19
ottobre

Fenomeno Narconovelas

el senor de los cielos

El Senor de Los Cielos

Era il lontano 2006 quando l’emittente televisiva colombiana Canal Caracol decise di programmare in prima serata una telenovela dal nome audace e dalla trama assolutamente coraggiosa, per un paese all’epoca piuttosto tradizionalista in tema di televisione, Sin tetas no hay paraíso, ovvero Senza tette non c’è paradiso. Protagonista Catalina Santana, interpretata da Maria Adelaide Puerta, un’adolescente originaria di un quartiere povero della città di Pereira, che per uscire dalla miseria non si rimboccava le maniche, come le tradizionali eroine dei melodrammi lavorando dalla mattina alla sera in maniera onesta e indefessa, ma optava per una via alternativa, quella della prostituzione (inizia col mettere in vendita la propria verginità). E solo un intervento di chirurgia plastica al seno, per compiacere i narcotrafficanti, le avrebbe spalancato il paradiso di lussi e spensieratezza. Man mano la sua scelta, però, la condurrà verso un drammatico inferno.

Sin tetas no hay paraíso è stata un vero trionfo in patria aprendo la strada alla narconovela, che da quel momento ha fatto la fortuna di molte televisioni latinoamericane (ci eravamo occupati del fenomeno ben 10 anni fa). Persino i creatori della celebre Narcos hanno ammesso di essersi in parte ispirati a Sin Tetas.

In questo secondo capitolo del nostro viaggio nel mondo della nuova telenovela esploriamo, dunque, le storie ambientate nel mondo del narcotraffico. Oggi, insieme alle reti colombiane, è l’americana Telemundo quella che ha investito più di tutte sul controverso genere.

Si è da poco conclusa la terza stagione di Sin senos sí hay paraíso, Senza seno sì che c’è il paradiso, sequel della versione ispano-americana di Sin tetas no hay paraíso: protagonista è la sorella minore di Catalina che, nonostante la personalità ben diversa da quella della consanguinea, si caccerà nei guai. Di Sin Tetas, esiste una versione spagnola, che ha lanciato Miguel Angel Silvestre (Velvet, Sense 8), e che differisce totalmente dalla colombiana. Dal rifacimento iberico nacque nel 2010 Le Due Facce dell’Amore, fiction flop di Canale 5 con Daniele Liotti.

Il vero fenomeno di Telemundo, in onda con la sesta stagione fino a settembre, è El señor del los cielos, Il signore dei cieli, la storia di Aurelio Casillas (Rafael Amaya) che, cresciuto in una famiglia poverissima, diventerà uno narcotrafficanti più importanti del Messico negli anni ’90. Quella di Casillas è una figura in parte ispirata alla parabola di Joaquín Archivaldo Guzmán Loera, detto El  Chapo, che fu il capo indiscusso del cartello di Sinaloa.

El señor del los cielos ha permesso a Telemundo di superare in ascolto anche i network anglofoni Nbc e Fox. Un successo reso possibile da una formula che dai tempi di Sin tetas no hay paraíso sembra ormai garanzia: i tradizionali ingredienti della novela mescolati con lotte di potere nel mondo del narcotraffico, violenza, sesso e tematiche sociali. In altre telenovelas di Telemundo sono invece le donne a sfidare gli uomini per il controllo della droga: è il caso di Señora Acero, Signora d’acciaio, interpretata da Blanca Soto prima e da Carolina Miranda, e de La reina del sur, La regina del sud’ coproduzione colombiano-americana, in parte girata anche in Italia, che narra la vicende della temibilissima Teresa Mendoza (Kate del Castillo). La seconda stagione è in programma il prossimo anno. Il successo in America latina è stato tale che la statunitense Usa Network ne ha fatto un remake in lingua inglese, Queen of the south trasmessa in Italia su Netflix e Nove. Nel Belpaese è arrivaa  anche la colombiana El Cartel, storia di un narcotrafficante pentito, in onda su Cielo nel 2013.



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1 Commento dei lettori »

1. paola ha scritto:

21 ottobre 2018 alle 10:45

io le comprerei e le farei vedere in italia



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