Commissione di Vigilanza Rai



25
gennaio

RAI, PIANO INFORMAZIONE: LE TRE SFIDE DI CAMPO DALL’ORTO

Antonio Campo Dall'Orto, Vigilanza Rai

La rivoluzione, per ora, è solo sulla carta. E nelle belle parole di Antonio Campo Dall’Orto. Audito in Commissione di Vigilanza, oggi il DG Rai ha spiegato come si articolerà la seconda versione del piano editoriale sull’informazione, da lui stesso elaborata. Punti chiave del progetto: adeguamento digitale e complementarietà tra le fonti di news. Il tutto, articolato in tre punti. A ben vedere, il documento presentato pare un semplice maquillage rispetto alla proposta iniziale avanzata da Carlo Verdelli e poi bocciata dal CdA.




3
novembre

VIGILANZA RAI, ROBERTO FICO: TETTO AGLI STIPENDI ANCHE PER LE STAR

Roberto Fico

Pentastellato e inflessibile. Roberto Fico vorrebbe applicare un tetto anche agli stipendi delle star e dei conduttori Rai, interpretando quando dice (anzi, non dice) la legge sull’editoria di recente approvazione. Da Fabio Fazio a Carlo Conti, passando per Antonella Clerici e Bruno Vespa: il Presidente della Vigilanza vorrebbe che i volti noti del servizio pubblico non guadagnassero più di 240mila euro all’anno, limite già in arrivo per i dipendenti, collaboratori e consulenti di Viale Mazzini.


29
aprile

RAI, CAMPO DALL’ORTO: LA POLEMICA SUGLI ESTERNI NON E’ RILEVANTE, L’INFOTAINMENT E’ IL SETTORE PIU’ DELICATO

Antonio Campo Dall'Orto

Il servizio pubblico deve “trovare negli ascolti un riscontro, ma non un fine“. Parola di Antonio Campo Dall’Orto. Il DG Rai, che nei giorni scorsi aveva elogiato gli ascolti di Rischiatutto addirittura con un comunicato ufficiale, ieri ha affrontato il tema durante l’audizione in Commissione di vigilanza Rai. Nell’occasione, il top manager di Viale Mazzini ha presentato il nuovo piano editoriale approvato dal CdA la settimana scorsa, ed ha parlato a tutto campo.





24
giugno

DM LIVE24: 24 GIUGNO 2014. ROBERTO FICO CHIUDEREBBE PORTA A PORTA E COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI

Robero Fico

Robero Fico

Fico chiuderebbe Porta a Porta

Porta a Porta? Fosse per me, andrebbe chiuso. Così Roberto Fico, Presidente della Commissione Vigilanza Rai del M5S, che oggi è stato ospite di ‘Un Giorno da Pecora’, il programma di Rai Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. Per quante ore al giorno vede la tv? “Due ore, poi le cose che mi interessano me le rivedo sul web. A casa ho una televisione piccola, appena 16 pollici”. E cosa vede di più? “Soprattutto telegiornali. Il primo che vedo è il Tg1, poi il Tg2, il Tg3 e Rainews”. Quante serate dovrebbe fare una trasmissione come Porta a Porta? “Io credo che quella trasmissione vada totalmente rinnovata, da quanto tempo va avanti? Bisogna cercare di rinnovarla”. E quindi quante volte la manderebbe in onda? “No, no, io la cambierei proprio”. E Vespa? “Vespa ha un contratto, non è nemmeno un dipendente Rai. Dagli organi di stampa apprendiamo che ha un contratto milionario”. Quindi lei chiuderebbe Porta a Porta? “Io chiuderei Porta a Porta e farei un altro tipo di trasmissione”. A condurre questa nuova trasmissione ci potrebbe essere Floris? “No, ci sono tanti giovani bravi che potremmo far emergere”. Se Floris andasse a Mediaset sarebbe un danno per la Rai. “E’ Crozza la grande forza della trasmissione, lui è molto seguito e molto visto”. Quale altra trasmissione proprio non le piace? “Si, l’Arena. Non la conduzione di Giletti ma il programma”.

