazione d’intenti, quella è una soap romantica, colorata e con venature forti di commedia. Questo semplicemente no.
Se facciamo il gioco dei paragoni allora potrei dire che Brooklyn 99 assomiglia e può essere paragonato a Criminal Minds perché c’è la polizia, i casi da risolvere e gli attori sono americani, quando la prima è una comedy e il secondo un crime puro. Il paragone non sussiste, secondo me.
Ma saranno punti di vista a questo punto.
Il fatto che in Italia non si conosca Gran Hotel non è una scusa per paragonare questo qui a qualcosa che conosciamo, ma che c’entra ben poco… Allora piuttosto rimaniamo al paragone con Downton Abbey, sicuramente più calzante, anche se effettivamente inutile in quanto probabilmente alla fine dei conti impietoso.

A proposito di Eugenio Franceschini… per metà puntata ho temuto fosse doppiato da Ettore Bassi, hanno un timbro inquietantemente simile.



11. Stefania Stefanelli ha scritto:

2 settembre 2015 alle 15:09

@sona: ognuno nota assonanze che gli altri possono non vedere proprio, è una cosa normale e non c’è mica da prendersela. A me, come anche ad altri (guarda i commenti) è venuta in mente Tempesta d’amore… che ci possiamo fare? :)
Comunque, tornando a Grand Hotel, sono curiosa di vedere come sarà il ritmo questa sera.



12. sona ha scritto:

2 settembre 2015 alle 15:16

Ma infatti non me la sono certo presa, si fa per discutere! :)

Anche io sono curiosa di vedere se il ritmo si intensificherà, sinceramente ci spero molto. Magari senza Garko contro e con un ritmo un po’ più fluido salirà anche un po’ negli ascolti…



13. Stefania Stefanelli ha scritto:

2 settembre 2015 alle 16:30

@sona: non c’è Garko ma c’è Il Segreto…



14. sona ha scritto:

2 settembre 2015 alle 16:42

@Stefania Stefanelli Ah. Questo m’era sfuggito. Peggio di ieri allora!
Mamma mia che suicidio di programmazione, uno spreco totale…
Spero solamente che non si mettano a spostarlo e “provarlo” tutti i giorni della settimana, a me interessa soprattutto Provaci ancora prof che mi sembra buono da proporre al giovedì e lì deve rimanere.



15. Stefania Stefanelli ha scritto:

2 settembre 2015 alle 17:20

In effetti programmare in questo modo Grand Hotel può significare solo due cose: o in Rai ci credevano così tanto da pensare che potesse sbaragliare Tonio Fortebracci e tutta Puente Viejo senza difficoltà, oppure non ci credevano abbastanza e hanno pensato di usarlo ora tenendo in serbo altro per il futuro. Purtroppo propenderei per la seconda.



16. LadyAileen ha scritto:

2 settembre 2015 alle 21:52

Anche se la RAI spostasse continuamente GRAND HOTEL, sicuramente Mediaset ci piazzerebbe Il SEGRETO come ha fatto con LA DAMA VELATA l’anno scorso.
Ho letto che è ispirata alla serie spagnola GRAN HOTEL ma mi chiedo, in Italia sono state realizzate 6 puntate, la spagnola invece sono 39 episodi…
Forse sarebbe stato meglio mandare in onda la versione originale, dato che comunque hanno usato attori sconosciuti (secondo me, questo è stato uno dei grandi errori di RAI1).



17. alberto ha scritto:

3 settembre 2015 alle 13:03

Salve a tutti. Ho voluto aspettare la seconda puntata di ieri sera per esprimere un commento sul prodotto in questione.
Anche io come voi ho avuto dei dubbi durante le puntate ma nel complesso direi che la fiction è più che buona.
Negli errori commessi sicuramente la scelta degli attori, primo fra tutti Dario Aita alias Jacopo Alibrandi, che cerca (e si sforza, si vede) di nascondere le sue inflessioni siciliane senza riuscirci; Donna Vittoria poi..vogliamo parlarne? Non potevano scegliere un’attrice italiana? Boh! I due protagonisti (Bellè-Franceschini) nella prima puntata mi sono sembrati un po’ troppo freddi ma ieri si sono sciolti un pochino. Azzeccatissima la scelta dell’attore che interpreta il direttore dell’Hotel. Mi ha dato fastidio anche un po’ la fotografia e la musica troppo alta durante le conversazioni, va bene la suspence, ma in certi momenti copriva la voce degli attori. Allucinanti le scene in cui i personaggi vedono riflessa nell’acqua o nelle nuvole la povera Caterina. Atroci.
Ugo Dighero ed Emanuela Grimalda di Medico salvano un po’ il cast diciamo. Molto belli gli ultimi minuti della seconda puntata.
Aspetto con curiosità mercoledi 9 per la terza puntata. Gli ascolti dovrebbero essere un po’ più alti, un buon 20% se lo merita e sono sicuro lo raggiungerà nelle prossime puntate vista la crescità dalla prima alla seconda. Spero di non avervi annoiato :)
Nel complesso darei a questa fiction un 7-7,5.



18. Vince T ha scritto:

4 settembre 2015 alle 18:05

L’ispirazione è sicuramente Downtoun AB e infatti nei titoli di testa hanno plagiato la musica inglese pari pari.La fotografia è tedesca uguale a tempersta d’amore e gli attori grazie anche alle battute sono ridicoli.Gli inglesi hanno una fotografia morbida come è tipico del loro cinema e gli attori provengono quasi tutti dal teatro(grande recitazione e mimica facciale realistica).
GHotel sembra la pubblicità di un formaggio delle Alpi…..
W Terence Hill….



19. sona ha scritto:

4 settembre 2015 alle 23:18

Concordo in toto con quello che ha scritto alberto.

Bravi Ugo Dighero e Emanuela Grimalda; ha trovato il suo ruolo ideale Andrea Bosca, che avevo già apprezzato tantissimo in Raccontami e La dama velata. Dario Aita a me piace tantissimo, ma non riesce a mascherare l’accento, non ce la fa proprio!

Sulla musica ormai è una causa persa, con la maggior parte delle fiction si passa il tempo ad alzare e abbassare perché quando c’è la musica è spaccatimpani e quando parlano non si capisce che stiano dicendo.

Caterina fra le nuvole a livello di Darla tra le nuvole in Beautiful… evitabile. Per il resto la trama pare ingranare, dall’arresto di Angelo in poi è stato un crescendo, molto piacevole e spero continui così.



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