25
novembre

DIEGO DALLA PALMA A DM: LA COLLOCAZIONE DI ‘COME SI CAMBIA’ E’ STIMOLANTE, POTREI DISTURBARE LA CABELLO. SONO UN UOMO TORMENTATO MA NON CAMBIEREI LA MIA VITA

Diego Dalla Palma (foto di Marco Marré Brunenghi)

Il profeta del make up made in Italy, come l’ha definito il New York Times, sta per tornare in tv. Da oggi, 25 novembre, alle 14,30, Diego Dalla Palma sarà al timone di Come si Cambia, nuovo show di Rete 4 che aiuta un gruppo di donne a riscoprire la propria femminilità attraverso un cambio radicale di look e non solo. Partendo dall’ultima fatica catodica l’esperto di immagine si confessa a DM a 360 gradi…

Da dove nasce il progetto di Come si cambia?

Il programma è frutto di una combinazione di idee: io volevo porre l’accento sulle ripercussioni psicologiche che possono scaturire da problematiche estetiche; i miei autori erano, invece, intenzionati a cavalcare il filone “makeover”. E così abbiamo trovato una via di mezzo.

Per quale motivo un esperto di look intendeva dare maggiore spazio all’aspetto psicologico?

Cercare di capire chi ho davanti è sempre stato il segreto della mia professione. Non mi sono mai occupato dell’immagine di una persona senza averla conosciuta prima. Avrei guadagnato molto di più se non avessi sempre pensato di usare la parola e il pensiero prima del rossetto e del trucco. Di conseguenza, in accordo con il direttore di rete, ho dato un taglio più empatico alla mia conduzione evitando che Come si Cambia si trasformasse in un clone di trasmissioni sull’aspetto fisico, come il Brutto Anatroccolo, nelle quali non si dà spazio alla persona. Credo di non essere più bravo degli altri nel mio lavoro e che la mia particolarità stia proprio nel capire le persone anche solo guardandole negli occhi o tramite una stretta di mano.

Qual è la sua opinione nei confronti della chirurgia estetica?

Sono favorevole nei casi in cui ci sia un vero difetto da correggere; sono assolutamente contrario, invece, se comincia a diventare eccessiva come nei casi di Nicole Kidman, Alba Parietti e Valeria Marini. Guardando alcune donne mi chiedo: è chirurgia estetica o antiestetica? Nella prima puntata ci chiediamo se sia la rassegnazione che porta alla vecchiaia o la vecchiaia che porta alla rassegnazione. Io che non sono più giovane me lo sto chiedendo.

E che risposta si dà?

E’ la vecchiaia che porta alla rassegnazione. Bisogna tenere a mente una parola: consapevolezza. La consapevolezza di tutto, delle piccole e grandi cose, del fatto che se si attraversa la strada ad occhi chiusi si rischia, che il tempo passa, che se mangi tanto dormi male.

La collocazione domenicale delle 14.30 potrebbe essere penalizzante?

Forse, ma magari è stimolante. Inizialmente si era pensato al sabato alle 14.30 poi hanno cambiato idea. Tuttavia il mio pubblico potrebbe non essere lo stesso di Giletti e la D’Urso, potrei forse disturbare di più la Cabello. E’ un’ipotesi, poi non lo so. Confido nello zapping comunque.

Nel mondo del make up in questi ultimi anni è esploso il fenomeno Clio. Cosa ne pensa?

Lei mi piace molto, è una ragazza che, partendo dal nulla, ha rinverdito l’attenzione sul trucco. Le aziende della cosmesi dovrebbero ringraziarla. Clio è brava, simpatica, gioviale, e soprattutto ha un modo di fare rassicurante. Grazie a queste caratteristiche è stata capace di conferire ad una trasmissione di cosmetica un livello di piacevolezza simile a quello di un cooking show.

Molti ricordano con nostalgia Il Trucco c’è, talk show di Rete 4 risalente ad alcuni anni fa. Come mai non è stato più realizzato?

E’ un mistero, anche perché funzionava molto bene con punte del 18/19% di share.  A questo proposito mi piace ricordare anche il programma con cui ho iniziato Questione di Stile in onda su Telemontecarlo, grazie a Brando Giordani (giornalista e autore tv scomparso il 25 settembre di quest’anno, ndDM), il primo a credere in me.

Tra i personaggi dello spettacolo c’è qualcuno che dovrebbe partecipare a Come si Cambia?

