Flop



24
febbraio

SOSPESO COSI’ LONTANI COSI’ VICINI

Così Lontani Così Vicini

Chiusura anticipata per la terza stagione di Così lontani, Così vicini, l’emotainment  condotto da Albano Carrisi e Romina Power. Le ultime due puntate del programma non andranno in onda. Alla base di tale scelta il brusco calo di ascolti subìto dal programma, che venerdì scorso – contro la prima puntata di Pequeños Gigantes in onda su Canale5 – ha ottenuto una media di appena 2.700.000 spettatori e il 10,94% di share.




6
settembre

SCENE DA UN MATRIMONIO: DOPO IL FLOP IN PRIME TIME, LE ULTIME DUE PUNTATE IN ONDA A MEZZOGIORNO

Davide Mengacci

Non è bastato rinnovare formula e linguaggio, e neppure strizzare l’occhio all’amarcord. Il ritorno in tv di Scene da un matrimonio è stato bocciato sonoramente dal pubblico di Rete4. La prima puntata, in onda martedì 25 agosto, è stata vista da appena 631.000 spettatori con il 3,33% di share. Un risultato decisamente al di sotto delle aspettative, che ha portato i vertici della rete a spostare in maniera repentina la trasmissione dalla serata del martedì a quella della domenica. Tale scelta è apparsa però da subito azzardata, dato che nel giorno di festa su Canale5 va in onda l’appuntamento in prima serata con le seguitissime vicende de Il Segreto, il cui target di riferimento non è poi così diverso da quello della trasmissione condotta da Davide Mengacci. Come prevedibile, lo scontro con la soap si è rivelato letale per Scene da un matrimonio, crollato nella seconda puntata ad una media di appena di 323.000 spettatori e uno share dell’1,78%.

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11
gennaio

IL PECCATO E LA VERGOGNA DELL’AUDITEL: 8,5 MLN PER DON MATTEO, 825 MILA PER DOWNTON ABBEY

downton abbey

Downton Abbey

Vergogna! 8,5 milioni per Don Matteo, 825 mila per Downton Abbey. Il ritratto auditel che emerge dall’Italia televisiva è impietoso.

Tuttavia prima di lasciarsi andare a facili populismi, è opportuno andare a fondo e provare a capire perchè certi prodotti funzionano e altri no. Del resto non sempre l’alta qualità è respinta con veemenza dal pubblico italiano e non tutte le modeste fiction tricolori sono ben accette. Tralasciando il fenomeno Don Matteo, ci interroghiamo sul perchè Downton Abbey non abbia catturato il Belpaese.

Downton Abbey: esiste una rete giusta in Italia per valorizzarlo?

Le ragioni sono molteplici. Molti attribuiscono l’insuccesso alla mancata coerenza tra il prodotto e la rete che lo manda in onda (Rete 4) ma la realtà è che non esiste in Italia una casa mediatica adatta ad ospitare Downton Abbey, con riferimento tanto alle reti tematiche (qual è una rete femminile dal palato fine?) quanto alle generaliste. Fantasticando, forse il posto migliore per Downton Abbey sarebbe stato Rai1. Il pubblico maturo dell’ammiraglia della tv pubblica, che è molto fedele, poteva, pur banalizzandone i significati, dare una chance al prodotto, lasciandosi affascinare dalle ambientazioni d’epoca (magari lo avrebbero chiamato “La tenuta”). Difficile un successo di ascolti, ma almeno la prima rete avrebbe aperto un canale verso un altro tipo di produzioni.

Tornando a Rete 4, bisogna ammettere che la rete diretta da Giuseppe Feyles dimostra di tenere al period drama salvo poi perdersi in un bicchiere d’acqua quando lo fa iniziare con sensibile ritardo rispetto alle altre proposte delle reti concorrenti (magari qualcuno avrà pensato che il prime time sarebbe stato occupato da Tempesta d’amore o peggio ancora che Tempesta d’amore fosse Downton Abbey)  e carica di pubblicità la seconda ora di trasmissione.

Downton Abbey: l’Inghilterra non è l’Italia

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7
novembre

SOLO FLOP PER LA5

Fashion style

Il cast di Fashion Style con Giancarlo Scheri

Non vogliamo fare solo ascolto ma tendenza”. Non manca l’ottimismo a Giancarlo Scheri nel presentare alla stampa gli obiettivi di Fashion Style, il nuovo talent modaiolo de La5. E, del resto, verrebbe da dire che in casi estremi l’unica cosa a cui appigliarsi è proprio la speranza.

