TG3



3
gennaio

BEPPE GRILLO CONTRO IL TG3: FA DISINFORMAZIONE, RAI3 DEVE CHIUDERE

Beppe Grillo

Rai3 deve chiudere“.  La sua bomba di Capodanno, Beppe Grillo l’ha sparata direttamente contro il Tg3 di Bianca Berlinguer. Stavolta il comico genovese se l’è presa con il notiziario della terza rete, reo di aver trasmesso un servizio sgradito durante l’edizione delle 19 di ieri, mercoledì 2 gennaio. Il “Tg3 del pdmenoelle” – come lo ha ribattezzato il leader a Cinque Stelle – aveva espresso una velata critica alla raccolta fondi promossa dallo stesso Grillo per finanziare il suo MoVimento. Queste le parole del servizio che ha fatto infuriare Beppe:

“Obiettivo: 1 milione di euro, si chiama. Perché è quella la cifra di cui, fatti i conti, avrebbe bisogno il comico per pagare studi legali, promuovere il simbolo, organizzare la tournée elettorale che lo porterà in giro per l’Italia. E così il MoVimento che si vanta di non avere chiesto neanche un euro per il voto alle Parlamentarie e disprezza i rimborsi elettorali ai gruppi politici si ritrova a sperare nel contributo volontario degli iscritti“.

Insofferente alle critiche, il leader del MoVimento ha replicato al Tg3 direttamente dalle pagine del suo blog con un post intitolato “La disinformazione di Rai3“. E lo ha fatto senza mezze misure, arrivando addirittura a chiedere la chiusura della terza rete.

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26
novembre

TG3 SPECIALE PRIMARIE, ROSY BINDI A BIANCA BERLINGUER: “MA VAFFA…”

Rosy Bindi - Tg3

Rosy Bindi - Tg3

Non c’è pace per il Direttore del TG3 Bianca Berlinguer. Pare che i giornalisti della sua testata non tollerino più i suoi metodi un po’, come dire, severi e intransigenti, ma anche i politici sembrano non apprezzare affatto l’atteggiamento della “zarina” di Rai3, che ieri sera nel corso della diretta speciale del TG3 sulle Primarie del Cetrosinistra si è beccata un colorito epiteto da Rosy Bindi, stufa di essere interrotta continuamente per dare la parola ad altri.

Il Presidente del Partito Democratico, che non ha mai nascosto l’appoggio al Segretario Pierluigi Bersani, stava cercando di spiegare i motivi che hanno portato al successo lo sfidante Matteo Renzi che, come noto, finirà al ballottaggio del 2 dicembre proprio con Bersani. Se non fosse che è stata bruscamente interrotta dalla Berlinguer, che sui monitor aveva avvistato Nichi Vendola in arrivo alla sede del comitato di Sinistra Ecologia e Libertà per intervenire con i giornalisti sui risultati delle Primarie (per la cronaca è arrivato terzo con il 15% dei voti circa).

Il Direttore del TG3 ha interrotto quindi la Bindi “sul più bello”, scusandosi per l’ennesima intromissione nel discorso ma Non è colpa mia, sta arrivando Nichi Vendola. Le ridò subito la parola, mi impegno appena è finito l’intervento. Abbiamo fatto parlare Bersani e Renzi, e lui non lo facciamo parlare?”. La Bindi però non ha apprezzato il gesto: “Parlate, parlate, ma è capitato sempre. Non ho espresso un concetto”. La Berlinguer ha cercato poi di difendersi nel botta e risposta frenetico, incalzata però dalla Bindi che le ha ribattuto sarcasticamente: “Ancora non sta parlando e avevo finito il mio intervento”.


22
ottobre

TGR PIEMONTE: “I NAPOLETANI LI RICONOSCETE DALLA PUZZA”. ERA UN SERVIZIO DEL CA…LCIO, MA BASTA IPOCRISIE

Tgr Piemonte Juve-Napoli

I napoletani sono ovunque, al nord, al centro, al sud… un po’ come i cinesi” dice un tifoso bianconero. Al che, il telegiornalista Giampiero Amandola commenta: “E voi li distinguete dalla puzza, con grande signorilità“. Quello andato in onda sabato 20 ottobre al Tgr Piemonte è stato uno scambio di battute tra teste di calcio. Ma sì, un imbarazzante uno-due tra persone che masticano il linguaggio degli ultrà. E le polemiche che ne sono seguite, con l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti e del Cdr Rai, sono condivisibili su un punto: il telecronista ha esagerato, ironizzando in modo poco decoroso.