Non parto dal presupposto che ci sia qualcuno che abbia bisogno del mio programma. Allo stesso tempo credo ci siano tanti personaggi dello spettacolo ad aver bisogno di uno stile ben definito. Mentre le star americane, anche se in misura minore rispetto alle attrici di un tempo, hanno una loro riconoscibilità, in Italia c’è una tendenza all’omologazione. Tra labbra a canotto, capello da Pocahontas, seno in bella vista, le nostre attrici sono tutte simili.

Non ne apprezza nessuna?!

E’ difficile… Direi Victoria Cabello, Milena Gabanelli, Bianca Berlinguer, tutte con un’immagine precisa. Una donna che adoro e ho truccato è Monica Guerritore: è una “di razza” che non scende a compromessi e sta invecchiando meravigliosamente. Prima trovavo interessante anche Malika Ayane ma adesso che ha cambiato il colore dei capelli e sembra che abbia perduto la capacità espressiva. Ora è una delle tante, prima era una delle poche!

E le donne della politica italiana?

Promuovo sicuramente Paola Concia e Anna Finocchiaro mentre troverei stimolante rivedere il look di Mara Carfagna. Ritengo che abbia bisogno di assumere un aspetto che sia una via di mezzo tra la ragazza provocante di un tempo, che stava davanti alla telecamera spesso con abiti un po’ osè, e la politica rigorosa, un po’ “sciuretta” di oggi. Comunque, quello che più conta è coltivare la personalità. Anch’io in passato ho commesso l’errore di dare più importanza ad aspetti superficiali dell’esistenza. Cercavo di omologarmi tentando di apparire ciò che non sono. Quando ho capito che l’omologazione va verso il basso, sono cambiato.

A questo proposito colpisce il fatto che lei abbia scritto dei libri in cui raccontava la sua vita privata.

Il raccontarmi pubblicamente mi ha reso più consapevole e fiero ma non è nato da esigenze narcisistiche. Per me non è neanche stato facile, quando, ad esempio, ho parlato delle mie scelte sessuali e alcuni miei amici che ho citato, ma solo camuffando il nome, mi hanno denigrato e tolto il saluto. Ero stanco di dover dire alle persone chi ero e quali erano le mie origini. Ho avuto mille tormenti e sono ancora un uomo tormentato; sono stato in coma a sei anni, ero un ragazzino preso in giro da tutti, un prete ha abusato di me, e ad un certo punto ho voluto far sapere a chi mi segue che nella vita ce la si può fare. La mia non è presunzione, so che tutti non hanno letto il libro, e né tanto meno ricerca di facili consensi. Ora sto mirando a piacere tanto a pochi, e non poco a tanti. Per il resto sono un uomo tormentato, finirò cosi ma sono contento perché tutto sommato fa parte del mio vivere.

Lei è felice?

Non lo sono mai stato e mai lo sarò, sono abbastanza contento di tante cose anche di questa intervista. Ho maturato una consapevolezza per cui ho imparato ad essere contento ma non felice. Ho superato i 50 anni e ho avuto storie molto brutte, anche affettivamente parlando, persone che hanno approfittato della mia buona fede. Non mi lamento, però, ho avuto una vita meravigliosa, tante cose belle, alcune brutte, ma una vita che non cambierei con quella di nessun altro.

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5 Commenti dei lettori »

1. LUCA ha scritto:

25 novembre 2012 alle 13:43

Lo sposteranno al sabato alle 18.



2. Giuseppe ha scritto:

25 novembre 2012 alle 14:23

“…potrei forse disturbare di più la Cabello. E’ un’ipotesi, poi non lo so”. Appunto è solo un’ipotesi che forse qualche anno fa avrebbe avuto maggiore fondamento.



3. LUCA ha scritto:

25 novembre 2012 alle 15:01

Se deve disturbare qualcuno spero siano Giletti e D’Urso.
La Ventura non la considero neanche, tanto peggio di cosi! HAHA!



4. jonathan ha scritto:

25 novembre 2012 alle 15:25

Se non andrà bene lo possono mettere il sabato alle 15:30 subito dopo Lo Sportello di Forum



5. Patrizia ha scritto:

25 novembre 2012 alle 16:29

Salve, ho appena visto la trasmissione, coplimenti sinceri arriva in
maniera emozionante,interessante ed veramente completa.
Non solo trucco ma si tratta di vita… Un’abbraccio per Diego



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