30
maggio

Partita del Cuore, il dg dimissionario della Nazionale Cantanti tuona: «Querelo Aurora e Ciro, dovevano dire la verità e non l’hanno fatto»

Gianluca Pecchini

Gianluca Pecchini

Si è assunto la responsabilità dell’accaduto dimettendosi dal ruolo di direttore generale della Nazionale Cantanti (“Volevo tutelare la manifestazione come prima cosa”, dice), ma ora Gianluca Pecchini respinge ogni accusa di sessismo e passa al contrattacco contro Aurora Leone e Ciro Priello dei The Jackal, dopo il polverone di martedì scatenato attorno alla 30° Partita del Cuore.

“Ora so che mi devo svegliare (…) Querelerò entrambi. Ho sperato che dicessero la verità, ma non l’hanno fatto

dichiara a TPI, raccontando per la prima volta la sua versione dei fatti, decisamente opposta a quella dei due attori. Spiega:

“Si dovevano sfidare la Nazionale Cantanti, per cui gli inviti li faccio io, contro quella Campioni per la Ricerca, per cui gli inviti li fa la Fondazione Piemontese per la Ricerca contro il cancro, di cui è presidentessa Allegra Agnelli. Vado a controllare la sala dell’hotel di Torino destinato all’accoglienza degli artisti. Quel giorno c’erano i cantanti, il giorno dopo arrivavano i Campioni per la Ricerca”.

Pecchini precisa che, come ogni anno, alla cena viene riservato un tavolo a parte per la Nazionale Cantanti, mentre “ad un altro tavolo io, col presidente dell’Associazione italiana arbitri e due dirigenti della fondazione Candiolo, ovvero Bettarelli e Sala. Poi c’era il tavolo con alcune compagne dei cantanti e il tavolo della terna arbitrale femminile”. A questo punto, l’episodio incriminato:

Vedo due persone che non conosco perché non le avevo invitate io: Ciro e Aurora. Di questo mi assumo la colpa: non sapevo chi fossero, forse da lì è scattato il reato di lesa maestà. Ho detto: ‘Questo è il tavolo della Nazionale Cantanti, vi potete mettere a un altro tavolo?’. Un tavolo che era a un metro eh, non chissà dove”.

L’ormai ex dg della Nazionale Cantanti smentisce di aver chiesto l’allontanamento della Leone in quanto donna (“Ma figuriamoci, ho invitato entrambi a spostarsi, sostiene), ribadendo il fatto che – come una vera squadra di calcio – i cantanti/calciatori mangiano da soli al tavolo, senza amici, compagne o altre figure:

“Quella sera a un altro tavolo c’era anche un grosso imprenditore che avrebbe giocato l’indomani con l’altra squadra. Non era neppure lui al tavolo con i cantanti ed era un uomo”.

Sulla partecipazione dei The Jackal alla Partita del Cuore spiega che i due attori “da quello che mi hanno detto, avevano collaborato con la Fondazione in passato e tramite la loro agenzia Ciro ha chiesto di poter partecipare alla Partita del Cuore. Ha poi ha aggiunto che avrebbe portato anche Aurora. E qui l’affondo:

“La cosa ha cominciato a macerare mentre, dopo essersi spostati, erano al tavolo a mangiare. Loro, da quel che ho capito dopo, sono gestiti da Vincenzo Piscopo, l’editore di Fanpage (testata che ha portato alla luce il caso, ndDM). Piscopo chiama due volte la responsabile di sala, Augusta Gay, protestando per il trattamento riservato ad Aurora e Ciro e dicendo altro che non voglio riferire perché lei sarà mia testimone quando farò querela per togliermi di dosso tutto questo fango che penso di non meritare (…) C’erano i due dirigenti della fondazione Candiolo al tavolo con me, perché non l’hanno detto a loro? Mi domando questo. Potevano alzarsi e dire a loro che sono un maleducato o un sessista (…) Anche se erano arrabbiati, perché penalizzare una manifestazione di beneficenza, buttare un’ombra su 40 anni di lavoro e di bene fatto per la ricerca e la diagnosi? Prima fanno il video con tutte quelle accuse e poi ricordano di mandare comunque un sms per fare beneficenza? Non mi sembra coerente.

Tutelata in un primo momento l’iniziativa benefica (la raccolta è stata di 260.000 euro), Pecchini ora pensa alla sua immagine da difendere e in qualche modo ripulire da accuse che non accetta:

Io sono uno ruvido a volte, ma non so manco cosa vuol dire essere sessista. Potete decidere che sia un’usanza medievale quella dei calciatori tutti seduti a un tavolo, ma se io vengo a casa tua mi siedo dove mi dici tu o dove decido io? Ho vissuto 40 anni mantenendo equilibri delicati in questo settore, ascoltando le esigenze di tutti (…) La mia colpa è non aver riconosciuto due persone in primis e aver chiesto loro di spostarsi a un altro tavolo in seconda battuta”.

Dopo decenni, dunque, si interrompe bruscamente il suo impegno con la Nazionale Cantanti:

“Dipendo dalle decisioni di un’assemblea e dal consiglio direttivo della Nazionale Cantanti. Io, però, ora, mi creda, devo pensare a me e alla mia famiglia, alle mie tre figlie, che per giorni si sono vergognate di andare in giro, additate come figlie di un troglodita sessista.

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2 Commenti dei lettori »

1. Dobby ha scritto:

30 maggio 2021 alle 17:07

Per la serie “avere la faccia come il covid”.



2. Meke ha scritto:

30 maggio 2021 alle 21:27

Ha coraggio da vendere! E, fortunatamente, nessuno che glielo compra……..



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