Ma chi parla di episodio gravissimo e si straccia le vesti – come accade in queste ore sul web – esagera. Oppure non è mai andato allo stadio. Tolto il velo dell’ipocrisia, è infatti evidente che il servizio del Tgr Piemonte abbia trasmesso degli slogan che, ahinoi, risuonano da sempre nei match di Campionato. In questo senso, il filmato in questione può considerarsi un esempio di tv verità. Quanto poi al commento di Giampiero Amandola, è presumibile che esso racchiudesse un chiaro riferimento ad un coro anti-Napoli piuttosto diffuso sugli spalti, finalizzato ad incalzare l’interlocutore bianconero. Stesso discorso per l’espressione “o Vesuvio lavali tu“.

Le critiche al servizio del Tgr, insomma, dovrebbero essere circostanziate ad un montaggio infelice e ad alcune parole inopportune da parte del cronista. Al di là delle reazioni offese, bisognerebbe riconoscere che il video incriminato è in qualche modo riuscito a raccontare uno spaccato dell’attuale mondo della tifoseria. Sì, perché le parole trasmesse saranno state pure volgari, ma saprete bene che in Curva se ne dicono di molto peggio. E la tv, di fronte a questo fenomeno, cosa dovrebbe fare? Girarsi dall’altra parte ed edulcorare il suo racconto? Censurare il tutto?





13
ottobre

L’AIART SI SCAGLIA CONTRO LA RAI PER IL TG3 E PECHINO EXPRESS

Sede Rai

E’ proprio il caso di dire che l’Aiart, l’associazione dei telespettatori cattolici, non trova pace. Passata la soddisfazione per l’oscuramento in tv (poi smentito dalla Rai) di sport ritenuti violenti come il pugilato e il judo, ora nel mirino ci finiscono Pechino Express e il Tg3. E partiamo proprio dall’ultima protesta di oggi, riportata da Avvenire, contro l’informazione della terza rete Rai:

Il servizio sui collegamenti tra un esponente della giunta lombarda e la ‘ndrangheta (trasmesso ieri nel Tg3 delle 19.00, ndDM) è stato condito dalle peggiori parolacce. Siamo alla follia più pura - si legge in una nota dell’associazione - Il reportage riferiva di alcune intercettazioni, riportate letteralmente dal giornalista. Il risultato è stato: parolacce una dietro l’altra, bastava parafrasare quanto appariva nelle intercettazioni e non essere, invece, così espliciti in una fascia oraria in cui sono davanti alla televisione anche bambini.

Un’arringa, dunque, contro l’informazione, a pochi giorni di distanza dal duro attacco che l’Aiart, per bocca del presidente Luca Borgomeo, ha sferrato all’adventure-reality di Rai 2, Pechino Express, definendolo come una trasmissione insulsa con “attori” capaci di far rimpiangere l’Isola dei Famosi:

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26
settembre

LA LEGA NORD DENUNCIA ALL’AGCOM LA ‘SISTEMATICA CENSURA’ DEL TG3

Lega Nord- Roberto Maroni

Che il verde non sia esattamente il colore preferito del terzo canale era cosa nota anche alle statue di bronzo, nonostante le sempre belle speranze della rete tradizionalmente più dotta del servizio pubblico. La Lega Nord non gradisce però il trattamento riservato ai rappresentanti della riscossa padana negli ultimi tempi e si rivolge all’Agcom portando con sé alcune cifre, a loro dire controprova di un atteggiamento ostile da parte della linea editoriale del Tg 3.

”I dati riportati mostrano inequivocabilmente la sistematica censura, da parte del Tg3, della Lega Nord e dei suoi esponenti che dal primo al 23 settembre compreso, quindi in un arco di oltre tre settimane, hanno avuto un solo minuto a video. In ben 31 delle 46 edizioni principali monitorate (14.20 e 19.00) la Lega Nord non è stata citata e i suoi esponenti non sono andati in onda né in video né in sonoro. Il Carroccio in questo lasso di tempo è stato citato 9 volte (10 se conteggiamo il riferimento al caso giudiziario che ha coinvolto l`ex tesoriere Belsito).”