I flop de La5

E’ vero che parliamo della produzione più ambiziosa mai realizzata dal canale ma è altrettanto assodato che la recente storia di La5 è costellata da flop e “mancati successi”. Il nuovo corso della rete, che predilige i programmi homemade, è al momento un sonoro fallimento. Nessun programma è riuscito ad ottenere ascolti all’altezza, nè tanto meno è riuscito a far parlare o creare brand awareness. Non ha pagato, insomma, la strategia di inseguimento e imitazione attuata nei confronti dei rivali del digitale terrestre. Sulla scia di celebri successi della concorrenza sono nati programmi come Non aprite quell’armadio, Vite in Apnea, The Chef, Torte d’autore; show che sin da subito il pubblico ha percepito male proprio per il tentativo di emulare l’altrui palinsesto. E’ bene ricordare, infatti, che i nanospettatori hanno un forte attaccamento verso le produzioni delle reti all digital. Come se non bastasse, tutte (o quasi) le produzioni – vuoi per contenuti, vuoi per realizzazione, vuoi per promozione e collocazione – hanno lasciato a desiderare (anzi diciamo che alcune di queste sono proprio inguardabili).

La5: sta fallendo la strategia di “affrancamento” da Canale 5

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22
maggio

TG5 PUNTO NOTTE: ASCOLTI DISASTROSI MA PER MIMUN CRESCERA’. E STASERA PARTE LA SFIDA CON 2NEXT

Clemente Mimun

Altra corsa, altra sfida. Non parliamo di go kart, ma di “duelli” tra informazione Rai e Mediaset. Da stasera, la sfida per il Tg5 Punto Notte raddoppia: la nuova scommessa targata Mediaset e Tg5 –  in onda dal lunedì al giovedì alle 23.30 circa – dovrà vedersela con un nuovo programma, che fa capolino nella stessa fascia oraria ma su Rai 2.

Oltre a Porta a Porta, ad infastidire la ‘night line’ dell’informazione di Canale 5 potrebbe esserci 2 Next – Economia & Futuro, nuovo appuntamento giornalistico in onda sul secondo canale, a partire dalle 23.25, con la conduzione di Annalisa Bruchi. Una sfida che, però, non sembra preoccupare il direttore del Tg 5 Clemente J. Mimun il quale, a seguito degli ascolti disastrosi del debutto, su Twitter ha cinguettato:

Il fato ha voluto che Tg 5 Punto Notte si sfidasse con un programma che somiglia molto (almeno per quanto riguarda gli obiettivi che si propone) al suo antesignano, Tg5 Numeri in chiaro che nell’agosto del 2011 occupò i palinsesti della seconda serata di Canale 5, con risultati tutt’altro che positivi. Se stasera Canale 5 parlerà della violenza a Milano, 2Next, in questa prima puntata, proporrà un’intervista al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini.





15
aprile

RAI1, ASCOLTI A PICCO PER L’INTRATTENIMENTO: SI SALVERA’ ANTONELLA CLERICI CON LA TERRA DEI CUOCHI?

Antonella Clerici

Menomale che c’è la fiction, penseranno in quel di Viale Mazzini. A salvare Rai1 e a garantirle una vittoria nel periodo di garanzia primaverile è, infatti, il genere seriale mentre l’intrattenimento non se la sta passando bene. Nonostante lo sforzo di proporre prodotti nuovi, nessuna delle nuove produzioni ha ottenuto i risultati sperati e possiamo proprio parlare di flop.

Red or black, il game show condotto da Fabrizio Frizzi e Gabriele Cirilli, non è andato oltre il 13.8% di share medio, sprofondando all’11.73% nell’ultima puntata contro il debutto di Paperissima. Impensabile riproporre il format che ha chiuso con due puntate d’anticipo. Non è andata bene neppure a Paola Perego e alla puntata pilota di Eroi di tutti i giorni: proposto lo scorso venerdì ha raccolto appena 3.136.000 spettatori pari al 13.12% di share, tallonato da Maurizio Crozza su La7.

Se il venerdì sera si è rivelato un fallimento, le cose non vanno meglio al sabato sera. Altrimenti ci arrabbiamo, dopo un esordio tiepido (17.36%), alla seconda puntata è crollato al 13.12% con meno di tre milioni di spettatori. Il nuovo talent di Milly Carlucci ha dovuto piegarsi agli Amici di Maria. Risultati che fanno rivalutare quelli totalizzati un anno fa da E’ stato solo un flirt che siglò un più che dignitoso 18.5% di share.


