Confessione Reporter



20
maggio

Confessione Reporter, Stella Pende a DM: «Siamo tutte Silvia Romano. Questo rapimento resterà un mistero, nessuno può giudicarla»

Silvia Romano

Il rapimento in Kenya con un raid nel villaggio di Chakama. La lunga prigionia in mano ai fondamentalisti islamici. I passaggi di mano, le trattative, le piste seguite dai servizi segreti. Infine la liberazione: dai terroristi sì, ma non dai giudizi. Al suo rientro in Italia, Silvia Romano è infatti diventata oggetto di attenzioni, polemiche e speculazioni spesso ben superiori alla gioia che si sarebbe dovuta riservare alla notizia della sua giovane vita salvata. Parole talvolta di troppo, quelle nei suoi confronti. “Nessuno può giudicare. Nessuno potrà mai sapere quello che ha visto e sopportato questa ragazza“: lo afferma senza giri di parole e lo ribadirà questa sera alle ore 23.30 su Rete4 nello speciale di Confessione Reporter da lei dedicato alla cooperante milanese.




1
dicembre

Rete4 alla riscossa: al via Pensa in Grande e la nuova stagione di Confessione Reporter

Rachele Restivo

Rachele Restivo

Rete4 alla riscossa! Nell’ultima settimana la rete diretta da Sebastiano Lombardi ha inanellato un importante tris di successi sul fronte Auditel. Mercoledì il debutto di Piero Chiambretti con la seconda edizione di #CR4 – La Repubblica delle Donne ha totalizzato un ascolto di 1.100.000 spettatori con il 5.8%; un ascolto di gran lunga superiore ai risultati dello scorso anno. Ottimi consensi anche per Paolo Del Debbio, che giovedì sera con il suo Dritto e Rovescio è stato seguito da 1.406.000 spettatori e l’8.1% di share, stracciando il competitor PiazzaPulita (5.1% di share). Record infine al venerdì con Quarto Grado. La coppia Nuzzi-Viero ha portato a casa un ascolto di ben 1.609.000 spettatori con il 9.2% di share. Forte dei consensi ottenuti la rete è pronta ad investire anche sulla giornata della domenica, proponendo a partire da oggi il nuovo appuntamento pomeridiano di Pensa in Grande, a cura di Rachele Restivo, e il ritorno in seconda serata di Confessione Reporter con Stella Pende. 


4
giugno

Confessione Reporter: Stella Pende va in Giappone per raccontare il dramma dei padri divorziati, in Romania dalle badanti depresse

Stella Pende

Confessione Reporter riparte dal Giappone e arriva fino in Italia. Per la dodicesima edizione, il programma giornalistico di Stella Pende tornerà oggi – 4 giugno – in seconda serata su Rete4 con nuove inchieste che avranno, come comune denominatore, la rilevanza sociale dei contenuti documentati. Nella prima puntata, dal paese del Sol Levante la conduttrice parlerà del dolore dei papà violentemente separati e privati dell’affetto dei loro bambini.





2
novembre

Confessione Reporter: Stella Pende riparte dai figli dei preti. Ecco gli argomenti di tutte le puntate della stagione 2018

Stella Pende

Stella Pende

Essere una finestra su quelle storie che spesso non trovano spazio nei telegiornali e nei talk. È questa la vocazione di Confessione Reporter, il programma di informazione condotto da Stella Pende che ritorna questa sera su Rete 4 dopo Quarto Grado. La collocazione in palinsesto, malgrado il buon traino offerto dal programma di cronaca nera, si rivela però ancora una volta decisamente penalizzante: l’orario di partenza è infatti fissato alle 0.30.

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19
maggio

Confessione Reporter-Incontri: Stella Pende intervista su Rete4 i big della tv. Ci sono anche Giletti, D’Urso e Mentana

Confessione Reporter Incontri

Confessione Reporter Incontri

Dai fronti di guerra alle prime linee del giornalismo televisivo. Stella Pende cambia campo d’azione. Dopo aver raccontato l’attualità come inviata di guerra, stavolta la reporter romana entrerà nella vita di popolari volti dell’informazione. Da domenica 28 maggio, con sei appuntamenti in seconda serata, presenterà su Rete4 Confessione Reporter-Incontri, una versione speciale del suo storico programma.