Questi i numeri che il responsabile della comunicazione del partito, Davide Caparini, porta all’attenzione dell’autorità garante per l’equilibrio e il pluralismo dell’informazione. Da quando i Verdi eredi di Bossi hanno lasciato il governo non aderendo alla big coalition a sostegno del risanamento tecnico il vessillo della Lega e le acque sacre del Po’ sembrano essere uscite di scena dai titoli e dalle scalette di Bianca Berlinguer e compagni.

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22
agosto

DM LIVE24: 22 AGOSTO 2012. PER IL TG3 VINICIO CAPOSSELA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (MA E’ UN VIDEO DEL 2009)

Diario della Televisione Italiana del 22 Agosto 2012

  • Per il Tg3 Vinicio Capossela Presidente del Consiglio ma…

Reuccio ha scritto alle 17:22

Circola in queste ore un’immagine che testimonierebbe una presunta gaffe del Tg3 per il quale, secondo una didascalia presente in un servizio, Vinicio Capossela sarebbe il Presidente del Consiglio. Peccato si tratti di un servizio andato in onda nel 2009! Me ne sono accorto dal logo tg3, che era quello vecchio! (eccolo!)

  • Cucuzza e De Rossi bloccati in Africa

Reuccio ha scritto alle 17:50


2
giugno

BIANCA BERLINGUER SFUMA IL DISCORSO DEL PAPA: GAFFES E IMBARAZZI A VIALE MAZZINI

Papa Benedetto XVI alla Scala

Chissà se l’indulgenza plenaria indetta dal Papa otterrà l’assoluzione anche a Bianca Berlinguer. A giudicare dall’imbarazzo che si sarebbe creato in Rai, pare di no. Il direttore del Tg3 avrebbe infatti commesso uno scivolone imperdonabile, di quelli che un professionista dell’informazione potrebbe evitare. La giornalista ha sfumato il discorso tenuto ieri dal Santo Padre alla Scala di Milano e l’improvvida mossa avrebbe fatto tremare la Direzione Generale della tv pubblica. La bufera che ne è conseguita è facilmente immaginabile.

A rivelare il retroscena è il sito Affaritaliani, secondo il quale l’errore della ‘zarina’ Bianca avrebbe creato non pochi imbarazzi al DG Lorenza Lei, da sempre ritenuta molto vicina al Vaticano. Il Tg3 ha infatti sfumato il discorso di Benedetto XVI proprio nelle sue battute finali e la scelta, di per sé, avrebbe anche poche giustificazioni visto che i giornalisti erano stati messi al corrente del fatto che l’intervento del Pontefice sarebbe durato all’incirca 13 minuti. Dunque, i tempi erano cronometrati anche a prova di tv.

Ma il ‘misterioso’ taglio non è stata l’unica svista capitata ieri dalle parti di Rai3. L’altra gaffe si è consumata attorno alle 19, durante il passaggio di testimone tra Rai1 e la terza rete per la diretta papale. Il canale diretto da Antonio Di Bella si è infatti occupato di trasmettere il concerto in onore del Santo Padre, che è stato annunciato come se fosse diretto dal Maestro Muti. Peccato, però, che sul podio sarebbe salito Barenboim. Ed ecco l’altra ’sonora’ cantonata.


30
novembre

E IL TG3 SBARCO’ SUL TGCOM 24

TgCom 24 - Tg3

L’incursione che non ti aspetti.  Se Sky TG24 ci ha ormai abituati a rassegne stampa digitalizzate al touch screen e ad approfondimenti nel mondo del web con l’analisi dei siti esteri più autorevoli, il nuovo TgCom 24, diretto da Mario Giordano, si spinge oltre, infrangendo un tabù finora confinato alle radio.

All’interno del nuovo canale Mediaset è stata introdotta una rassegna dei principali telegiornali italiani, compresi quelli Rai. E’ quantomeno originale poter  vedere sulla all news di casa Mediaset i loghi, le news e l’impaginazione delle altre testate concorrenti, per non parlare delle voci degli anchor che diventano così “ospiti”  di un altro telegiornale. Una sorta di meta-informazione televisiva, che permette di raccontare l’Italia e il mondo con stili e modalità differenti.

Un punto a favore di Giordano che in questi mesi di gestazione del canale è stato oggetto di critiche e pregiudizi. Se blog e forum ipotizzavano un canale infarcito di infotainment e notizie faziose, la rassegna dei tg concorrenti, l’ampio spazio dedicato a politica ed esteri e la scelta degli ospiti (nella prima edizione sono stati Gianfranco Fini ed Emma Bonino) sembrano indicare una linea editoriale che, per ora, promette bene.

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