30
dicembre

2012, UN ANNO DI FLOP: INSUCCESSI PER FRIZZI, INSINNA, VINCI E SOTTILE. ANNATA NERA PER LA7, MALE LE FICTION TITANIC E DALLAS

Domenica Live (versione Vinci/Scampini)

Passano gli anni, si succedono conduttori e programmi tv ma le care, vecchie certezze di una volta non smettono mai di accompagnarci. Anche il 2012, come il 2011 del resto, è stato un anno ricco di insuccessi, delusioni, brutte figure. Termini che nel linguaggio televisivo possono racchiudersi in una sola parolina di quattro lettere che tanto piace ai commentatori dei blog televisivi e agli addetti ai lavori: F L O P. Come sempre quando si ripercorre un’intera annata, si preferisce iniziare seguendo l’ordine cronologico mentre lasceremo alla fine del post i programmi che sono andati avanti per tutti i 12 mesi.

Gennaio ci offre il rumoroso flop di Serena Dandini e il suo The Show Must Go Off. La7 – che come vedrete sarà ampiamente presente in questa rassegna – inizia le trasmissioni il 21 ottenendo un ottimo 5.7% di share ma il programma viene presto amputato del suo spin-off in onda in preserale il sabato e la domenica e diventa protagonista di un fragoroso crollo verticale che ha portato l’ultima puntata al 2.94% mentre la media delle 14 serate è stata del 3.25%. Anche Sky ha avuto le sue gatte da pelare nell’anno che si avvia a conclusione: per una realizzazione non impeccabile e per mancanza di prove contrarie (solo in due occasioni Sky ha rivelato i dati e non erano eccezionali) Simona goes to Hollywood, il diario di viaggio quotidiano che Mona Nostra ha realizzato per Skyuno accompagnando il pubblico italiano verso la Notte degli Oscar del 2012, è da annoverare tra gli insuccessi.

I primi mesi del 2012 hanno fatto registrare altresì il fragoroso tonfo del Grande Fratello 12, un’edizione talmente insulsa che sfidiamo i lettori a ricordare i nomi dei concorrenti principali e che hanno determinato la sospensione per una stagione tv del padre di tutti i reality show. Una media del 17.4% e una finalissima (il 1°aprile) che non è stata neppure in grado di raggiungere i 4 milioni di spettatori non può evitare al programma la nomination tra i flop dell’anno.


2
maggio

LA “NUOVA” RAI2 COLLEZIONA TRE FLOP: ZODIACO, EVA E GUARDAMI. TUTTI SOTTO IL 5%

Marita Langella sotto il 2% con il programma Guardami

Tre settimane fa, in prime time, per un soffio non si è fatta superare da Rete4: 6.94% di share medio totalizzato da Rai2 contro il 6.90% della rete diretta da Giuseppe Feyles. Segno di sofferenza per il secondo canale, da tempo alla ricerca d’idendità. Le ultime novità, sotto la direzione di Pasquale d’Alessandro, non hanno migliorato la situazione della Rai 2 gestione Liofredi. Finita l’Isola dei famosi, che pompava gli ascolti settimanali (attorno all’8-9%), la colonnina dello share ha cominciato a scendere fino a toccare il 3.94% lunedì 16 aprile con la prima puntata di Eva, programma dedicato allo spettacolo della scienza.

Poco più di un milione gli spettatori che hanno seguito l’esordio della modella Eva Riccobono alla conduzione, svanita la speranza (della rete) di bissare il successo di Wild della concorrenza. In una parola flop. Neppure il ritorno della fiction su Rai2 ha raccolto consensi: Zodiaco – Il libro perduto, dopo la prima puntata al 5.26% (1.586.000 spettatori), è sceso a quota 4.51% (1.297.000). Numeri che hanno causato lo spostamento della serie su Rai Premium. Un secondo flop nel giro di pochi giorni.

Non è stato un flop, ma il risultato è comunque scarso anche per lo spettacolo Aria Fresca all’interno della serata One man show del martedì: se Teresa Mannino si era salvata con un buon 7.79%, Ale e Franz hanno racimolato il 6.11% mentre Lillo e Greg sono profondati al 2.51%. Fin qui i risultati della prima serata, ma il day time non se la passa meglio: l’ultima novità del sabato pomeriggio ha toccato minimi storici.