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febbraio

TUTTA LA MUSICA DEL CUORE: CONTINUANO LE POLEMICHE, MA IL SINDACO DI MONOPOLI DIFENDE LA FICTION

Tutta la musica del cuore

Non c’è pace per Tutta la musica del cuore, nuova fiction di Rai 1 con Francesca Cavallin, approdata dopo una lunga anticamera in prima serata domenica e lunedì scorsi, e finita ben presto al centro delle polemiche. La serie tv in sei puntate, premiata nei primi due appuntamenti da una media di circa 5.800.000 spettatori, non brilla certo per originalità. Soggetto e sceneggiatura si muovono, infatti, su binari più che collaudati, i buoni sentimenti abbondano, così come la voglia di rivalsa e giustizia.

A scatenare le polemiche non è però la solita trita e ritrita guerra tra buoni e cattivi, bensì la scelta da parte della serie tv di legare la città di Monopoli, ribattezzata per finzione televisiva in Montorso, alla criminalità organizzata. Una scelta che non è per nulla piaciuta a Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, che ha accusato l’Apulia Film Commission e il governatore Nichi Vendola di aver danneggiato l’immagine della regione accettando di finanziare la fiction.

Critiche condivise anche dal Consigliere Comunale Marcello Gemmato, capolista alla Camera dei Deputati in Puglia con la lista Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale, che in una nota ripresa da BariLive ha dichiarato:

“La fiction che viene trasmessa in questi giorni in prima serata su RaiUno, dal titolo ‘Tutta la Musica nel cuore’, non fa altro che dipingere un Sud Italia, specie una Puglia, in mano a clan mafiosi, dove ogni concorso è necessariamente truccato e persino quello da collaboratore scolastico è affidato all’’appalto’ di stampo mafioso….Non è questa la Puglia che conosco. Ammetto che non siamo in un’isola felice, non solo noi pugliesi, ma tutta la Penisola, ammetto, e non potrei fare altrimenti, che ancora tanto c’è da fare, contro la mafia, contro le raccomandazioni, ad ogni livello, contro l’inerzia delle istituzioni, ma certo, far emergere solo quel lato del Mezzogiorno è fuorviante per chi guarda e mortificante per la tanta gente onesta, che lavora con caparbietà e dignità, per i tanti ragazzi capaci che, magari, fanno i salti mortali pur di non andare via dalla loro terra. Mi fa ancora più specie sapere che si tratta di una fiction patrocinata e realizzata tramite il sostegno dell’Apulia Film Commission, una fondazione che vanta continuamente di promuovere lo sviluppo della cultura cinematografica nel territorio regionale”.

Accuse più o meno condivisibili, di certo non casuali, visto il periodo di campagna elettorale, che hanno portato anche Emilio Romani, sindaco di Monopoli, ad intervenire e chiarire la posizione del comune rispetto alla fiction ed ai finanziamenti erogati. L’amministratore ha dichiarato a Puglia Live:

“Comprendo le perplessità e le proteste dei monopolitani e dei pugliesi nel vedere accostata Monopoli a vicende di criminalità organizzata ma prima di trarre conclusioni forse è giusto vedere tutte le sei puntate anche perché, come ci è stato detto, la storia avrà un lieto fine. Certo accostare la mafia alla Puglia non fa bene alla nostra regione e alla nostra città per la quale queste accuse fortunatamente sono solo un lontano ricordo. È proprio per questo che nel 2010 la produzione scelse di cambiare il nome della città di Monopoli in Montorso. Lo si sapeva sin d’allora visto che furono installati dei cartelli in città e, per tutto il tempo delle riprese, dinanzi allo storico Palazzo Palmieri, sede nella fiction del Conservatorio. Si fece tale scelta proprio per evitare di accostare le illegalità raccontate nella serie tv al nostro Conservatorio, vero fiore all’occhiello del quale Monopoli va fiera”.

Sulla questione economica Romani precisa:

“Al netto delle polemiche questa fiction ha rappresentato e rappresenta un’opportunità per la Città di Monopoli perché, seppur non direttamente citata, appare nei titoli di coda ed è stata comunque indicata in tutti gli organi di stampa nazionali delle ultime settimane. Inoltre, penso che ai monopolitani residenti ma anche a coloro che vivono fuori città abbia fatto piacere rivedere gli scorci più belli di Monopoli su Rai Uno: dal Palazzo San Francesco (sede del Comune di Monopoli) con riprese nell’atrio del palazzo e nella sala consiliare, Largo Plebiscisto, piazza XX settembre, il Palazzo Rendella e molte strade e vicoli del centro storico. Ricordo ancora l’entusiasmo che si registrava in città tre anni fa quando per oltre quattro mesi la troupe della fiction ha stazionato in città con riflessi anche economici sia in termini di ospitalità che di lavoro per le tante comparse impiegate. Mi piace pensare che la fiction venga ricordata anche per questo ben consci che si tratta solo di finzione ben lontana dalla realtà”.

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6 Commenti dei lettori »

1. matteo quaglia ha scritto:

7 febbraio 2013 alle 16:41

meglio che me sto zitto , mi limito a dire che leggere di queste polemiche assurde fa veramente tanta tristezza scommetto che una volta finita la campagna elettorale queste cose spariranno , anzi se ne dovessero fare una seconda stagione tutti a stenderne le lodi



2. Michele ha scritto:

7 febbraio 2013 alle 17:49

Polemiche sterili costruite su l’ennesima orrenda fiction targata Raiuno che però purtroppo registra alti ascolti facendo in modo che la fiction Rai continui imperterrita a navigare nel buonismo, nella banalità e prevedibilità delle trame e nel manicheismo da telenovelas dove i buoni sono belli, puliti e con gli occhi azzurri i cattivi sono rozzi, antipatici, brutti e sporchi e mi fermo qui



3. Markos ha scritto:

7 febbraio 2013 alle 19:46

Queste polemiche passeranno in fretta, dopo il 24-25 saranno solo ricordi…



4. osservatore ha scritto:

7 febbraio 2013 alle 20:31

Molte altre Fiction Rai sono orrende ma non mi pare che sia questo il caso..



5. Giordano ha scritto:

8 febbraio 2013 alle 00:11

Scrivo riferendomi a quel che scrive Michele;
Io ho vissuto esperienze in piu di una istituzione musicale di tutto rispetto, per venire rovinato…. E vivendo a Monopoli per cinque mesi e conoscendo gente nei dintorni, tutti i musicisti che ho conosciuto la pensavano allo stesso modo, e cioe: Il 99 % della gente che esce da un conservatorio non sa se fara il musicista.
Tu vai a dilungarti con parole raffinate spregiudicando un prodotto, che finalmente parla di attualita, di problemi che dovrebbero essere conosciuti dalla gente.
Poi ti do ragione, per molti versi sembra una telenovela spagnola degli anni 80….



6. vanessa ha scritto:

8 febbraio 2013 alle 00:56

È tutto fiato sprecato. Si lamenta la Puglia? E la sicilia? Tutte le fiction dove la mettiamo? Sicilia=mafia!!!! Smettiamola va!!! Campania? =spazzatura. Del nord invece tutto bello, tutti che si vogliono bene (vedi a un passo dal cielo). Fiaaaaatoooo spreeeecaaato!!!



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