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Corona e Falsissimo rimossi dai social

Nessuna censura. La misura è conseguenza della violazione del copyright ed è una delle pratiche più veloci offerte dalle piattaforme a tutti gli utenti per tutelare il diritto d'autore

Fabio Fabbretti

di Fabio Fabbretti

03/02/2026 - 13:49

Corona e Falsissimo rimossi dai social

La querelle tra Mediaset e Fabrizio Corona arriva ad una svolta significativa: nelle ultime ore diverse piattaforme digitali stanno rimuovendo e oscurando i contenuti riconducibili all’ex agente fotografico, che con il suo Falsissimo si è divertito ad alimentare in maniera grottesca sospetti su presunti “sistemi” Mediaset.

Ad oggi, su Instagram non vi è più traccia di Corona, né del suo profilo personale né di quello legato al format YouTube, dove invece sono stati oscurati tutti i contenuti free e restano al momento quelli a pagamento.

Il tutto dopo le segnalazioni presentate dal pool legale di Mediaset. La questione parrebbe molto più semplice di quel che si pensi. Non servono diffide, querele o atti particolarmente complessi: tutti i social prevedono la possibilità di segnalare violazioni del copyright, mettendo a disposizione di qualsiasi utente un modulo per chiedere la rimozione del contenuto che viola le leggi sul diritto d’autore. Una strada percorribile in maniera veloce, che si inserisce, in questo caso, negli interventi – ben più articolati – relativi a diffamazione, dignità personale, privacy e messaggi d’odio, che l’azienda di Pier Silvio Berlusconi intende contrastare come annunciato in un duro comunicato.

L’eliminazione delle puntate di Falsissimo e l’oscurazione dei profili social è, tra l’altro, in linea con l’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale civile di Milano, che già in merito al caso Signorini aveva imposto a Corona di cancellare le ‘pubblicazioni’ precedenti e consegnare il materiale in suo possesso.

La reazione del legale di Fabrizio Corona

Contro Fabrizio Corona è in atto un’operazione di oscurantismo che non è degna di questo Paese. È censura pura e la gente lo capisce bene

sono le parole di Ivano Chiesa, legale di Fabrizio Corona, ad Adnkronos.

E invece non è censura, ma semplicemente l’applicazione delle norme sul copyright e delle policies delle piattaforme dove Corona realizza i suoi contenuti.

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