14
agosto

RON: “TORNARE A SANREMO? NON MI ATTIRA. E’ UN GIGANTESCO BARACCONE MEDIATICO”

Ron

Rosalino Cellamare, in arte Ron, delizierà il pubblico di Loano (SV) nella serata di Ferragosto con quello che lui definisce una sorta di concerto-racconto. D’altronde 42 anni di carriera è giusto farli sentire ma anche ascoltare, per condividere note e pensieri con chi ormai ti considera a tutti gli effetti un big della musica italiana. E, dunque, meritevole di tornare in gara al Festival di Sanremo. Ron, che sul palco dell’Ariston vanta quattro partecipazioni e un trionfo (nel 1996 con “Vorrei incontrarti fra cent’anni” in coppia con Tosca), ammette una certa disaffezione nei confronti della storica kermesse di Rai 1:

“Ci sono stato per la prima volta nel 1970 con ‘Pà diglielo a mà’ insieme a Nada - ha dichiarato l’artista in un’intervista a Il Secolo XIX - Esaltante: si parlava solo di musica e si condividevano le emozioni con artisti che sono diventati miti (…) Sapere che la musica non è più protagonista mi rattrista. Vince la curiosità. E’ un gigantesco baraccone mediatico. Peccato”.

Il Festival, dunque, non lo affascina più come un tempo: “Sono onesto: non mi attira. Anche se la formula nuova, quella delle due canzoni per artista che proporrà nel 2013 Fabio Fazio (per maggiori info clicca qui, ndDm) mi piace. Resta, però, il problema del baraccone mediatico che, se un tempo condivideva con artisti diventati poi miti, oggi dividerebbe coi “nuovi big”, già fortemente popolari perchè reduci dai talent show. Ron, che ha preso parte allo sfortunato Star Academy, non denigra il genere ma ne evidenzia le lacune:

Chi esce da X Factor e Amici ha una gran voce ma difetta sugli altri aspetti: non disprezzo i talent, anzi, ma andrebbero integrati con altri studi. Io ho una scuola che si chiama ‘Una città per cantare’ e le prime cose che insegno sono a scrivere testi e suonare uno strumento”.

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7 Commenti dei lettori »

1. WHITE-difensore-di-vieniviaconme ha scritto:

14 agosto 2012 alle 19:33

vabbè non commentiamo che è meglio.



2. tania ha scritto:

14 agosto 2012 alle 19:40

Sempre la solita storia,pero’ fino a quando gli e’ servito ha sfruttato l’occasione ed e’ andato.



3. Elena ha scritto:

14 agosto 2012 alle 19:45

Beh, comunque ha ragione sul fatto che oramai Sanremo non è certamente più “il festival della canzone italiana”, ma ben altro…
In più penso che, a livello di popolarità, adesso, non gli farebbe certo male… quindi forse se lo dice è perchè lo pensa…



4. Markos ha scritto:

14 agosto 2012 alle 22:58

Non posso dargli torto! Ormai Sanremo deve stupire non per le canzoni, ma per come si organizza lo show, per la scelta degli ospiti…



5. Sputnik ha scritto:

14 agosto 2012 alle 23:33

Secondo me è necessario riflettere anche su come i media e i giornalisti si interessano del festival…

Sono sicuro che se Fazio concedesse una intervista escusiva, per prima cosa il cronista chiederebbe notizie succulente sulla valletta o se va bene sulla co-conduttrice, poi sugli ospiti (non musicali) e sul contorno alla musica (Saviano e comici vari) e poi, ma solo se c’è un po’ di tempo, del cast musicale in gara. Per non parlare dei giovani…

Mi pare che Fazio abbia però iniziato a riflettere su questo seriamente, dopo il declino estetico e morale della coppia Mazzi/Presta, che pur hanno garantito ottimi ascolti e vendite discrete al Festival.



6. Andrea ha scritto:

16 agosto 2012 alle 01:03

Non mi sembra abbia tutti i torti, anzi…

Servirebbe un festival più sbarazzino, una roba tipo quelli degli anni ottanta… chissenefrega di questo mastodontico dinosauro che occupa tutta una settimana di Rai1…



7. Ale ha scritto:

21 agosto 2012 alle 02:05

Non sopporto quelli che sputano sul piatto dove hanno mangiato. Ma svegilamoci e non facciamo i puristi e le santarelline. Il Festival di SanRemo non è un baraccone mediatico. E’ assieme ai mondiali l’unico evento “italiano” che raccoglie dai bambini agli anziani ed è seguito per una settimana da 20.000.000 di persone, cioè un italiano su tre. Questa è la realtà. Ed è seguito perché ci sono i cantanti vecchi e per vecchi (o storici, come Patty Pravo e la Berté), i cantanti giovani e per giovani (o freschi di reality, come la Marrone e Carta) più una serie di ospiti e partecipazioni nazionali e internazionali di musica, cinema e tivù. E questo a casa mia si chiama “spettacolo”, che ovviamente ha risonanza mediatica. Se vuole tornare al festival di sola musica (che annoierebbe a morte) deve tornare agli anni sessanta. Quindi non faccia l’ingenuo che già quando ha vinto nel 96 c’era il gossip: c’era la Ferilli (che non veniva certo dall’accademia di arti drammatiche ma dalla commedia sexy) e la Mazza (che non era certo laureato in ingegneria informatica). C’erano ospiti e pettegolezzo. Dica piuttosto che non l’hanno più chiamato o che ha paura di perdere la gara come tanti altri (Pausini, Ligabue, Ferro e snobboni vari).



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