22
marzo

DATEMI UN VARIETA’ E SOLLEVERO’ GLI ASCOLTI

Giorgio Panariello

di Massimo Dorati – Ebbene si  sono un twitteromane e come molti di voi seguo sempre di più, in una sorta di liveblogging, i commenti, le battute e le considerazioni in diretta su quanto succede in quel momento in tv.

Lunedì scorso mi sono preparato davanti alla tv per “gustarmi” il gradito ritorno, dopo il non fortunatissimo Sanremo, di Giorgio Panariello che tra l’altro, scoop degli scoop, debuttava sulla rete ammiraglia del Biscione. Una prima curiosità degna di nota è il giorno di collocazione, il lunedi. “Perchè di lunedì” mi sono chiesto?  Perché ci era andato Fiorello o perché i “demostene del palinsestino” hanno valutato che contro la fiction di Raiuno, un varietà largo, per tutta la famiglia, tipo “Studio Uno”, soddisfacesse la richiesta del pubblico di Canale 5?  Boh, non so!

Scusate la banale e scontata digression-tenzone Panariello-Fiorello, ma scatta automatico soffermarcisi per tutta una serie di fattori evidenti: 1) stesso giorno di collocazione 2) stesso studio 5 di Cinecittà, quello di Fellini per intenderci 3) classico one-man-show con monologhi, ospiti, grande orchestra a vista 4) strabiliante, elegante e, ci aggiungerei, piuttosto costosa scenografia, progettata dallo stesso scenografo 5) coreografi stranieri, Bill Goodson per Panariello, Daniel Ezralow per Fiorello 6) addirittura un paio di autori, soprattutto uno, in comune.

Quindi qualche domanda uno se le fa, ma non è assolutamente mia intenzione fare critiche gratuite, subdole  allusioni o ancor peggio confronti demagogici. Ciò che invece  vorrei  fare con Voi è sviscerare, approfondendo, non solo lo spettacolo di Panariello Giorgio, ma la funzione che deve avere la Tv generalista  in questo preciso momento storico, il motivo o i motivi della perdita di ascolti ormai endemica, la tipologia dell’offerta di contenuti in confronto alle altre piattaforme tv fino ad arrivare al web.

In pratica ci interessa capire cosa funziona e cosa non funziona, cosa vi è piaciuto e cosa no, che tipo di programmazione dovrebbe avere la tv generalista. In definitiva, vorrei fare un percorso insieme a Voi fornendo qualche suggestione e qualche oggettiva indicazione.

Ma prima di tornare prontamente al succitato show di Panariello  (non e’ che la sto prendendo alla larga, sappiate che un motivo c’è) vediamo cosa è piaciuto quest’anno sulle tv generaliste.

Su Raiuno, in genere le fiction, fatte bene, recitate bene, alcune più di altre, ma c’è un dato da registrare: sono andate mediamente bene, a parte “Don Matteo” che ha fatto il pieno di  ascolti aumentandoli settimana dopo settimana. Le altre fiction hanno fatto il loro dovere, ma con punte di ascolti notevolmente più basse rispetto ai numeri “bulgari” che facevano e soprattutto ai costi: quando si gira una fiction in due o sei puntate, devono essere pronte per la messa in onda. Quindi si deve essere supersicuri che il prodotto andrà bene perchè, se dovesse andare male, i costi devono essere comunque pagati, la qual cosa non succede nei varietà perchè se uno va male lo si toglie senza colpo ferire con costi relativamente molto inferiori.

I varietà sono andati benino, ma sempre con ascolti piuttosto bassi concomitanti con l’abbassamento del trend degli ascolti. Cosa ha “ fatto il botto”? Gli eventi, i ‘Fiorelli’, i Sanremo. Ma se per Sanremo è piuttosto naturale, su Fiorello mi soffermerei perché ne sento il bisogno, non dimenticando tuttavia che è necessario tornare su “ Don Matteo” perchè c’è bisogno di un approfondimento speciale e una serie di oggettive riflessioni che vanno dall’aspetto sociologico ad altre materie piuttosto “pesantelle”, ma necessarie per capire questo mondo strano degli ascolti in relazione al tempo in cui viviamo.

