RAI Fiction



15
dicembre

LA NARCOTICI E IL CLAN DEI CASALESI: SULLA SCIA DI ROMANZO CRIMINALE, LA FICTION ITALIANA PUNTA SUL GENERE CRIME.

Ricky Memphis nel cast de La Narcotici

Lo avevamo scritto qualche settimana fa: Romanzo Criminale ha dato uno scossone al modo di intendere la fiction nel Belpaese. Troppo evidente la marcia in più rispetto agli altri prodotti seriali – a base di buonismo, personaggi edulcorati, nonni modello e amori travolgenti – per non essere preso come modello da seguire nella realizzazione di nuove storie. Sin troppo facile prevedere che, sulla scia della serie diretta da Stefano Sollima, il genere crime sarebbe stato la nuova gallina dalle uova d’oro.

In effetti si tratta di un genere che appassiona il pubblico italiano, come dimostrano l’alto riscontro ottenuto dai vari Ncis, Criminal Minds e C.S.I. ed i notevoli ascolti del canale tematico Fox Crime (il più visto tra quelli del gruppo Fox): argomentazioni che non potevano essere ignorate da colossi come Rai Fiction e Taodue, finalmente decise a cimentarsi nella realizzazione di produzioni autoctone di questo tipo.

Il progetto Rai è estremamente concreto: si tratta di La narcotici, una serie in quattro puntate (probabilmente in onda già a partire da gennaio 2011) che racconta le vicende di una banda di narcotrafficanti senza scrupoli, pronti a seminare sangue e terrore per le strade della Capitale. Presentata al Roma Fiction 2010, la serie presenta diversi punti in comune con Romanzo Criminale: dall’ambientazione al gergo (come in Romanzo Criminale anche il personaggio principale di questa banda, interpretato da Stefano Dionisi, si fa chiamare l’ottavo Re di Roma) alla cura nella sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi. Il nome forte del cast è quello di Ricky Memphis, che dopo una vita da ispettore di polizia passa sull’altro lato della barricata.




13
dicembre

LE COSE CHE RESTANO: DA QUESTA SERA SU RAI1 LE VICENDE DELLA FAMIGLIA GIORDANI, SPECCHIO DELL’ITALIA ATTUALE.

Il cast de "Le cose che restano"

Un buon cast – spiaccano, tra gli altri i nomi di Claudio Santamaria, Paola Cortellesi, Ennio Fantastichini e Antonia Liskova – si mette al servizio di Gianluca Maria Tavarelli, un regista che ha sempre realizzato fiction di gran successo come Paolo Borsellino (38,7% di media) e Maria Montessori (29,5%), per realizzare un prodotto il cui titolo è ispirato a un verso di una poesia di Emily Dickinson.

Le cose che restano è una serie tv in quattro puntate che ha tutte le carte in regola per diventare il fiore all’occhiello tra le produzioni Rai fiction di questo autunno 2010. E’ una sorta di “terzo atto” di una saga iniziata con “La vita che verrà” e proseguita con “La meglio gioventù” (con la serie di Marco Tullio Giordana ha in comune sceneggiatori e produttore) che mette in luce la nuova vita di una famiglia borghese dell’Italia di oggi divisa da un tragico evento.

Con la morte, a seguito di un incidente stradale, del figlio minore inizia il nuovo percorso della famiglia Giordani: i tre fratelli Andrea, Nora e Nino perdono le certezze e la tranquillità che aveva caratterizzato la loro borghese esistenza. I protagonisti abbandonano la casa in cui hanno sempre vissuto e si confrontano con la durezza della vita quotidiana e con il disorientamento che, inevitabilmente, li colpisce dopo un lutto così importante. La “famiglia tradizionale”, rifugio sicuro e punto di riferimento di tutti (protagonisti compresi) si trasforma e da vita ad una “famiglia allargata”, specchio delle trasformazioni dell’Italia di oggi.


21
novembre

TUTTI I PADRI DI MARIA: LINO BANFI NON E’ PIU’ LIBERO MA SARA’ ANCORA NONNO NELLA FICTION DI RAI1 (CON LINO TOFFOLO E ORIETTA BERTI)

Lino Banfi

Lino Banfi in Tutti i padri di Maria

Tutto bene quel che finisce bene. Dopo le ultime polemiche a mezzo stampa con la Rai e in particolare con il Direttore di Rai1 Mauro Mazza, che lo voleva mandare in onda contro la corazzata Fazio-Saviano, Lino Banfi “il cannoncino” è stato accontentato e Tutti i padri di Maria, la nuova fiction di cui è protagonista (assieme a Lino Toffolo e Orietta Berti), verrà trasmessa questa sera e martedì su Rai1 (e non più lunedì come inizialmente previsto).

