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X FACTOR USA vs ITALIA: OGNI FORMAT E’ PAESE!

di Valeria Carola

22/08/2013 - 11:22

X FACTOR USA vs ITALIA: OGNI FORMAT E’ PAESE!
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Simon Cowell

Entrati inevitabilmente nell’X Factor mood, la cui settima edizione italiana, come gloriosamente annuncia il promo dei 4 giudici, prenderà il via su Sky Uno il prossimo 26 settembre, abbiamo deciso di dare uno sguardo alla versione USA e precisamente alla seconda stagione in onda – dopo il passaggio sul canale 109 di Sky – in queste settimane su Cielo. In realtà negli Stati Uniti la seconda stagione è già terminata e la terza è ormai in procinto di partire (con una serie di novità nel meccanismo) ma a noi poco importa. Non è che lo abbiamo guardato per televotare i concorrenti e contribuire a far vincere a uno di loro il premio finale di 5 milioni di dollari e un contratto discografico. Praticamente, solo con gli interessi maturati in 6 mesi, ci esce il premio per il vincitore di XFactor Italia.

Gli americani si sono presi qualche “licenza creativa” nello sviluppo del format, complice probabilmente la presenza tra i 4 giudici del suo ideatore, Simon Cowell. Nella seconda edizione americana non ci sono infatti nè “sottouomini” nè “sottodonne“, come il “nostro” Morgan chiama le squadre degli Under 24, ma le 4 categorie sono divise in Under 25, Over 25, Gruppi e Teenagers, la cui età minima è abbassata fino a 12 anni. Altra novità è l’introduzione della classifica dei concorrenti che nella versione italiana è assente. Per il resto, a parte l’opportuna eliminazione della prova a cappella nello scontro finale, che effettivamente è utile come un dieci di coppe per fare scopa quando a terra c’è un tre di denari, il format si sviluppa con la struttura che conosciamo. A essere diverso è il risultato finale.

Negli Stati Uniti il format, complice anche la necessità di discostarlo dal competitor American Idol, prende una piega leggermente melodrammatica. Da noi in Italia, una puntata di XFactor dedicata alle canzoni con cui i concorrenti ringraziano le persone che li hanno aiutati provocherebbe una profonda crisi di identità nel suo pubblico di nicchia, quello che si identifica in un programma indubbiamente di qualità, quale è il nostro XFactor. Per non parlare poi della parte dedicata alla beneficenza e alle opere di bene. La nicchia si sentirebbe offesa per essere stata confusa con il pubblico di C’è Posta per te. D’altronde, si sa, avere due numeri prima della virgola nello share è una cosa davvero poco radical chic.

La seconda edizione americana ha visto poi l’esordio della doppia conduzione affidata a Mario Lopez e Khloe Kardashian, una coppia cosi male assortita su un palco che come loro solo Jennifer Lopez e Marc Anthony sul red carpet. Non siamo gli unici a pensarlo, visto che la terza edizione vedrà l’assenza della Kardashian. Scenografie e performance sono senza dubbio spettacolari. Che è anche giusto. Se le americanate non le fanno in America, dove se no? Anche se, quando la parte americana di Luca Tommassini prende il sopravvento riusciamo a reggere il confronto adeguatamente.

I 4 giudici sono il già citato Simon Cowell, in confronto al quale Morgan è esempio di modestia ed Elio di tenerezza, L.A. Reid, Britney Spears, che uno la identifica sempre con un’adolescente e invece è toccato diventare donna pure a lei e Demi Lovato, che vedremo a breve in alcune puntate della quinta stagione di Glee. Dalla terza edizione, Simon Cowell e Demi Lovato, che troveremo bionda, verranno affiancati da Kelly Rowland, ex Destiny’s Child, e Paulina Rubio. Tutti i giudici, sia italiani sia americani, hanno però una caratteristica comune. Dietro quel bancone gli viene a tutti un’arsura che meno male hanno sempre qualcosa da bere. In un bicchiere vistoso.

In fondo però ogni format è paese e gli scandali accadono ovunque. Se la relazione con tanto di prole tra Morgan e la giovane Jessica, ex concorrente nella categoria Under 24 di XFactor 5, aveva dato da chiacchierare agli amanti del gossip, Simon Cowell ha pareggiato i conti e messo incinta la moglie di un suo amico, approfittando della loro crisi coniugale. Il giudice di talent senza scandalo rosa scagli la prima valutazione.

A proposito, noi lo sappiamo chi ha vinto la seconda edizione di X Factor Usa. Vi diciamo solo che in Italia non avrebbe avuto una chance se non in un programma di Maria de Filippi (non vi diciamo l’ordine ma primo e secondo classificato potete vederli nella nostra gallery).

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13 commenti su "X FACTOR USA vs ITALIA: OGNI FORMAT E’ PAESE!"

  1. trovo la versione usa di x factor troppo americana .... cosa che ogni tanto ... anche se non esplicitamente, lo stesso Simon, fa notare ... penso .... che per la prima volta in vita mia ho sentito una versione di Imagine che mi ha fatto inorridire .... seppur l'interprete sia brava ....

  2. fino ad oggi sono stato attratto dal programma , ma ad eliminare Vino Alan e votare per conpassione una ragazzina gia' eliminata ,ripescata e che non ce nessun pari vocalmente parlando, sono rimasto malissimo.

  3. Sono d'accordo con chi ha detto che xfactor usa è più divertente due quello italiano. Per avere più ascolti non servono i giudici che litigano ma Demi che punzecchia Simon! Ahahah