..:: continua ::..

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15 Commenti dei lettori »

1. MisterGrr ha scritto:

22 marzo 2012 alle 15:42

Molto interessante questo approfondimento. Lo seguirò davvero con piacere e curiosità.

Poi, va beh, io adoro Massimo. E’ fantastico.



2. Vincenzo ha scritto:

22 marzo 2012 alle 16:06

Mi fa piacere che in questo articolo, nel terzo paragrafo, sono indicati i motivi per cui Panariello potesse essere paragonato a Fiorello, perchè ogni qual volta l’ho fatto son stato letteralmente aggredito :D

Sul resto, mi è davvero piaciuta la sorta di analisi fatta in questa prima pagina, voglio leggere anche la seconda parte per dire la mia su tutto, anche se una cosa voglio dirla; siamo un popolo anziano, comandato dagli anziani e con gusti da anziani, ecco il motivo per cui Don Matteo rules! :D



3. Pippo76 ha scritto:

22 marzo 2012 alle 16:19

C’è qualche differenza e non risiede nel tipo di show quasi uguale. Panariello non è Fiorello. La comicità di Panariello non è la stessa di Fiorello. Fiorello è un grande improvvisatore/intrattenitore mentre Panariello è un comico legato a schemi di 10 anni fa



4. morgatta ha scritto:

22 marzo 2012 alle 16:20

vero che “siamo” :-) anziani ma se l’alternativa giovane sono certi programmi che vanno adesso… io guardo rai storia tutta la vita… con le repliche di vianello ecc.. ( ed ho 38 anni…ne ho vista di tv, adesso è desolante)



5. Giuseppe ha scritto:

22 marzo 2012 alle 16:47

Il discorso iniziato con questo post è da seguire attentamente per fare il punto in termini globali su quello che sta offrendo oggi la tv generalista.

Morgatta (purtroppo per ragioni anagrafiche) ho conosciuto direttamente la tv di diversi decenni fa e, in tutta sincerità, devo dire che non era tutta rose e fiori. i sono state grandi eccellenze, finora inarrivabili e giustamente ricordate nei vari Amarcord televisivi. Ma anche allora veniva trasmessa tanta robaccia e si sbadigliava molto…



6. morgatta ha scritto:

22 marzo 2012 alle 16:53

giuseppe, è verissimo… è la proporzione che è cambiata tra qualità e trash, con l’avvento del reality come genere oltretutto



7. shiver ha scritto:

22 marzo 2012 alle 16:58

Per quanto riguarda Panariello, ho visto solo la prima puntata: non faceva ridere ed era davvero moscia. So che le altre sono state migliori, ma lo stesso stile di Panariello non mi è piaciuto quindi non ho voluto seguirlo perchè lui non mi è piaciuto come conduttore.

Critico al programma in generale, il voler scopiazzare da programmi del passato. Ecco, da estimatore della grande Mina, vedere una qualunque Nina Zilli atteggiarsi e imitare la Tigre in quella maniera mi ha infastidito. Non ha la simpatia e la spontaneità per essere una spalla comica come come lo era Mina. Deve essere sè stessa, non la brutta copia di una regina della nostra tv e della musica.



8. anna ha scritto:

22 marzo 2012 alle 17:00

morgatta:
non sentirti affatto anziano! ho 19 anni appena compiuti, e posso assicurarti che il mio canale preferito ormai è “mediaset extra” … e ho detto tutto!! tutto il resto è noia mortale, eccetto “real time” e certe fiction rai.
molto meglio i programmi anni 2000, che alla fine solo gli stessi di adesso, ma ora li hanno consumati fino alla buccia e sono inguardabili.