Fico chiuderebbe Commissione Vigilanza Rai

“La Commissione Vigilanza si potrebbe chiudere ma all’interno di una riforma di sistema della Governance Rai, si potrebbero ricostituire sotto le Commissioni cultura alcune funzioni della Commissione Vigilanza. Bisognerebbe abolire la legge Gasparri, io vorrei esser l’ultimo presidente della Commissione”.


8
maggio

VIGILANZA RAI: NO A GRILLO, RENZI E BERLUSCONI IN PRIMA SERATA DA VESPA

Bruno Vespa, Porta a Porta

Il “triplete” politico non si può fare. Lo ha deciso l’ufficio di presidenza della Vigilanza Rai, che ha ritenuto contraria ai principi della par condicio la proposta – arrivata da Viale Mazzini – di realizzare tre puntate di Porta a Porta in prima serata con ospiti Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Beppe Grillo. I tre leader avrebbero dovuto apparire, secondo un ordine non ancora definito, nel prime time del 14, 15 e 16 maggio prossimi, mentre agli esponenti dei partiti minori sarebbe stata riservata la seconda serata.

L’idea è stata bloccata quasi sul nascere dalla Commissione di Vigilanza, che a margine della sua indicazione ha precisato di non poter esprimere pareri preventivi sulla programmazione Rai, come chiarito dall’Agcom. Alla lettera di risposta ai vertici Rai, l’Ufficio di presidenza ha deciso di accompagnare il parere espresso dal presidente della bicamerale Roberto Fico, personalmente contrario all’ipotesi delle tre prime serate con Grillo, Berlusconi e Vespa.

Credo che così come è stato strutturato il palinsesto, comporterebbe una violazione della par condicio” ha detto l’esponente del Movimento Cinque Stelle. Tra le proposte formulate dalla Rai vi era anche quella di una prima serata su Rai3. Nelle scorse ore, prima che la Vigilanza esprimesse il proprio parere, i partiti minori avevano protestato contro l’ipotesi di vedersi relegati in seconda serata, per lasciare posto ai tre “big” nel prime time. “Renzi, Grillo, Berlusconi occupano da settimane ogni spazio possibile in ogni Tg del servizio pubblico e privato” aveva ad esempio criticato il coordinatore nazionale di Sel, Nicola Fratoianni.





12
aprile

MATTEO RENZI IN TV, IL MOVIMENTO CINQUE STELLE SI RIVOLGE ALL’AGCOM. FRIZIONI TRA RAI E VIGILANZA?

Matteo Renzi

La (sovra)esposizione mediatica di Matteo Renzi diventa un caso politico. E, come in ogni campagna elettorale che si rispetti, è bufera sulla Rai. A scagliarsi contro il premier e le sue apparizioni televisive sono stati i deputati e i senatori del Movimento Cinque Stelle, che ieri hanno presentato un esposto all’Agcom per la “vergognosa violazione del pluralismo del servizio pubblico in favore del presidente del Consiglio e dei suoi ministri“. Il documento di accusa è stato accompagnato da una segnalazione diretta alla presidente del servizio pubblico, Anna Maria Tarantola.

A scatenare la reazione grillina contro Renzi sono stati i dati forniti dell’Osservatorio di Pavia (che monitora il pluralismo politico in tv) secondo cui, nella settimana che va dal 22 al 28 marzo, il tempo destinato al governo è stato pari al 45,1% dello spazio televisivo nei tg, al 29,2% nelle rubriche di approfondimento, al 18% nelle trasmissioni di informazione e al 50% nei programmi di Rai Parlamento. Al Movimento Cinque Stelle è stato invece riservato il 7,2% del tempo.

In Rai – hanno accusato i parlamentari pentastellati – si registra un preoccupante servilismo nei confronti del Governo che rasenta livelli da regime. Renzi è diventato una sorta di showman ambulante: è ovunque“. Per completezza, ricordiamo che l’ampia esposizione mediatica tributata a Renzi era stata evidenziata anche dai dati elaborati da Geca Italia per il quotidiano La Stampa, secondo cui nel periodo tra il 17 e il 31 marzo, il premier è stato in tv per quasi cinque ore al giorno.


