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luglio

Sanremo è sempre il Festival della Canzone Italiana?

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Regolamento che vince non si cambia o perseverare diabolico? Amadeus, riconfermato alla guida del Festival di Sanremo 2020, ha dichiarato: “il giovedì sarà una serata dedicata alla canzone d’autore italiana, non necessariamente legata a Sanremo. Il voto sarà quello dell’orchestra e farà parte della gara“.  Tradotto significa che nell’ormai nota serata delle cover, gli interpreti potranno eseguire un brano qualsiasi del cantautorato italiano senza curiosamente dover pescare, per forza, all’interno del vasto repertorio sanremese. Il punto è però un altro. Come già accaduto lo scorso anno, anche per la prossima edizione, l’esito di tale competizione andrà ad influenzare la classifica finale. Una scelta che sembra prediligere logiche televisive e penalizzare quelle musicali.

Occorre allora, forse, ricordare per esteso il nome di quello che, ormai, i più comunemente chiamano Sanremo o Festival di Sanremo, e cioè: Festival Della Canzone Italiana.  Negli anni si è sempre più assistito ad un focus sulla figura dell’interprete e non sulla canzone, in teoria reale concorrente di una manifestazione che porta ad una classifica in cui il primo posto non spetta al cantante ma al suo brano. Così facendo potrebbe succedere (ed è già successo) che un interprete, in gara con un brano non tra i più belli, andrebbe a migliorare in maniera significativa – e a scapito di altri – il piazzamento nel ranking finale se, ad esempio, dominasse la serata cover con esecuzione e scelta del brano azzeccate.

Aumentano così anche le ‘responsabilità’ che aleggiano attorno ai big della musica italiana, che da anni disdegnano la gara sanremese asserendo di non averne particolarmente bisogno, salvo poi salire sul medesimo palco per promuovere la loro ultima fatica discografica, con tanto di appellativo di “ospiti” o addirittura “superospiti”. Un parametro di valutazione aggiuntivo, non legato alla canzone, potrebbe aumentare il timore dell’Ariston. Eppure più che di quella sanremese dovrebbero preoccuparsi di altre classifiche (Fimi e Spotify in primis!). Questo deve averlo ben capito la discussa Elettra Lamborghini, terzultima a Sanremo con il brano “Musica e il resto scompare”, ma non nella classifica FIMI. Le vendite sono valse all’ereditiera una certificazione platino per il singolo in questione. Certi blasonati superospiti, invece, ormai faticano a debuttare in top 20 e certificare un album o un singolo platino è ormai per loro utopia.

Non si capisce, poi, perchè Fimi si schieri contro i giornalisti non musicali che votano in sala stampa e taccia sul fatto che una canzone non in gara possa determinare la classifica finale.

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