9. shiver ha scritto:

22 marzo 2012 alle 17:09

Per quanto riguarda invece la tv in generale e quella di adesso, io non la seguo molto, vedo poche cose. Penso che come me, tantissimi giovani non siano più così interessati alla tv. In generale, infatti, c’è un’ offerta ridotta per i giovani. Mi piace questo blog però, perchè io sono una persona curiosa e i retroscena della finzione che appare in tv mi interessano :-D



10. Andrea80 ha scritto:

22 marzo 2012 alle 17:43

Il programma di Fiorello era orribile… credo che i dati siano non veritieri rispetto a quello che ho sentito in giro, mica tutto sto dire bene… come mai?? Un programma noioso, cosa ha fatto schizzare l’ascolto così in alto??



11. massimo dorati ha scritto:

22 marzo 2012 alle 17:44

io i effetti sono partito dal varieta’ ma leggerete nelle prossime puntate una analisi piu larga e dettagliata di gradimento popolare, contenuti , web , aspetti sociologici,. Rai storia nasce da una mia idea quanto ero consulente di telecom per la piattaforma alice home tv e chiesi alla rai di avere canali brandizzati solo per noi a differenza delle altre piattaforme che avevano la stessa offerta.senza paura di essere smentito questa programmazione ando’ in onda per 1 nno con canali chiamati raistoria, viva la rai un canale delle eccellenze del varieta’ ed altri. grazie per seguirmi



12. thedarknight ha scritto:

22 marzo 2012 alle 17:54

Non credo che Panariello abbia voluto copiare Fiorello. Gli show di Panariello sono sempre stati così (torno sabato e…) e quindi ben lontani da quelli di Fiorello . Personalmente preferisco Fiorello, ma non credo che quello di Panariello sia male o “copiato”. Poi penso che basti un minimo di intelligenza per capire che contro Fiorello è difficile se non impossibile vincere, quindi non credo abbia voluto copiare Fiorello . Sarebbe stato un suicidio!



13. Ale ha scritto:

22 marzo 2012 alle 17:59

@Andrea80 la particolarita’ del programma di FIorello rispetto a quello di Panariello e’ che da Fiore si rideva da Panariello NO.
Fiorello raccontava storie di vita vissuta ed esperienze che gli erano successe in maniera ironica e simpatica e sinceramente mi sono divertito un sacco, cosa che nn succede da Panariello in quanto il programma e’ noioso.



14. Giulia ha scritto:

22 marzo 2012 alle 18:12

Articolo interessante che permette molte riflessioni sui tempi che stiamo vivendo in generale, e in particolare il nuovo approccio che il telespettatore ha verso i media in generale. Di certo la televisione o meglio i programmi televisivi hanno perso appeal, così come la politica, e il binomio è voluto perché secondo me questo “calo del desiderio” è dovuto alla decadenza dei programmi e dei contenuti… in ambo i casi.
La prima cosa che mi viene in mente è suggerire di eliminare (per un po’?) i reality, ma soprattutto di rispettare il telespettatore con programmi “anche” intelligenti, che insegnano, che incuriosiscono, divertenti per davvero, senza trash e volgarità che sembra, visto il continuo calo degli ascolti, hanno stancato non solo me. Mi pare già una buona base su cui (ri)costruire i palinsesti.
Per suggerimenti più concreti aspetto il seguito del tuo interessante approfondimento.



15. Master ha scritto:

22 marzo 2012 alle 19:01

Beh, chiedete la tv di qualità , poi la fanno e va male .
In tv mica lavorano gratis e giustamente puntano sui soliti prodotti che piacciono al pubblico . Ultimo esempio l’abbiamo avuto la scorsa domenica con Il Sogno del Maratoneta,realizzata infinitamente meglio di certe porcate andate in onda nelle settimane precedenti su Rai1

Ma in Italia siamo cosi’.

Quello di Panariello è un buon programma, ma ‘ noioso ‘ . Quindi non attecchisce molto .



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