Pubblicità Occulta



7
aprile

ALESSANDRO DI PIETRO DICHIARA GUERRA ALLA RAI: IO ‘CAPRO ESPIATORIO’ PER NASCONDERE MAGAGNE

Alessandro Di Pietro

Altro che cime di rapa, carciofi e kiwi in offerta. Adesso son cavoli amari! E’ guerra aperta tra Alessandro Di Pietro e la Rai, che venerdì scorso ha licenziato in tronco il conduttore con l’accusa di aver fatto pubblicità occulta durante tre puntate del suo Occhio alla Spesa andante in onda nel 2012. Il giornalista, che ha ribadito la propria estraneità alle accuse, ha subito impugnato il provvedimento, annunciando in una lettera aperta la propria intenzione di “dare battaglia“.

Dopo aver rassicurato tutti sul malore di natura cardiaca che lo aveva colpito giovedì notte (prima che gli avvocati lo informassero del licenziamento), Di Pietro si è dichiarato pronto a reagire. Sul fronte della salute e, soprattutto, su quello professionale.

“…ho dato mandato ai miei avvocati di dare battaglia perché la mia volontà primaria è di far fare presto una figuraccia alla Rai, non tanto come azienda verso cui ho grande rispetto e riconoscenza, ma nei confronti di chi con un gesto improvvido ha voluto ingiustamente colpire me, volendo dare all’esterno l’idea del cosiddetto ‘esempio’ , scegliendo Alessandro Di Pietro come ‘capro espiatorio’ per nascondere le numerose magagne interneha scritto il conduttore.




19
novembre

MINZOLINI SPENDE TROPPO E FA PUBBLICITA’ OCCULTA? MASI APRE UN’INDAGINE INTERNA.

Augusto Minzolini

I detrattori insistono, dicono che Augusto Minzolini sia un giornalista “caro” al Cavaliere. Vecchia storia, dessero un occhio alla sua carta di credito aziendale e cambierebbero idea: il direttorissimo è molto più caro a mamma Rai. Fanno discutere le “spese folli” del direttore del Tg1, che nell’ultimo anno avrebbe un tantino esagerato con i costi di rappresentanza. Pare infatti che il Minzo abbia prelevato 66mila euro – circa 5.500 euro al mese - dal fondo messogli a disposizione dall’azienda;  una cifretta che va ben oltre al tetto di spesa fissato da Viale Mazzini (tra i sei e i settemila euro l’anno). Mercoledì la questione è stata portata sul tavolo del Cda Rai e il Direttore Generale Mauro Masi, messo alle strette, ha deciso di avviare un’indagine interna sui rimborsi spese e trasferte presentati dal direttore del Tg1.

L’inchiesta servirà anche a verificare se il notiziario abbia effettuato pubblicità occulta a favore di un’importante compagnia di crociere. Sotto osservazione il fatto che il Tg1 abbia organizzato un concorso per famiglie (“Reporter d’alto mare”) in occasione del varo della nave Allure of the Seas e ospitato sei volte in otto mesi un dirigente della compagnia. Non è tutto, pare che Minzolini abbia pure usufruito di uno sconto per un soggiorno nel lussuoso albergo ‘Terme di Saturnia’, di cui il notiziario aveva intervistato il responsabile marketing. Ovviamente il direttorissimo si dice pronto a respingere le accuse di pubblicità occulta e a ribadire, come già aveva fatto per la carta di credito vivace, che ”tutte le spese sono motivabili. C’è un controllore per queste spese e mi ha detto che è tutto a posto”.

Intanto Masi ha deciso di non fare sconti al Minzo e di chiarire la vicenda, sollecitato dai consiglieri d’opposizione del Cda. In questi giorni al DG conviene stare in campana,  soprattutto dopo l’ampia sfiducia incassata nel referendum organizzato dall’Usigrai. Il dirigente della tv pubblica ha però pubblicamente sminuito l’esito di quella votazione, attribuendole un significato politico e interpretandolo  come un tentativo di intimorirlo. “Non puo’ che far rafforzare il mio impegno per una RAI autenticamente pluralista e con i conti in ordine e cio’ anche per tutelare il lavoro e i posti di lavoro dei giornalisti dell’Azienda” ha commentato.