Prodotta da Fremantle Media e RaiFiction e diretta da Luca Manfredi, Tutti i padri di Maria è una commedia brillante dal lieto fine annunciato che mette in contrapposizione l’odio e l’amore, la felicità e il dolore. Lino Banfi, abbandonati definitivamente i panni di Nonno Libero (ci crediamo poco!), interpreta Franco Tricarico, rigido maresciallo pugliese (ormai in pensione e catapultato a Trieste) che si ritroverà suo malgrado a vivere assieme al suo “nemico per la pelle”, l’arzillo maestro di violino veneto Tino Pelegatti (interpretato da Lino Toffolo). I due, a causa di un contenzioso legale sulla casa, si ritroveranno a condividere molto più che le sole quattro mura di casa, a partire dal rapporto burrascoso con i rispettivi figli, Fausto e Renato.

E saranno proprio i due figli a portare un po’ di pepe, come se ce ne fosse bisogno, sulla loro convivenza forzata: tra una scaramuccia e l’altra saranno infatti costretti a preoccuparsi della nipotina Maria, lasciata sull’uscio di casa con un solo bigliettino in mano. “Ciao Nonno, sono Maria”: chi sarà il nonno tra i due?





25
ottobre

IL SORTEGGIO: BEPPE FIORELLO E’ UN OPERAIO FIAT NEL FILM TV DI RAI1

Il sorteggio

"Il sorteggio": Beppe Fiorello

Mai come in questo periodo calza a pennello. In una fase non proprio rosea per la Fiat, il cui attuale AD Sergio Marchionne è in rotta di collisione con i sindacati (Fiom CGIL in testa) e gli operai degli stabilimenti di Pomigliano, Melfi, Termini Imerese e Mirafiori, Rai1 scende in campo questa sera con Il Sorteggio, film tv ambientato proprio a Fiat Mirafiori, che farà da contorno ad un intreccio storico politico al cui cardine vi sarà, seppur involontarimente, un operaio torinese dell’azienda automobilistica.

Tonino Barone, interpretato dal “campione d’ascolti” Beppe Fiorello, “uomo qualunque e senza qualità” e operaio presso la fabbrica di Mirafiori è stato scelto come giurato popolare nel processo al nucleo storico delle Brigate Rosse. Siamo nel 1977, in tutta la Penisola e in particolar modo a Torino si respira un clima di paura e terrore: per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, a 46 imputati facenti parte delle Brigate Rosse viene contestato il “reato di costituzione di banda armata finalizzata al sovvertimento violento dell’ordine democratico e delle sue istituzioni”. Un processo complesso (tanti i cittadini che, per paura, rifiutarono il ruolo di giurato popolare) che culminerà con il rapimento di Aldo Moro e che verrà ricordato per l’attentato al Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Piemonte Fulvio Croce.

Tonino, in un primo momento non cosciente del rischio a cui si sta per esporre, pur di prendere un periodo di pausa dal duro lavoro in fabbrica, è disposto ad accettare volentieri l’”incarico” offertogli dallo Stato. Ma il pericolo è alle porte e Tonino si ritroverà di fronte ad una scelta che richiederà non poco coraggio.


10
luglio

DM Live24: 10 Luglio 2010

>>> Dal Diario di ieri…

E parla, parla, parla 

SaraLurker ha scritto alle 04:57

Claudia Mori, in qualità di Produttrice della “Ciao Ragazzi”, parla della Mancanza di Coraggio della Rai: “Se in Rai non hai una persona che ti sostiene è difficile promuovere temi diversi da quelli consolatori delle solite fiction. E’ dura fare fiction qualità perché manca il coraggio. Se non ci fosse stato Del Noce, ‘Rino Gaetano’ e ‘Basaglia’ non sarebbero andate in onda”. Ultimamente Claudia Mori ha un’opinione su tutto. E la esprime.

Niente Tv trash

lauretta ha scritto alle 11:26

Barbara D’Urso dalle pagine di Vivo: “(…) Il trash é una questione soggettiva. Per me può essere spazzatura un’immagine, un argomento. Io non credo che ci sia una cosa omologata. C’è gente che vede spazzatura anche dove non c’è. Io ho il mio stile, vado d’istinto, dico parolacce, ma non sono mai volgare. E non faccio tv trash. Magari faccio ballare il seno per far vedere che è vero, ma poi parlo di violenza sulle donne, di anoressia, di tumore al seno. La vita è tutto: serio e faceto, risate e malattia, banalità e lacrime(…)”.

Nuovi tronisti

lauretta ha scritto alle 15:23

Secondo il settimanale Visto i nuovi tronisti di U&D saranno: Andrea Angelini, Samuele Nardi, Teresanna e Rajaa.





