22
ottobre

Generazione Giovani, mentalità da adulti. Il talk di Milo Infante rischia il conformismo

Generazione Giovani, Milo Infante

Hanno sedici, diciotto, vent’anni. Ma ragionano, discutono e si azzuffano come se ne avessero il doppio. , il nuovo programma di Rai2 condotto da Milo Infante, ha involontariamente dimostrato – qualora ve ne fosse stato bisogno – che spesso il dato anagrafico è poco rappresentativo. E che i giovani, intesi come simbolica e mitologica categoria a sé stante, in realtà non sono poi così diversi dagli adulti.

La trasmissione, strutturata come un talk show, ha messo a confronto venti ragazzi tra i 16 e i 22 anni sui temi più scottanti dell’attualità. Nella prima puntata, in onda ieri, si è parlato di immigrazione ed il clima si è fatto subito effervescente. Stuzzicati in modo efficace da Infante su alcuni specifici aspetti del fenomeno (il rischio di razzismo, l’integrazione, i diritti, la cittadinanza) i giovani opinionisti si sono presto divisi adagiandosi però su posizioni ed argomentazioni in gran parte prevedibili, già sentite. Le medesime utilizzate dagli adulti, che spesso a loro volta si accodano alle predominanti correnti di pensiero sospinte dai politici.

Chi si aspettava un dibattito con punti di vista non convenzionali sarà rimasto deluso, tra frasi fatte su chi scappa dalla guerra e repliche altrettanto ordinarie (“prima vengono gli italiani“). Il confronto, in particolare, si è acceso quando un ragazzo ha affermato che la sua giovane interlocutrice col velo sul capo non sarebbe mai stata italiana. In studio, le voci dei partecipanti hanno iniziato a sovrapporsi o ad alternarsi in maniera confusa.

Hai detto una frase razzista!” ha esclamato, tutta indignata, Alba Parietti. Sì, perché ad assistere al dibattito vi era pure l’ex showgirl che, solo nello scorso week end, in poco più di 24 ore ha preso parte a tre trasmissioni come opinionista. La ramanzina di Alba, tuttavia, è stata rispedita al mittente. Quando lei, cercando di spiegare le sue ragioni con un paradosso, ha detto “Allora io non parlo con chi ha i tatuaggi“, si è beccata dal giovane opinionista una pronta risposta: “E io non parlo con chi ha le labbra rifatte!“.

Surreale la chiosa della stessa Parietti rispetto alla posizione di una ragazza che sosteneva di non gradire esteticamente i ragazzi di colore: “E’ perché tu non conosci il proverbio if you go black, you don’t go back“. Inopportuno e pure fuori luogo, visto il contesto.

Da apprezzare, invece, lo sforzo del conduttore Milo Infante, che ha più volte riportato il confronto sulla giusta carreggiata (arginando così i rischi di finire fuori tema) ed ha provato a dialogare con i ragazzi cogliendo gli aspetti più originali derivati dal loro personale vissuto. Un suo intervento più deciso in tal senso avrebbe però evitato a Generazione giovani di sembrare in più passaggi una riedizione in chiave adolescenziale dei tradizionali e ormai banali talk d’attualità.

Rimangono infine perplessità sulla collocazione del programma (in onda la domenica mattina) rispetto alla volontà di riuscire a raggiungere effettivamente il pubblico dei giovanissimi.



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2 Commenti dei lettori »

1. Miko ha scritto:

22 ottobre 2018 alle 18:51

Qualsiasi trasmissione di Infante è il trionfo della banalità, delle frasi fatte e dei luoghi comuni, il conduttore perfetto per le casalinghe di Voghera.



2. Mister Zapping ha scritto:

22 ottobre 2018 alle 22:45

Già con quel titolo atroce il programma la dice tutta: archeologiaaaaa!!!!



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