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6
giugno

CONFESSIONE REPORTER: STASERA SPECIALE “NON SOLO REGENI”

Stella Pende

«La tragedia di Giulio Regeni, la furia barbara sul suo corpo, la paura, saranno sempre con noi. Ma Giulio non è stato il solo ragazzo italiano ammazzato senza pietà dalle istituzioni di paesi dove la libertà è parola buia. Come Giulio, altri giovani, innocenti e soli, hanno subito la stessa sorte».


14
dicembre

CONFESSIONE REPORTER: STELLA PENDE RIPARTE DALLE VIOLENZE DI BOKO HARAM IN NIGER

Stella Pende

Non solo l’Europa, i morti di Parigi e le minacce all’Occidente. Il terrorismo islamico colpisce anche in Africa, dove le telecamere del circuito mediatico spesso non arrivano. E’ proprio di queste situazioni poco note che Stella Pende si occuperà nella prima puntata della nuova edizione di Confessione Reporter. A partire da stasera – 14 dicembre – la giornalista tornerà in seconda serata su Rete4 con quattro appuntamenti d’attualità.


15
luglio

STELLA PENDE A DM: A CONFESSIONE REPORTER RACCONTO L’IMMIGRAZIONE DI CUI NESSUNO PARLA. FORMIGLI FA LA PIU’ BELLA TRASMISSIONE DI INFORMAZIONE D’EUROPA

Stella Pende

C’è un’immigrazione segreta e dolorosa che sfugge ai titoli di giornale e all’opinione pubblica. E’ quella degli adolescenti, dei giovanissimi segnati dalle atrocità della guerra e costretti a scappare dalla loro terra. A raccontarne le terribili e toccanti storie sarà Stella Pende nella speciale puntata di Confessione Reporter in onda giovedì 16 luglio in seconda serata su Rete4. La popolare giornalista d’inchiesta presenterà un esclusivo reportage da Senegal, Gambia, Niger, Libia e Sicilia, seguendo le rotte di un viaggio infinito spesso spezzato dalla morte.

E’ l’immigrazione dei piccoli dai quattordici ai diciotto anni, che è anche quella più folta: da noi arriva il 62% di ragazzi minorenni e nessuno se ne accorge. Sono persone disperate” ci ha spiegato Stella Pende, che ha raccolto le loro testimonianze e incrociato i loro occhi.

Queste storie si intrecciano anche con il fondamentalismo islamico?

Molto. Un ragazzo, ad esempio, ci racconta che è dovuto scappare da un padre che lo avrebbe ammazzato se non avesse sposato le idee del fondamentalismo islamico. Ma soprattutto ci sono delle ragioni che la gente non conosce: c’è una grossa migrazione dell’Africa occidentale, dal Senegal, dal Mali e dalla Nigeria di ragazzi che scappano dal non-futuro. Sono persone che non sanno come andare avanti, perché a quindici anni si ritrovano con una madre nullatenente e non hanno il padre. Altri invece scappano dalla guerra o dai terroristi. Sono ragazzi che non hanno scelta e intraprendono questa sorta di gioco dell’oca della morte andando di paese in paese. Lavorano per alcuni mesi con le catene di forza e poi passano per frontiere che sono un luogo di tortura, perché lì vengono picchiati, derubati dei documenti e dei pochi soldi che hanno. Quelli che arrivano in Niger hanno davanti a sé mille chilometri di deserto, fino alla Libia, e molti ne muoiono. Ma nessuno lo sa. Noi parliamo solo dei barconi e della Libia, ma non esiste solo quella. C’è anche un prima.

I talk show parlano spesso di immigrazione. A tuo avviso lo fanno nella maniera corretta?

Corrado Formigli forse fa la più bella trasmissione d’informazione che abbiamo in Europa, quindi non possiamo lamentarci. Magari altre trasmissioni affrontano l’argomento in maniera più superficiale. Io ho fatto il mio mestiere, realizzando un lungo reportage in cui racconto quali sono le tappe della morte e della vita di questi ragazzi, da Niger all’Italia. In Sicilia queste persone trovano persone straordinarie: un panettiere di Siracusa con dodici impiegati ne ha assunto un tredicesimo, immigrato, dicendo di essersi fidato del suo sorriso. Questo ragazzo sta imparando a diventare pizzaiolo. Emergeranno ombre ma anche luci.

Hai parlato bene del programma di Formigli. Come giudichi, invece, quello di Del Debbio, che pure affronta questi temi?


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