21
gennaio

THE SHOW MUST GO OFF: ELIO E LE STORIE TESE IRONIZZANO SULLA COSTA CONCORDIA (VIDEO)

Elio e le Storie Tese parodia Concordia

L’ironia può anche risultare fastidiosa, fuori luogo. E in quel caso rischi di affondare. Nella prima puntata di The show must go off, lo show condotto da Serena Dandini su La7, è stata trasmessa una parodia che farà discutere. A pochi minuti dall’avvio del programma, la band di Elio e le Storie Tese ha proposto una canzoncina sarcastica sulla tragedia della Costa Concordia.

Sulle note di Onda su onda, celebre successo di Paolo Conte, l’orchestrina dello show di La7 ha ironizzato sull’incidente nautico avvenuto settimana scorsa all’Isola del Giglio e sul comportamento del comandante Schettino. Il testo del remake lascia poco spazio alle interpretazioni. Eccone uno stralcio:

“…Se lanciavo io l’allarme e quando sbarcavo, con Dimitri e la moldava? (…) Onda su onda son catapultato qui meglio in galera che dentro una nave tra calci e spintoni. Onta su onta mi sono adattato ormai, perché ho capito che è meglio io vivo e morto tu, che viceversa

Con ancora negli occhi le immagini concitate dei soccorsi a bordo della Concordia, in questi giorni abbiamo tutti deprecato la spettacolarizzazione della tragedia e forse ora lo stesso discorso dovremmo estenderlo alla satira. A maggior ragione in queste ore, in cui il ventre della sciagurata nave ha restiuito il corpo di una nuova vittima.

E meno male che settimana scorsa l’avvio di The show must go off era stato rimandato da La7 proprio in segno di rispetto e per lasciare spazio agli aggiornamenti giornalistici sull’Isola del Giglio. Se da una parte è vero che la satira non deve avere limiti, dall’altra facciamo appello al senso del pudore e ci domandiamo sommessamente: ma era proprio necessario?



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18 Commenti dei lettori »

1. tania ha scritto:

21 gennaio 2012 alle 23:35

Da Elio non me l’aspettavo proprio.Non era necessario!



2. star ha scritto:

21 gennaio 2012 alle 23:39

Che caduta di stile….! La Dandini inzia male, ma non pensa che su una tragedia non si può ridere??



3. maurizio ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 00:01

Non siamo patetici nei commenti. Un programma piacevole ed ironico, valida alternativa alle solite palle del sabato. Piu’ vergognosa una programmazione incentrata interamente sui soliti testimoni a bordo (4000), sull’amante del capitano, sul suo tasso alcoolico e su cosa (chissammai che cosa) lo ha spinto ad avvicinarsi all’isola… Bah! Patetico post e patetici commenti… e patetici programmi di approfondimento.



4. Andrea ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 00:27

Mamma mia quanto falso perbenismo.. andate a criticare Vespa e gli altri che lucrano sulla tragedia.. non una canzone scritta da Elio per prendere in giro il comandante pagliaccio della Concordia.. io non vedo tutto questo scandalo.



5. Giuseppe ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 00:39

Personalmente non ho trovato niente di disdicevole nel testo in oggetto. Sono state riportate fedelmente molte delle frasi occorse in quelle famose e drammatiche comunicazioni telefoniche tra il comandante della Concordia e il comandante della Capitaneria di Livorno.

Era necessario farlo? No, semmai sarebbe più corretto chiedersi se la cosa avesse un significato. In questo caso viene stigmatizzato satiricamente il comportamente del comandante di una imbarcazione che sta affondando con parte dei passeggeri a bordo.

E che questo comportamento sia consistito in un abbandono è un dato di fatto che non spetta ormai a nessuna inchiesta appurare. Penso che un capitano che non abbandoni per ultimo la nave possa meritare una canzoncina del genere. Non tanto per il personaggio in se stesso quanto a futura memoria di chi, armatori capitani e passeggeri, ha una responsabilità da cui dipendono le sorti altrui. Perchè la vicenda ha una valenza simbolica valida per tutti i settori sensibili.

P.S.
Lo show è uguale a Parla con me, ma non mi è dispiaciuto nel suo insieme.



6. Marco Leardi ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 00:54

Allora, chiariamo una cosa: nessuno si sta strappando le vesti per la parodia di Elio. Però non mi sembrava proprio il caso ironizzare sulla tragedia mentre i soccorritori stanno ancora estraendo cadaveri dalla nave. Ma avete presente? Ci sono persone morte, e la satira dovrebbe anche fare un passo indietro. E’ una questione di buon gusto, soprattutto. Oppure si perdona tutto alla Dandini?

