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Mrs Playmen, un racconto di apparente avanguardia femminista
di Stefania Stefanelli
18/11/2025 - 12:59
© Netflix / Camilla Cattabriga
3.2 /5
Dei diritti delle donne si parla tanto, a volte troppo solo per riempirsi la bocca, ma attraverso l’esempio di chi ha lottato per affermare i propri si potrebbe dire finalmente il necessario. Questo se non si butta la sua storia in un gran calderone, come è avvenuto con quella di Adelina Tattilo in Mrs Playmen.
L’editrice che negli anni ’70 ha portato al successo una rivista inizialmente dedicata agli uomini, trasformandola in un prodotto d’avanguardia anche per le donne, poteva diventare l’emblema dell’emancipazione e dell’affermazione del sé. Ma non ci riesce, perchè a fronte della grande forza d’animo che sul lavoro la rende una wonder woman, nel privato resta dall’inizio alla fine una vittima.
Mrs Playmen si sfilaccia progressivamente
Adelina, interpretata da Carolina Crescentini, vive all’ombra di un marito manipolatore e bugiardo, Saro (Francesco Colella), che la usa a proprio piacimento e scarica su di lei tutti i propri guai legali, lasciandola sola a gestire i figli e una rivista nel perenne mirino della buon costume. Lei però lo ama e, pur sapendo di che pasta è fatto, cade nei suoi tranelli mortificandosi senza ritegno.
Attorno a lei e alla sua attività si muove un universo che pullula di personaggi, ciascuno portatore di un problema sociale esploso in quell’epoca e in alcuni casi mai davvero risolto: le lotte studentesche, quelle di potere, la violenza sulle donne, l’omofobia, l’amore libero, il divorzio. Argomenti che si affollano l’uno sull’altro creando confusione e finendo in alcuni casi per sembrare puramente strumentali.
La narrazione, nonostante le “licenze poetiche” che deviano dalla storia vera della Tattilo, risulta comunque appassionante e i sette episodi si fanno guardare, merito di un cast che funziona – tra gli altri Filippo Nigro, Lidia Vitale, Francesca Colucci, Giuseppe Maggio e l’ormai immancabile Domenico Diele – e dell’audacia dell’ambientazione, nella quale si muovono modelle nude, gigolò e scandali vari.
Nel complesso, un racconto che parte bene ma da metà in poi finisce con lo sfilacciarsi. Peccato: avrebbe meritato più solidità.
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