18
marzo

LE DUE LEGGI SU RAI 1 IL 25 E 26 MARZO. MA IL RITARDO DELLA MESSA IN ONDA VALE UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Le Due leggi

Due settimane. E’ il tempo che la Rai si è presa per risolvere l’inconveniente che ha portato alla sospensione de Le Due leggi, la cui messa in onda era prevista per l’11 e il 12 marzo 2014. La miniserie in due puntate, interpretata da Elena Sofia Ricci, era infatti sparita dal palinsesto per poi essere riprogrammata martedì 25 e mercoledì 26 marzo 2014.

Le Due leggi: rimandata per un errore tecnico o per pressioni esterne?

Ma di che inconveniente parliamo? La prima versione, quella di cui abbiamo già parlato, voleva che poco prima della conferenza stampa di presentazione fosse venuto fuori un fino ad allora non notato caso di omonimia: la società finanziaria di cui si parlava nella fiction esisteva davvero da qualche parte, e dunque mandando in onda le puntate così com’erano la Rai rischiava di andare incontro a querele. La pubblicità, infatti, non sarebbe stata delle migliori: la direttrice di banca interpretata dalla Ricci è un personaggio sordo alle richieste d’aiuto, che con il suo comportamento spinge un imprenditore a darsi fuoco davanti ai suoi occhi.

Lo scivolone suonava molto strano, visti i rigorosi meccanismi di controllo messi in atto dall’azienda pubblica, che di norma fa le pulci alle sceneggiature proprio per evitare inconvenienti del genere. E infatti non era tutto lì. Secondo quanto riportato da Libero il vero motivo dello stop è stata una lettera dell’Abi (Associazione bancaria italiana), che avrebbe esplicitamente richiesto ed ottenuto la sospensione del prodotto da parte di Anna Maria Tarantola. La Presidente della Rai, fino ad allora ignara dei contenuti specifici de Le Due leggi, avrebbe visionato l’intero montato stabilendo probabilmente che il sistema bancario italiano in effetti non ne usciva al meglio.

Le Due leggi: Roberto Fico ha presentato un’interrogazione parlamentare


18
novembre

ROBERTO FICO: TALE E QUALE SHOW NON MI PIACE. DOBBIAMO MIGLIORARE LINEA EDITORIALE

Roberto Fico

Abbiamo svenduto i nostri professionisti e i nostri autori“. Per Roberto Fico, ormai, è una questione di principio. Il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai non vuole che il servizio pubblico acquisti produzioni esterne, e questa mattina è tornato a ribadirlo. “E’ allucinante che la Rai compri programmi di intrattenimento prodotti da società esterne” ha tuonato dai microfoni di Mix24, il programma di Giovanni Minoli su Radio 24. Per l’esponente grillino,”la Rai non può essere dei manager che fanno solo quadrare i conti ma deve avere un prodotto editoriale fortissimo“. Modello Bbc, dice.

I manager sono manager. Se parliamo di conti abbiamo chiuso in perdita di 250 milioni. Vediamo a fine anno” ha proseguito Fico. Intanto, però, stando ai risultati economico-finanziari del terzo trimestre 2013, la Rai avrebbe un risultato positivo per 700mila euro: meglio che niente. Il Presidente della Vigilanza ha poi espresso parole di apprezzamento nei confronti del suo predecessore, Sergio Zavoli: “un grande uomo di televisione. Uno di quegli uomini che conosce il prodotto editoriale e lo sa fare” ha detto.

Roberto Fico: in Rai basta programmi in stile Mission

Ma le dichiarazioni più interessanti le ha spese in merito al rinnovo della concessione di servizio pubblico alla Rai, prevista nel 2016.

In questo momento siamo in elaborazione del contratto di servizio e dobbiamo assolutamente migliorare la linea editoriale, non possiamo ancora permetterci programmi stile ‘Mission’ su Rai1. Una televisione popolare deve informare, educare e intrattenere. Come le linee guida della Bbc. Farei un palinsesto con delle grandi idee editoriali…” ha detto Fico.