8
marzo

Alexandre Bourdeaux (Best Bakery) a DM: «Io, il Gordon Ramsay della pasticceria? No, molto meglio!»

Alexandre Bourdeaux

Alexandre Bourdeaux

Pasticcere e cioccolatiere di fama, Alexandre Bourdeaux ha accettato la sfida di Tv8 che l’ha scelto come protagonista, assieme a Paco Torreblanca (qui la nostra intervista), di Best Bakery – La Migliore Pasticceria d’Italia, viaggio tra le golosità dello Stivale in onda da lunedì 12 marzo alle 18.30. 42 anni, belga, Alexandre nel suo percorso di formazione ha toccato diversi Paesi del mondo, tra cui, per citarne alcuni, l’Italia – dove è rimasto per 3 anni e mezzo – l’Egitto, il Giappone, l’America e l’Inghilterra. Dopo aver lavorato per diverse aziende, già da qualche anno ha deciso di mettersi in proprio svolgendo attività di consulenza, in pasticceria e cioccolateria, in tutto il mondo. Ora il debutto in tv. DavideMaggio.it l’ha incontrato nel laboratorio di Paco Torreblanca, nei pressi di Alicante.

Cos’è per te la pasticceria?

E’ il mio mestiere, la mia passione. Spendo tantissimo tempo in ricerca e sviluppo. E’ il modo in cui riesco ad esprimermi al meglio.

Com’è stato il passaggio in tv?

Sono stato chiamato perchè ritengono che sia un esperto. Per me è un’esperienza interessante perchè vado all’interno di una pasticceria a giudicare proprio il loro prodotto. Imparo anche un sacco perchè penso di non conoscere tutti i prodotti italiani. Quindi è interessante per me e per gli altri perchè riesco a giudicare e dare consigli.

Cos’è che ha imparato?

Quando parliamo di pasticceria tradizionale italiana non è che conosco tutto. Ad esempio le chiacchiere, anche se le conoscevo, non sapevo come si facessero così buone, con l’olio giusto; è stata una scoperta, alcuni prodotti che pensavo di conoscere ho visto che li preparano o li cuociono in un altro modo. Questo è interessante, si impara ogni giorno ed è il bello del nostro mestiere.

La cosa più buona che hai assaggiato?

Penso a Milano, le chiacchiere da Namura, una cosa eccezionale.

Tu non fai più il pasticcere ma gestisci una società di consulenza.

Sì ho la mia società di consulenza e giro in tutto il mondo a dare la mia esperienza, nel mondo della pasticceria nonché del cioccolato.

Come mai questa scelta?

Io ho lavorato per anni per altri, alla fine sono arrivato in una grandissima azienda di cioccolato. Ad un certo momento hai bisogno di creare la tua, io non ho deciso di aprire un mio negozio perchè non mi interessava più di tanto. Sono un amante del condividere, mi piace tramandare il mio sapere, insegnare, aiutare; per questo ho deciso due anni fa di aprire la mia società di consulenza.

Sei allora il Gordon Ramsay della pasticceria?

Noo, molto meglio (ride)! No, assolutamente no, non sono pretenzioso a tal punto. Penso che se la gente mi chiama riconosce le mie qualità e ovunque io vada provo a fare il massimo per aiutare, cioè per ottenere un prodotto migliore rispetto a quello che hanno.

Hai lavorato anche in un hotel di lusso a Milano. Qual è stata la richiesta più assurda che ti hanno fatto?

Le storie più assurde e allucinanti sono quelle che riguardano i vip. Arrivano in 50-60 persone e all’ultimo momento ti chiedono delle cose impossibili da realizzare con una determinata tempistica. Ma loro sono vip e devi accontentarli. Ad esempio chiedono un buffet che comprende delle fontane di cioccolato particolari e lo chiedono all’ultimo momento perchè si sono ricordati che è il compleanno di un membro della troupe e vogliono fare scena.

Un personaggio che hai accontentato stupendolo?

Bon Jovi, un grande cantante e chitarrista. Per lui ho fatto una chitarra di zucchero.

Non ti manca il lavoro da cioccolatiere?

Io lo faccio ancora, quando insegno lavoro la materia prima. Non sono tutti i giorni in laboratorio, quello sì. Adesso ho messo a punto un software per bilanciare delle ricette e questo permette di aiutare la gente a migliorarle.

Conosci Ernst Knam?

Molto bene, un grande amico.

Tra le tue esperienze formative c’è stato anche uno stage con una persona che hai ritrovato a Best Bakery…

E’ successo 10 anni fa quando ho incontrato Paco Torreblanca in una fiera, per me lui è sempre stato un grande pasticcere. Gli ho chiesto allora di poter andare a lavorare per una volta dentro la sua azienda. Lui è stato super disponibile e ha invitato anche la mia famiglia. Non è che sono venuto solo a lavorare, lui mi ha accolto a casa sua, con mia moglie e i miei bambini. E sono rimasto un mese, alla fine mi ha detto: “torna quando vuoi”.

E ora sei tornato.

(Arriva Paco) Numero uno (dice Alexandre indicandolo).

Com’è stato lavorare insieme?

Per me, per noi, un’esperienza bellissima. Girare tutta l’Italia dove c’è una grande cultura della pasticceria, con un grandissimo pasticcere come Paco, ha voluto dire imparare, divertirsi, e stancarsi!

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