24
maggio

La Nostra Raffaella: la Rai ricorda la Carrà con un documentario tardivo e prodotto esternamente (!)

Carrà e Sordi ballano il Tuca Tuca (Us Rai)

La Rai per raccontare Raffaella Carrà deve avvalersi di una società esterna. Carramba! Non siamo contro il “libero mercato”, intendiamoci, e ben vengano le produzioni esterne quando servono, ma, ad occhio e croce, un documentario (tardivo) con le immagini Rai della Carrà poteva essere realizzato internamente. Aurora Tv firma La nostra Raffaella, in onda domani nel prime time di Rai1. La tv pubblica, peraltro, arriva dopo Raffa, disponibile da tempo su Disney+, e sceglie di accontentarsi di un omaggio in tono minore, visto che la paventata serata evento in ricordo della Regina del Tuca Tuca è stata prima rinviata poi è saltata.

Due storie, quella dell’artista romagnola e quella della Rai, che si sono sovrapposte per decenni, influenzandosi reciprocamente, divenendo un unico pentagramma nella sinfonia generale di un Paese che, dalla fine degli anni Sessanta, ha percorso molta strada, si legge nel comunicato stampa del biopic.

Energia, rigore, empatia, sono state le qualità che Raffaella ha sempre messo nel suo lavoro ma anche nei rapporti con i suoi collaboratori e con tutti quei personaggi, dello spettacolo e della cultura, che oggi possono raccontare con orgoglio e affetto di aver lavorato al suo fianco o di averla incontrata. Proprio attraverso le loro voci (Bruno Vespa, Enzo Paolo Turchi, Irene Ghergo, Maria Grazia Cucinotta, Noemi e molti altri), viene fuori un ritratto della “nostra Raffaella” che attraverso le tante interviste rilasciate in cinquant’anni di carriera e conservate nelle Teche della RAI (da Biagi a Fazio, da Costanzo a Mollica, da Minoli a Vespa), si racconta in una sorta di virtuale self-portrait: facendo così riemergere e rivivere le sue idee e i suoi progetti, i suoi ricordi e i suoi sogni.

Anche i luoghi “parlano” di lei: il Centro di produzione televisiva di Via Teulada, l’Auditorium del Foro Italico, il Teatro delle Vittorie.

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1 Commento dei lettori »

1. Mino ha scritto:

24 maggio 2024 alle 17:29

Unica artista italiana televisiva che dopo la sua morte continua a far parlare di sé e continua a far ballare e cantare tutto il mondo con i suoi motivetti che aprivano senza scandalo La VIA ALLA libertà di essere sé stessi viene ricordata con un misero documentario tratto per lo più dalle teche RAI…



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