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LA TRIBU’, MISSIONE INDIA: NO ABITI INDIANI, NO PARTY. UN GUARDAROBA ‘LOCAL’ PER I CONCORRENTI DEL REALITY
di Sebastiano Collu
09/09/2009 - 17:30

Se solo Naomi Klein sapesse canterebbe vittoria: la Tribù – Missione India sarà il primo reality no-logo della televisione italiana. Meglio tardi che mai: un piccolo passo per le ormai agèe teorie della giornalista canadese che dieci anni fa pubblicava il suo best seller anti-griffe (“No Logo”, appunto), un’enormità per la nostra tv, per lungo tempo morbida in materia di pubblicità occulta e dintorni. Almeno sino a quando non ci si mise la solita Striscia la notizia a castigare un malcostume che si scoprì molto più diffuso di quanto lecitamente sospettabile: dalle sigarette del Maresciallo Rocca alla bottiglia d’acqua minerale dell’assetato Celentano – manco fosse nel deserto del Taklamakan, invece stava a Brugherio -, dalla monella ranocchietta di strass che sbrilluccicava, impudente, sulla spalla della cantante Annalisa Minetti a Pomeriggio Cinque, alle scarpe tricolori di Piero Chiambretti un paio di Sanremo fa.
Una cattiva abitudine, quella dello spot cifrato per abili solutori, che proprio nella fauna da reality ha sguazzato con più simpatia. Celebre il caso di Massimo Caputi, inviato dalla cueva dell’Isola dei Famosi con guardaroba opportunamente (e vistosamente) logato: la Rai venne multata dall’Antitrust, e il giornalista sportivo sopeso dall’Ordine di categoria per due mesi (ché un giornalista, comunque, non dovrebbe far da testimonial ad alcunché). Sempre all’Isola, ma ospite in studio, Mara Venier portò al collo un lezioso ciondolino: peccato fosse della collezione di bijoux da lei sponsorizzata – il che costò alla Rai una multa da 40.000 euro e un’infilata di irritanti sanzioni per Magnolia e per la casa produttrice della pietruzza dello scandalo. E che dire del rientro in Italia per malattia di Massimo Ciavarro? Il ringraziamento pubblico da parte della Mona all’agenzia che assicurò il ritorno in patria sano e salvo dell’attore destò all’ultima Isola più di qualche sospetto (e oltre 200.000 euro di multa).
Sarà forse per queste cifre pazzesche che la produzione della Tribù, in queste ultimissime ore pure alle prese con ben altre grane, avrebbe deciso: i concorrenti li vestiamo noi, e da indiani. Niente t-shirt, canotte, bermuda o gonnelline con scritte e disegnini più o meno evocativi; in pratica, niente sponsor, a prescindere dai ricchi contratti siglati dai partecipanti alla vigilia della partenza. L’ha rivelato il numero di Chi in edicola da oggi.
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Eros dice:
Qualcuno mi sa dire da quale studio andrà in onda la Tribù? e magari chi c'è in regia...grazie! lo studio T4 Elios (ex buona domenica) è in uso?
kris dice:
Sempre che alla fine partano questi disperati!!!
roberto dice:
Comunque tutti questi signori vengono pagati per partecipare, alcuni molto lautamente: si accontentassero! Davide sei in grado di farci sapere l'ammontare degli ingaggi? Inoltre spero che nessuno si lamenti per la fame, con facili allusioni alla povertà di moltissimi Indiani
kris dice:
Non solo Mara Venier sponsorizza quella linea di gioielli, ma le ha dato addirittura il suo nome!!!
Sebastiano Collu dice:
E' proprio sul product placement che casca l'asino, sirio! già, perché se la pratica è tollerata a rigor di legge nel cinema - l'ultimo film di aldo, giovanni e giacomo è un trionfo di product placement, ma d'altronde è il d.m. Urbani che lo permette -, per quel che riguarda la tv questa forma di pubblicità-non-pubblicità è vietata. Per ora. Infatti il parlamento entro il prox 19 dicembre dovrebbe equiparare la legge italiana a quella europea e quindi permettere il product placement anche in tv, esattamente come accade nel resto del continente (sempre che a roma non abbiano già discusso a riguardo e lo scrivente lo ignori) Se poi qualcuno fosse più informato, si faccia avanti, grazie!
Zoro! dice:
molto bene, ma cmq era ovvio che si dovevano vesire da indiani visto che vivranno come loro, poi ben gli sta che questi contratti che avranno siglato verranno annulati visto che i concorrenti non potranno pubblicizzare le loro magliette, pantaloni o altro!
wpaolaperego=chris83tp dice:
CMQ DA SOTTOLINEARE ADESSO LA TV QUALITà DI BARBARA D'URSO, CHE PRESENTA I SUOCERI A LORY DEL SANTO, PERCHè IN PRIVATO NON POSSONO CONOSCERSI
wpaolaperego=chris83tp dice:
SAREBBE BELLO CHE ANCHE PAOLA PEREGO SI VESTA DA INDIANA, IN PUBBLICITà MI PIACE MOLTO
sirio dice:
premesso già il mio favore a questa scelta volevo fare insieme a voi una considerazione: non è contraddittoria una situazione che da un lato a livello legislativo estende la possibilità di product placement e dall'altro corre ai ripari per restringere la pubblicità?
Peppe dice:
Meglio NO LOGO che quel LOGO che hanno sulla T SHIRT!!! :D