22
giugno

Achille Lauro e Boss Doms a DM: «Pour L’Amour è un disco samba-trap. Lo abbiamo creato tra 10 chili di marijuana e microdosing di ogni tipo di droga» – Video

Achille Lauro e Boss Doms

Marijuana a chili e samba-trap. Sonorità latinoamericane e ritmi martellanti. E’ un mix insolito, all’insegna della sperimentazione, quello che Achille Lauro ha inserito nel suo nuovo e quarto album, Pour L’Amour, prodotto assieme a Boss Doms e distribuito a partire da oggi – 22 giugno – da Sony Music Italy. I due artisti, noti al pubblico televisivo per essere stati ‘I Compositori’ di Pechino Express 2017, nel loro disco hanno assemblato 14 tracce (10 sono gli inediti) che hanno come filo conduttore proprio l’amore, declinato in varie sfumature e con metafore volutamente ambigue. Per Lauro De Marinis, che abbiamo incontrato a Milano assieme all’inseparabile producer Edoardo Manozzi, questa è la continuazione di un percorso: l’artista romano – possiamo anticiparvi – tornerà presto anche in tv, con un impegno legato al ‘Fattore X’.

Ragazzi, avete definito il vostro nuovo disco “futuristico” e pieno di contaminazioni. Diteci qualcosa in più…

Achille Lauro – È un disco dove non si possono trovare brani uguali, come avvenuto nei nostri precedenti album, che sono diversi tra loro. Noi abbiamo come punto di forza la sperimentazione, la nostra carriera è basata sullo stupire l’ascoltatore, sull’innovazione, perché non ci piace la monotonia. Non penso che un pittore voglia dipingere tutta la vita lo stesso quadro, quindi proviamo, sperimentiamo, fondiamo generi, prendiamo spunto un po’ dal vecchio un po’ dal nuovo. Quest’anno dopo aver portato la trap in Italia l’abbiamo ‘upgradata’ fondendo suoni latini e samba.

C’è un brano che ritenete più forte in questo disco?

Boss Doms – Ce ne sono vari, direi. Sicuramente quelli che rappresentano di più un nostro certo tipo di mood sono Angelo blu e Penelope, che sono tracce che si rifanno ad un nostro sound classico anche se puntano comunque a qualcosa di nuovo. La cosa più nuova è la samba-trap per noi.

C’è un nuovo brano – Bulgari – che si ispira al mondo dei Casamonica. Come mai proprio questa scelta?

Achille Lauro – Dopo Suburra e le varie fiction c’è un immaginario comune attorno a questa realtà. Quando ho scritto il brano volevo solamente raccontare un mondo sfarzoso, un lusso esagerato, qualcosa che riguardasse anche me da vicino, perché sono di Roma, e che fosse accaduto realmente, come le rose dall’elicottero.

E’ un mondo che vi interessa?

Achille Lauro – Noi che veniamo dal nulla, da una parte siamo atterrati in questo mondo lussuoso, nel sogno di diventare ricchi sfondati. Il nostro presente, piano piano, è quello.

Per realizzare questo disco avete detto che vi siete chiusi per giorni in una villa sfarzosa: cosa succedeva là dentro?

Boss Doms – E’ successo di tutto. C’erano dieci chili di marijuana, c’era gente che faceva microdosing di ogni tipo di droga ogni mattina per rimanere lucida e fatta allo stesso tempo. Era un villaggetto, perché era composto da tanti piccoli stabili e al loro interno abbiamo creato degli studi.

Achille Lauro – C’erano venti musicisti professionisti, chitarristi, bassisti, batteristi, cantanti. Per noi era come essere nel 1969, abbiamo riprodotto un modo di fare musica di quei tempi, che non significa entrare in uno studio, pagare 50 euro e registrare su una base scaricata da Youtube, ma è stare tutti insieme senza interessarsi di quello che va di moda. Quello che andrà di moda lo decidiamo noi.

Si può dire che la droga ha ispirato questo disco?

Achille Lauro – Certo.

Boss Doms – La droga ha ispirato un sacco di dischi nella storia della musica e anche nella nostra storia. Non è l’unica fonte di ispirazione ma diciamo che ha un bel ruolo.

Come giudicate la vostra esperienza televisiva a Pechino Express?

Boss Doms – E’ stata una bella esperienza, ha segnato i ricordi. Vedere una civiltà come quella asiatica e viverla come l’abbiamo vissuta noi è stato entrare veramente nelle case delle gente povera, perché quella benestante ci guardava e scappava: eravamo due pazzi con le treccine e i tatuaggi in faccia.

Achille Lauro – E’ stato uno dei viaggi più belli della mia vita, al di là della trasmissione tv che è un format e un gioco. Non è come il viaggio classico che affrontano le persone nel villaggio turistico, ma è proprio uno stare a contatto con le persone, confrontarsi e mangiare con loro, non avere soldi. Io, se potessi, vivrei così.

Lauro, è possibile che ti rivedremo in tv?

Achille Lauro – E’ possibile ma non posso svelare dove, siamo stati invitati da tante parti. Per me la tv è una figata, non ho niente contro la tv o i programmi come Pechino.

Nei talent si è discusso tanto sull’utilizzo dell’autotune. Voi cosa ne pensate?

Bos Doms – Noi utilizziamo l’autotune solo come effetto stilistico, non come necessità per avere un certo tipo di intonazione. L’autotune ha un suono particolare, e tu lo vuoi usare per quello ok, se lo usi perché hai delle pecche a livello canoro, quello è un altro paio di maniche e non è il caso nostro.

Achille Lauro – Sono d’accordissimo. Nel nostro album ci sono brani che non hanno l’utilizzo di autotune, come Penelope e Angelo Blu, e altri che ce l’hanno perché a noi piace quel suono. Non riesco a capire perché le persone vedano strana questa cosa, perché in realtà è sempre esistito il vocoder e sono semplicemente effetti che si mettono sulla voce per dare un tipo di suono più che per correggere.

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1 Commento dei lettori »

1. Ale88 ha scritto:

22 giugno 2018 alle 16:18

E vantiamocene!!



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