22
giugno

DEL NOCE SVELA NUOVI PROGETTI PER LA FICTION RAI TRA MOLTE NOVITA’, GRADITI RITORNI E IL “SOGNO” DI UN FIORELLO ATTORE

E’ stato l’uomo d’oro della prima rete italiana per ben sette anni prima di lasciare, esattamente un anno fa, la direzione di una Raiuno alla quale, innegabilmente, nel corso del tempo, ha dato un’impronta diversa rispetto ai suoi predecessori. Una direzione caratterizzata da scelte rivelatesi, nella maggior parte dei casi, vincenti; tra tutte Affari tuoi e le due edizioni di Sanremo targate Bonolis.

Ora Fabrizio Del Noce, alla direzione di Raifiction, è pronto a nuovi progetti e sfide professionali, che racconta dalla pagine di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola oggi. La grande fiction targata Raiuno che vedremo nel prossimo futuro sarà all’insegna delle biografie di grandi personaggi del secolo scorso, prima fra tutte quella su Evita Peron, che sarà interpreta da Gabriella Pession.

Tramontata l’ipotesi Insinna, approdato ai lidi del Biscione dove, come da noi anticipato (leggi qui), dalla prossima primavera accompagnerà i dilettanti allo sbaraglio della Corrida, a vestire i panni del tenorissimo Pavarotti sarà Pierfrancesco Favino, mentre si affaccia l’ipotesi di Riccardo Scamarcio come protagonista di un’altra fiction in cantiere, quella su Domenico Modugno, anche se c’è già chi smentisce. Ma è parlando di un’altra miniserie sul cui progetto si sta discutendo in queste settimane che il direttore svela il suo più grande sogno:


17
giugno

FICTION RAI, PALINSESTI AUTUNNO 2010: ECCO GLI APPUNTAMENTI.

La Rai, oltre che servizio pubblico, è anche e soprattutto grande fiction: produzioni italiane di qualità – con gli attori più amati di cinema e teatro – anche quest’anno costituiranno la punta di diamante dei palinsesti della tv di Stato.

La generalista Raiuno si conferma anche in questo campo la rete leader, quella dedicata alle grandi storie del nostro tempo, con uno sguardo, quest’anno più che mai, rivolto alla storia. Se per tre sere il prime time della prima rete sarà dedicato al varietà con la triade Clerici-Conti-Frizzi, il resto della programmazione in prime time sarà all’insegna delle grandi fiction. Ecco gli appuntamenti.

Ho sposato uno sbirro2: Flavio Insinna torna a vestire i panni del commissario Santamaria alle prese con i casi da risolvere e con i non meno complicati problemi causati dall’arrivo delle figlie piccole e dai rapporti con sua moglie Stella, interpretata da Christiane Filangieri.

La ladra: il grande ritorno della regina delle fiction targate Rai , Veronica Pivetti, questa volta nell’inedito ruolo di una ristoratrice che di notte si trasforma in una Robin Hood in gonnella.

Fuoriclasse: la divertente Luciana Littizzetto professoressa, per l’occasione, in un liceo scientifico di Torino. Tra problemi personali che s’intrecciano con le storie dei suoi colleghi e degli studenti, troveremo, insieme alla comica piemontese, un cast nutrito di attori tra cui figura anche Neri Marcorè.

Preferisco il paradiso: l’attesissima miniserie prodotta dalla Lux Vide che vede coma protagonista Gigi Proietti nei panni di San Filippo Neri, il santo della gioia, il giullare di Dio. Alla regia Giorgio Capitani.

E poi, ancora, grande spazio alla storie d’amore con dei veri e propri feuilleton d’appendice che tanto appassionano il pubblico femminile:


27
maggio

FLAVIO INSINNA CONTESO TRA RAI E MEDIASET: “PAVAROTTI? NO GRAZIE NON SONO IN GRADO”

“Essere o non essere” questo era il dubbio che tormentava Amleto. Quello di Flavio Insinna è filosoficamente meno impegnativo ma assai più concreto: “faccio la Corrida o interpreto Pavarotti?

Prende forma, dunque, ciò che DM, solo una settimana fa, vi aveva anticipato e cioè che il conduttore dei “pacchi” fosse in trattative per il passaggio di consegne con Gerry Scotti ed ”impossessarsi” della Corrida di Canale5. Quel che si sa è che a corteggiare Insinna ci si è messa anche “mamma” Rai dove il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce, quasi contemporaneamente alla proposta di Canale 5, gli ha servito su un piatto d’argento un progetto di lavoro diverso ma non meno allettante: interpretare Big Luciano.

La sola idea terrorizzerebbe chiunque, data la straordinaria grandezza del tenore e il “mito” che Pavarotti rappresenta, ma Flavio spaventato lo è ancora di più, e i motivi sono principalmente due: primo, Insinna era un grande ammiratore di Luciano Pavarotti tanto da passare una notte al gelo in fila per avere un biglietto per la Tosca, e poi odia le decisioni importanti tanto da dirsi terrorizzato dalle stesse. Paura, quest’ultima, che spesso l’ha fatto sentire inadatto per alcuni ruoli, “opportunamente” rifiutati.