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ottobre

Laura Carafoli (Discovery): «Crediamo di meritarci un riconoscimento migliore da parte del mercato pubblicitario. L’Assedio è meno nelle corde di Nove, Daria Bignardi farà altro». Il perchè dei programmi non confermati

Laura Carafoli

Laura Carafoli

Arrivederci Daria Bignardi, hola Elettra Lamborghini. Con una invidiabile costanza a differenza di quanto accade altrove, Discovery continua a investire in produzioni originali che alimentano un ampio turnover di titoli. Nei prossimi mesi ai prodotti consolidati andranno ad aggiungersi novità come Love Island, il reality sull’ereditiera procace (entrambi nel 2021 su Dplay+) e Riaccendiamo i Fuochi con Francesco Panella (dal 26 ottobre sul Nove). Ad uscire dal ‘catalogo’ c’è in primis L’Assedio di Daria Bignardi. Intervistata da Italia Oggi, Laura Carafoli, senior vice president chief content officer Discovery, spiega:

“Stiamo per partire con le ultime 4 puntate. Ma la scintilla con lei (Daria Bignardi, ndDM) c’è, tanto che la collaborazione andrà avanti, nel solco del racconto, del documentario. L’impianto di trasmissione tipo L’Assedio, con lo studio, il pubblico più o meno numeroso, è meno nelle corde di Nove“.

L’insuccesso fragoroso quello della Bignardi (che, oltre ad essere meno in linea col canale, ha anche proposto un prodotto datato), nella scorsa stagione, è andato ad affiancarsi al passo falso di Peter Gomez alle prese con Sono le 20, progetto che difficilmente poteva avere un futuro. E, in effetti, la stessa top manager spiega:

Era un esperimento già dalla nascita, doveva durare un paio di mesi e non oltre (…) Un gruppo come Discovery non ha una vocazione giornalistica tout court, a noi possono interessare documentari giornalistici (…) Gomez farà con noi Confessioni Speciali con intervistati di livello. Lui può studiare altri format ma a cadenza settimanale, il quotidiano non è una nostra vocazione”.

Al bando la diplomazia quando si tratta di parlare di Camionisti in Trattoria, che non tornerà perchè ha perso di senso senza Chef Rubio. Interrogata, invece, sulle assenze in palinsesto di Fabio Volo e del daytime di Amici, dice:

Belle esperienze ma si sono esaurite“.

Nell’intervista non mancano stoccate in relazione al nuovo impegno di Benedetta Parodi (“Temo non aggiunga nulla ai nostri ascolti. Mi avrebbe fatto più piacere fosse andata da altre parti, portando nuovo pubblico…”) e ai canali della concorrenza che si accendono e spengono in concomitanza degli eventi sportivi. Ma il vero sassolino, la Carafoli se lo toglie con la questione che più le sta a cuore: un mercato pubblicitario che non riconosce quanto dovrebbe il loro valore.

“Ci aspettiamo e crediamo di meritarci un riconoscimento migliore da parte del mercato pubblicitario. Soprattutto dopo il nostro grande sforzo di proseguire con le produzioni originali italiane anche in una fase di emergenza, proponendo un palinsesto fresco e con tante novità già da fine agosto (…) Nove è il canale che dal punto di vista pubblicitario va meglio di tutti (…) I problemi ci sono con i canali verticali

spiega la Carafoli che già agli ultimi Upfronts aveva lamentato un problema di brand awareness con gli inserzionisti. Allo stesso tempo, dubita che il mercato pubblicitario sia consapevole del grande seguito social di canali come Real Time.

E’ vero per Discovery è stato più facile entrare nella mente del pubblico che nel portafoglio degli inserzionisti pubblicitari e auspichiamo che le cose possano equilibrarsi; tuttavia la soluzione più diretta – dato un mercato ‘imperfetto’ e dominato da ‘vecchie logiche’ – è riprovare ancora ad agire all’interno dell’azienda. E’ più facile cambiare te stesso che il mondo, per fortuna, purtroppo.

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1 Commento dei lettori »

1. john2207 ha scritto:

8 ottobre 2020 alle 08:29

Nove non ha un palinsesto in daytime, se per palinsesto e vocazione all’investire intendono quei docu fiction all’americana preferisco da un punto di vista editoriale il flop di OGNI MATTINA tutta la vita, almeno li c’è il tentativo di uscire dalla nicchia. Tv8 non si accende solo in concomitanza di eventi sportivi difatti, con le difficoltà di quest’anno, anche senza quegli eventi sta sopra Nove. E poi basta con cuochi e programmi di cucina, abbiano il coraggio di darci un taglio.



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