Sui programmi d’approfondimento che hanno affrontato in maniera discutibile la tragedia abbiamo scritto diffusamente…



7. alberto ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 01:37

Ma per piacere, da una settimana ce le stanno frantumando, senza dare notizie, ma parlando di storie alla “Titanic” ed ora ci scandalizziamo per una canzonetta? Ed il web che è pieno di queste parodie? Ed un comandante della capitaneria di porto che ha fatto il suo lavoro e viene proclamato eroe? Ed il ‘plastico’ da Vespa che era un modello di 20 cm della Costa Concordia e che avrebbe aiutato tutti quanti a capire la struttura della Nave? Certo che noi italiani siamo davvero strani



8. Andrea ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 01:38

Non è questione di perdonare tutto alla Dandini, non si trova nulla di sconvolgente nel testo della canzone di Elio da farne un post del genere e mettere il programma sulla gogna.. alla fine niente di più scandaloso di quelle intercettazioni mandate in onda su tutti i tg e gli speciali vari ad ogni ora e su ogni canale. Mi spiace, mi sembra proprio una caduta di stile, lo dico sinceramente, ma non da parte di Elio, ma da parte Vostra.. punto.



9. Francesco de Marinis ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 01:44

Il cattivo gusto sembra imperare su questa vicenda da Crozza martedì scorso alle pessime battute di ieri della Bignardi alla classifica di Striscia a Fazio che stasera dice che non dovrebbe fare la battuta ma poi chiede un commento sulla manovra della nave a Lella Costa perchè ha lo stesso cognome della compagnia.

Come ricorda l’autore ci sono ancora dispersi e nemmeno si sono fatti i funerali dei morti recuperati.

Incommentabili quelli che pur di non veder toccati i propri beniamini guardano sempre a chi fa peggio che pure è stato ripetutamente stigmatizzato per questa come per altre vicende.



10. Stef ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 01:44

Non l’ho trovato per niente fuori luogo. E’ diventato un argomento nazionalpopolare, e non è solo una tragedia in cui sono morte persone, ma anche un incidente paradossale, al limite del ridicolo. Gli Eli sono stati tra i tanti che hanno ironizzato, e direi che tra tutti sono stati quelli che lo hanno fatto meglio (vogliamo parlare de “I soliti idioti” dalla Bignardi?).

Ottimo il programma della Dandini.



11. Marco Leardi ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 01:46

@Andrea. Infatti il testo non ha nulla di così sconvolgente. Ma mentre al Giglio si fa lo straziante conto delle vittime io mi domando: si poteva evitare?
Risposta: sì.. ci sono tanti altri argomenti sui quali ironizzare.



12. Francesco de Marinis ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 01:58

Certo gli idioti sul web ed un programma di una televisione nazionale sono la stessa cosa….

Eppoi per piacere ma che ne dite della criminalità organizzata?
E del buco nell’ozono?
E della droga?
E della fame nel mondo?
Dove la mettiamo la fame nel mondo caro Leandri?

Ah sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi.
Quando poi quegli eroi sono gente che vende verità a basso costo in televisione stiamo messi proprio male.



13. lordchaotic ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 02:04

a me il programma nn è piaciuto molto, ho spento e sono uscito, speravo in un programma tipo l’ottavo nano, ma va beh



14. lordchaotic ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 02:05

poi vergassola da soffocare subito con un cuscino!!!



15. pippo ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 02:44

La satira è un genere di critica nei confronti della società, attuata attraverso il ridicolo ed usando toni sarcastici o comici, e ne mostra le contraddizioni ed allo stesso tempo ne promuove il cambiamento. Se partiamo da questo presupposto ci può tranquillamente stare questa parodia, a mio avviso è più scandaloso che tutti i contenitori pomeridiani ne parlino dal proprio inizio alla propria fine, oppure quarto grado. io ancora non capisco il perché la trasmisisone di sottile, si occupi (a parte per gli ascolti facili e sicuri) di questa tragedia, che non c’entra nulla con la sua missione di programma: cioé analizzare omicidi e processi. comunque questo è un bel post è va ringraziato marco perché ci ha dato questo spunto per dialogare su argomenti sempre interessanti e mai scontati.



16. Marco Leardi ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 03:49

La canzone strappa anche un sorriso, d’accordo.. Tuttavia resto convinto che di fronte ad una tragedia con morti ancora caldi ci voglia un minimo pudore. Da parte di chi fa la tv e pure da parte di chi sta seduto sul divano col posteriore all’asciutto.



17. Alberto ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 09:03

Per questo in Italia programmi strappalacrime e scavatragedie hanno successo e programmi di intrattenimento culturale e satirico no… Abbiamo il Vaticano nell’anima… Siamo così abituati al nulla che per concederci un sorriso dobbiamo essere certi che non si tocchi la realtà!
Il resto l’hanno detto bene gli altri: protagonisti ridicoli che sfruttano il momento per raccontare la loro triste avventura… E chi non piange è un mostro! Siamo l’unico paese che si lamenta delle cose che in realtà ama.



18. MisterGrr ha scritto:

22 gennaio 2012 alle 12:00

Più che altro mi sembra di cattivo gusto l’ironizzare su questo ed è fuori luogo.



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