18
giugno

Rai, nuova policy su agenti e produttori. Chi sarà il primo ad aggirarla?

Fabrizio Salini

Invocata da tempo, con tanto di pressing politico esercitato nelle ultime settimane, la stretta della Rai sui produttori esterni e gli agenti degli artisti è arrivata. A quanto si apprende, nel CdA tenutosi ieri a Viale Mazzini è stata approvata la proposta dell’AD di applicare la nuova policy al riguardo, in accordo con le linee guida redatte da Agcom e Vigilanza. Ecco cosa cambierà a partire da settembre, quando il regolamento – non privo di paradossi – diventerà operativo.

Tra le norme più rilevanti, il divieto per ciascun agente di rappresentare più del 30% dei «ruoli primari» presenti in una produzione. I produttori, inoltre, non potranno essere agenti di artisti che prendono parte alla produzione da loro gestita. E qui sta l’inghippo. Se da una parte, infatti, la norma vuole giustamente evitare concentrazioni di potere da parte dei manager più influenti, dall’altra limita la loro facoltà di realizzare uno show con artisti che essi ritengono validi.

Formalmente, la norma creerebbe un cortocircuito anche (e soprattutto) su Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio. Come noto, infatti, il conduttore ligure è anche anche produttore del suo stesso programma, essendo azionista – con Banijay - della società L’Officina, che realizza lo show. Il fatto che il buon Fabio sia in rinnovo di contratto è un dato da non sottovalutare.

Stando a quanto si apprende, inoltre, la nuova policy voluta da Salini prevederebbe anche una generale sforbiciata ai compensi elargiti dalla Rai. Vero è – tuttavia – che in Italia una soluzione per aggirare le regole la si trova sempre: siamo pronti a scommettere che la stangata apparentemente inflessibile voluta da Salini verrà all’occorrenza dribblata con formule contrattuali ed ingaggi studiati ad hoc. E con conseguenti polemiche, che dalle parti di Viale Mazzini non mancano mai.

L’assemblea di Viale Mazzini, infatti, ha chiesto un’applicazione rapida alle suddette norme (con riferimento ai palinsesti autunnali), senza però mettere in discussione i contratti in essere.



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