21
giugno

IL PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA FRANCESCE NON SARA’ PIU’ SCELTO DAL GOVERNO

Il Ministro francese della cultura e delle comunicazioni Aurélie Filipetti

Se in Italia il Premier Mario Monti ha appena indicato la “tecnica” Anna Maria Tarantola per la Presidenza della Rai e in Spagna non mancano le polemiche per il nuovo metodo di elezione del presidente di TVE, scelto direttamente dal governo, la Francia, invece, si prepara ad una vera e propria rivoluzione.

Secondo quanto annunciato dal Ministro della Cultura e delle Comunicazioni, Aurélie Filipetti, d’ora in avanti non sarà più compito del Governo scegliere il Presidente della televisione e della radio pubblica d’oltralpe. Spetterà, infatti, al Consiglio Superiore dell’Audiovisivo (CSA) e “finalmente avremo un’elezione transparente e democratica” – sottolinea la ministra in un’intervista alla televisione pubblica France 2 – precisando che la riforma sará portata a termine prima della fine dell’anno.

Spetterà alla commissione Affari Culturali dell’Assemblea Nazionale (la nostra Camera) e del Senato scegliere i membri del CSA che a loro volta sceglieranno il nuovo Presidente. La Ministra ha affermato che il suo metodo sará piú moderno e che bisogna garantire il finanziamento dell’ente pubblico trovando un modello economico che sia competitivo sia finanziariamente che sotto il punto di vista degli ascolti, visto l’aumento della concorrenza dovuta dalla nascita dei nuovi canali “all-digital”.

Secondo la ministra non é necessario ristabilre la pubblicitá dalle 20:00 alle 6:00 del mattino, perché si stanno studiando nuove possibilitá. Infine, parlando del canone tv, ha detto che la tassa aumenterá in base all’inflazione. Il canone della tv francese é di 125 euro nella Francia metropolitana e di 80 euro nei territori d’oltremare.

I canali della televisione pubblica francese sono 5: France 2 che é la rete generalista, France 3 che é dedicata alle regioni, France 4 dedicata allo sport, France 5, che prima divideva il segnale con il canale franco-tedesco Arte, dedicata alla cultura e France Ô dedicata ai territori d’oltremare. Inoltre é azionista di minoranza del giá citato Arte, di Gulli (la Rai Gulp e la Rai Yo-Yo francese) e del canale internazionale TV5 monde.

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4 Commenti dei lettori »

1. lele ha scritto:

21 giugno 2012 alle 16:42

praticamente costituiranno una sorta di commisione di vigilanza. Peggio per loro, se ne pentiranno.



2. lele ha scritto:

21 giugno 2012 alle 16:48

anzi, più che una commessione di vigilanza sto CSA pare una sorta di agcom



3. Josep Ballester Alizpikueta ha scritto:

21 giugno 2012 alle 21:07

Lele: il Csa sarà composto da intellettuali di sinistra e di destra. Io penso che sia una buona idea, visto che i precedenti governi, sia di destra che di sinistra, hanno distrutto un gioiellino che era la
Tv pubblica per aiutare ai loro amici che controllavano le private. Se prima France2 arriva comodamente al 25% nel prime, adesso se arriva al 10% si può ritenere in successo



4. lele ha scritto:

22 giugno 2012 alle 16:13

scusa se rispondo adesso
a me l’idea non piace perchè queste commissioni elette dai partiti spesso favoriscono quest’ultimi in attività non improntate al progresso e alla gestione virtuosa del servizi pubblici di qualsiasi genere. Spero che questa commissione sia composta da veri intellettuali e che non si facciano dare ordini dai partiti.



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