9
settembre

LA TRIBU’, MISSIONE INDIA: NO ABITI INDIANI, NO PARTY. UN GUARDAROBA ‘LOCAL’ PER I CONCORRENTI DEL REALITY

La Tribù Missione India - No logo

Se solo Naomi Klein sapesse canterebbe vittoria: la Tribù – Missione India sarà il primo reality no-logo della televisione italiana. Meglio tardi che mai: un piccolo passo per le ormai agèe teorie della giornalista canadese che dieci anni fa pubblicava il suo best seller anti-griffe (“No Logo”, appunto), un’enormità per la nostra tv, per lungo tempo morbida in materia di pubblicità occulta e dintorni. Almeno sino a quando non ci si mise la solita Striscia la notizia a castigare un malcostume che si scoprì molto più diffuso di quanto lecitamente sospettabile: dalle sigarette del Maresciallo Rocca alla bottiglia d’acqua minerale dell’assetato Celentano – manco fosse nel deserto del Taklamakan, invece stava a Brugherio -, dalla monella ranocchietta di strass che sbrilluccicava, impudente, sulla spalla della cantante Annalisa Minetti a Pomeriggio Cinque, alle scarpe tricolori di Piero Chiambretti un paio di Sanremo fa.

Una cattiva abitudine, quella dello spot cifrato per abili solutori, che proprio nella fauna da reality ha sguazzato con più simpatia. Celebre il caso di Massimo Caputi, inviato dalla cueva dell’Isola dei Famosi con guardaroba opportunamente (e vistosamente) logato: la Rai venne multata dall’Antitrust, e il giornalista sportivo sopeso dall’Ordine di categoria per due mesi (ché un giornalista, comunque, non dovrebbe far da testimonial ad alcunché). Sempre all’Isola, ma ospite in studio, Mara Venier portò al collo un lezioso ciondolino: peccato fosse della collezione di bijoux da lei sponsorizzata – il che costò alla Rai una multa da 40.000 euro e un’infilata di irritanti sanzioni per Magnolia e per la casa produttrice della pietruzza dello scandalo. E che dire del rientro in Italia per malattia di Massimo Ciavarro? Il ringraziamento pubblico da parte della Mona all’agenzia che assicurò il ritorno in patria sano e salvo dell’attore destò all’ultima Isola più di qualche sospetto (e oltre 200.000 euro di multa).

Sarà forse per queste cifre pazzesche che la produzione della Tribù, in queste ultimissime ore pure alle prese con ben altre grane, avrebbe deciso: i concorrenti li vestiamo noi, e da indiani. Niente t-shirt, canotte, bermuda o gonnelline con scritte e disegnini più o meno evocativi; in pratica, niente sponsor, a prescindere dai ricchi contratti siglati dai partecipanti alla vigilia della partenza. L’ha rivelato il numero di Chi in edicola da oggi.





3
marzo

DM LIVE24: 3 MARZO 2009

DM Live24 - 3 Marzo 2009
Live Comment on davidemaggio.it

Non sai cos’è DM Live24? Leggi qui

Dal diario di ieri…

  • Genitori allo Specchio

Mari 611 ha scritto alle 15:17

Senette: “benvenuti ai genitori omosessuali”
Ospite: “no, veramente… genitori di omosessuali”
Senette: ” ah è vero, quelli fan parte di un altro gruppo”

  • Amici: all’improvviso… la rivolta!

Kiara ha scritto alle 16:37

Squadra Blu in rivolta. Non intendono preparare altri musicals per totale sfiducia nei confronti di Garrison e insegnanti di recitazione… e rinunciano al vantaggio vinto ieri perché ritengono che ogni valutazione assegnata, sia ai bianchi che ai blu, sia stata, per un motivo o per l’altro, poco obiettiva. Martina Stavolo chiede e ottiene di non essere più seguita da Di Michele e Scalise. Secondo (Dis)Grazia fa la vittima… invece, per una volta, Martina ha ragione da vendere…

  • GF: pubblicità occulta?

Luigi Miliucci ha scritto alle 16:55

I ragazzi in giardino parlano delle tute che indosseranno stasera con tanto di griffe in bella mostra.

  • GF: malcelati occultamenti

Luigi Miliucci ha scritto alle 16:55

I ragazzi in giardino attendono con ansia questa sera per vedere il tugurio (la catapecchia).

  • Telenovela “La diversamente giovane e il bamboccio”, 8^ puntata

Kiara ha scritto alle 17:45

Claudio, presunto amante di Lea, svela a un’allibita Bislaccona torbidi retroscena: Lea e Marco avrebbero montato tutta la storia ad arte e… udite, udite… con la complicità di Fabrizio Corona. Peccato per Lea che, del tutto inaspettatamente, Marco si sia davvero invaghito di Vanessa.

Si attende eventuale smentita da Corona…