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agosto

Pierluigi Pardo a DM: «Pressing sarà più istituzionale di Tiki Taka. Dazn? Mi trovo bene ma i problemi tecnici devono essere risolti»

Pierluigi Pardo

Tiki Taka e Dazn non bastavano. Pierluigi Pardo, quest’anno, ha accettato un’ulteriore sfida: da domenica 2 settembre, alle 23.30, il giornalista sarà infatti alla guida di , lo storico approfondimento sportivo che tornerà in onda su Mediaset dopo quasi vent’anni. Il programma, rivoluto dai vertici del Biscione dopo l’esperienza estiva dei Mondiali, verrà trasmesso su Canale 5 ed avrà nel cast fisso anche una coppia al femminile composta dalle giornaliste Giorgia Rossi ed Elena Tambini. Le due affiancheranno il conduttore. Per capire quale menù stia ‘cucinando’ per il nuovo Pressing, abbiamo incontrato Pierluigi Pardo nelle cucine di un ristorante stellato milanese.

Pierluigi, hai detto che il ritorno di Pressing è una responsabilità: in che senso?

Perché è qualcosa che non c’era da qualche anno sulle reti Mediaset, dove – non essendoci il canone – i programmi devono funzionare anche da un punto di vista quantitativo e non solo qualitativo. Dopo sei anni torna protagonista il calcio in chiaro la domenica sera su Mediaset e lo fa sulla rete ammiraglia, in uno spazio molto importante. Il titolo mette un po’ di pressione, perché Pressing è stato Marino Bartoletti e poi, soprattutto, Raimondo Vianello. Ma il paragone con Vianello io tengo a sfuggirlo perché stiamo parlando di una leggenda assoluta del mondo dello spettacolo e anche della cultura, che poi in età adulta si è misurata alla grande con lo sport.

Forse un punto di incontro con quelle storiche edizioni potrebbe essere l’ironia?

Sicuramente io sono uno che cerca di non prendersi troppo sul serio, però il paragone con Vianello è una partita persa in partenza. Magari cercheremo di perdere a testa alta, nel senso che cercheremo di fare un buon prodotto. E’ molto bello che l’esperienza positiva del Mondiale, che per noi è stata di grande divertimento e per l’azienda di fierezza per il tipo di narrazione proposta, ha fatto sì che l’editore – Piersilvio Berlusconi su tutti – abbia deciso di riprovare a fare una cosa che non facevamo da qualche anno e che probabilmente in un’epoca di tante pay tv sembrava un po’ superata. Ci proviamo settimana dopo settimana cercando di divertirci e di convincere le persone. Sono particolarmente felice e orgoglioso della responsabilità che mi è stata data.

Responsabilità doppia, visto che il lunedì sera tornai anche con Tiki Taka. Non c’è il rischio di fare una ‘replica’?

Il rischio c’è, perché sono due programmi di calcio in due giorni consecutivi sulla generalista. Però, sinceramente, sono due cose diverse e avremo anche due squadre diverse che solo raramente si intersecheranno. A Tiki Taka avremo Wanda Nara, Mughini, Auriemma e i nostri opinionisti. Anzi, voglio ringraziare Melissa Satta per gli anni vissuti insieme: è una ragazza favolosa, una grande professionista. Tiki Taka avrà ancora di più la libertà di potersi contaminare con tutto e con personaggi anche extra-calcistici, con storie che ci legano al mondo del calcio in maniera laterale. La domenica sera sarà più istituzionale, più tradizionale, per vedere i gol e le immagini. Quello che ci sarà in comune, sicuramente, è la ricerca di una sintesi tra leggerezza e competenza. Questo è il modo con cui cerchiamo di raccontare il calcio sempre, anche su Radio24 quando parlo di cucina con Oldani. La redazione Mediaset è assolutamente adatta per un ragionamento di questo tipo e il Mondiale l’ha dimostrato. Uno sarà un programma di immagini, di pagelle, di interviste e primi commenti sui risultati e l’altro sarà un appuntamento ancora più divertente e più libero.

La sfida con la Domenica Sportiva quanto la senti?

Abbiamo orari diversi, noi cominciamo la prima puntata alle 23.10 e poi vedremo in base alle fiction che ci precederanno. Io ho grande rispetto per la Domenica Sportiva e ho anche un’amicizia personale con Giorgia Cardinaletti e con molti degli opinionisti. Tante volte il pubblico da fuori può pensare che ci sia una rivalità, ma questo è un mondo in cui magari ci sono colleghi che lavorano per testate diverse e si vogliono bene. Lunga vita alla DS. Cercheremo di trovare un nostro stile, è chiaro, ma se alla fine dell’anno sarà cresciuta la quantità di persone che seguono il calcio la domenica sera io sarò un uomo felice. La corsa non è contro la DS, per cui faccio un grande in bocca al lupo a loro e anche a noi.

Quale elemento si differenzierà dalla Domenica Sportiva?

La DS ha una sua tradizione e una sua istituzionalità, oltre quarant’anni di storia, è un gigante della storia sportiva di questo Paese. Quando Mediaset ventisette anni fa iniziò a fare Pressing e Controcampo l’idea era quella di offrire una narrazione diversa, più leggera senza perdere credibilità. Il famoso ‘togliere la cravatta’ al calcio o all’informazione. In questo credo che ci faremo trovare pronti.

Oltre a lavorare a Mediaset sei anche commentatore e volto di Dazn: come si sta tra due fuochi?

Si sta sempre bene quando si può fare la telecronaca di grandi partite. Non vivo fuori dal mondo, so benissimo che su Dazn ci sono polemiche e qualche disservizio. La mia esperienza e quella di persone che conosco, in realtà, è migliore di quel che viene raccontato. Però i problemi devono essere risolti per consentire a tutti una fruizione adeguata di questo evento. Da un punto di vista editoriale e giornalistico, mi sembra che l’ambizione di Dazn sia interessante e fin qui riuscita col direttore Marco Foroni. Io mi trovo benissimo con l’interattività che mi consente di vedere più highlights quando voglio. L’altro giorno, ad esempio, ho visto gli hightlights dell’Atletico Madrid su un traghetto per Procida e in mezzo al mare prendeva bene; probabilmente sui grandi eventi c’è anche un problema complessivo infrastrutturale del nostro Paese. Mi auguro che tutto venga risolto. La squadra giornalistica mi piace, l’approccio smart pure, lavorare con Diletta Leotta è divertente e ho scoperto una grande seconda voce in Francesco Guidolin.

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1 Commento dei lettori »

1. federico ha scritto:

31 agosto 2018 alle 15:45

Non lo guarderò antipatico sto pierluigi pardo. Ma a sport mediaset hanno solo lui? Mi piaceva la conduzione della Rossi..o anche la Calcagno andava bene…non trovo giusto che deve fare sempre tutto lui.

Pressing sarà come Tiki taka si butterà tutto in caciara e moine.



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