21
marzo

Parliamone Sabato, quando in Rai hanno le idee chiare. Maggioni: “E’ saltata la catena di controllo”. Campo Dall’Orto: “Ogni passaggio (della catena di controllo) è stato rispettato”

campo dall'orto

Antonio Campo dall'Orto

Sembrava un sabato qualunque e invece ha scatenato una bufera. Dopo la chiusura di Parliamone Sabato e le dichiarazioni di ieri a margine dell’accaduto, il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto torna a difendere la decisione di cancellare il programma a causa di quell’elenco con i motivi per scegliere le donne dell’Est.

Rispetto alle frasi pronunciate ieri pomeriggio, in cui ha preferito sorvolare sullo scivolone, intervistato da La Stampa, chiarisce questo punto, pur continuando a sollevarsi da qualsiasi responsabilità diretta:

Chi doveva controllare evidentemente ha sbagliato. [...] Ho ripercorso tutta la catena di controllo e purtroppo ogni passaggio è stato rispettato. Ma se vogliamo è ancora più grave, perchè chi doveva controllare ha dato via libera”.

Da notare, come la presidente della Rai, Monica Maggioni, non sia proprio dello stesso avviso e al contrario dichiari a Repubblica:

In questo caso è saltata la catena di controllo, tra autori e capostruttura. È arrivato il momento di guardarci in faccia per capire come sia potuto succedere e cosa non abbia funzionato nella rete.”

Il DG Rai, invece, allunga la lista delle giustificazioni trasformandole in questioni di principio, e continuando a trascurare la questione centrale dell’assunzione di responsabilità:

“Io credo molto nel principio di responsabilità e nella delega. Ma per funzionare in un’azienda come la nostra, che è a contatto con il pubblico, questi due principi devono poggiare su una cultura forte e condivisa. Un errore lo possiamo fare tutti. Ma sabato è successa una cosa enorme: se si arriva a rompere il patto di fiducia con i telespettatori e a dare una rappresentazione completamente inaccettabile delle donne, significa che nessun campanello d’allarme è suonato. Per questo il programma è stato cancellato“.

Sulla scia degli eventi, il DG Rai coglie la palla al balzo e approfitta per rimarcare come sia in atto un vero e proprio ripensamento del daytime di Rai1, sul modello di Uno Mattina che saprebbe unire contenuti di qualità, giornalismo e l’infotainment più leggero:

“È da mesi che lavoriamo per cambiare i contenuti del daytime [...] Solo per fare un paio di esempi, abbiamo tolto la cronaca nera dalla domenica pomeriggio, per evitare di scadere nel sensazionalismo e abbiamo investito molto nella divulgazione culturale, con esempi quali la prima della Scala in diretta su Rai1, oppure Fuocammare in prima visione su Rai3. Adesso ripensiamo tutti i contenitori“.

Esempi alquanto deboli, visto che Rai1 rimane infarcita di cronaca nera che peraltro non aveva mai poi contraddistinto la domenica pomeriggio mentre la prima della Scala storicamente è sempre stata ad appannaggio di Rai1, sino a quando in tempi recenti, complici gli ascolti non eccezionali e la necessità di rafforzare Rai5, si è scelto di trasferirla sul canale culturale. Su Fuocoammare, invece, perchè non avrebbero dovuto trasmettere un contenuto così pregiato e premiato?

La chiusura della lunga intervista è dedicata al ruolo dei manager esterni, come in questo caso Lucio Presta, compagno della conduttrice Paola Perego, e alla loro ingerenza nell’azienda pubblica:

“La verità è che quanto più un’azienda ha le idee chiare sulla sua mission, tanto più è indipendente da figure esterne di questo tipo. I manager come Presta ci sono in tutte le tv del mondo, fanno il loro mestiere, ma sei tu azienda che devi avere la forza per decidere in maniera autonoma senza sottostare alle pressioni”.

Utilizza meno giri di parole, la presidente Maggioni, la quale, andando dritta alla questione, parla di errore folle e inaccettabile e dichiara dalle pagine di Repubblica:

“Il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere. E’ un’idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico. Non posso pensare che trenta minuti su una questione del genere siano stati pagati col canone”.

Poi, anche in qui in maniera più decisa e meno sottile rispetto a Campo Dall’Orto, sulle intrusioni degli agenti esterni, ammette:

“E’ venuto il momento di riflettere a più ampio spettro su chi siano le persone con cui noi costruiamo la televisione pubblica. A questo mondo nessuno è intoccabile e nessuno è da criminalizzare a priori. Ma ognuno è responsabile di quello che fa, dice o produce”.



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5 Commenti dei lettori »

1. Enrick81 ha scritto:

21 marzo 2017 alle 15:51

E con queste dichiarazioni possono dire addio a bonolis che giovedì in conferenza stampa attaccherà insieme a presta la triade maggioni, cdo e fabiano



2. controcorrente ha scritto:

21 marzo 2017 alle 18:51

@Enrick81… sta’ tranquillo che Bonolis prima di concludere sta aspettando che si chiarisca la vicenda del tetto ai compensi.. e poi non è che per avere Bonolis.. si puo’ permettere a Presta e moglie di far quel che vogliono..



3. Ivan ha scritto:

23 marzo 2017 alle 15:29

Una televisione pubblica dovrebbe essere innanzitutto al servizio dei cittadini Italiani che pagano il Canone RAI.
Purtroppo, ancora in RAI comandano sempre le stesse persone, a nostre spese, ed è giusto che ci sia un limite e quando si va oltre, come l’”intelligente” salottino della Perego nel parlare che sono migliori le straniere delle Italiane per i motivi della tabella…, TUTTI A CASA!
Altra cosa che la RAI non dovrebbe più fare è pubblicizzare a Made in Sud il Boss delle Cerimonie ed il Ristorante di famiglia, nonostante sia morto lo scorso anno, dando l’impressione alla gente che è un “santo” e che comanda le feste anche in Paradiso?? A parte che è risaputo di numero due interrogazioni parlamentari, una condanna per associazione camorristica, la possibilità ai giornalisti di associare la parola Camorra al Ristorante di famiglia ed una causa di abuso edilizio del ristorante in questione, e nonostante ciò fanno finta di niente e continuano a mandarlo ancora in onda in RAI!
Chi ha deciso di mandarlo ancora in onda? E’ evidente che non è stato un omaggio di una puntata come era stato pensato da molti, ma vogliono continuare per tutte le puntate perché non hanno idee e per la felicità della famiglia che ottiene ulteriore pubblicità al ristorante su una rete STATALE.
Veramente mi fanno ridere quando parlano di Borsellino e Falcone in RAI e poi danno importanza a certi personaggi che hanno avuto a che fare con la Giustizia.
Ci aspettiamo adesso dalla RAI anche un provvedimento a Made in Sud cancellando quella imitazione/personaggio, che tra l’altro non fa nemmeno ridere.



4. beppe ha scritto:

23 marzo 2017 alle 16:07

Quindi anche Campo dall’Orto e Maggioni dovrebbero essere licenziati in tronco…seguendo la logica!!



5. Fra X ha scritto:

24 marzo 2017 alle 15:41

Mamma mia! Manco avessero detto che un mafioso è un eroe! Ah, quello l’ ha detto il nostro premier qualche anno fa senza che succedesse alcunché! Bleah!

“Veramente mi fanno ridere quando parlano di Borsellino e Falcone in RAI e poi danno importanza a certi personaggi che hanno avuto a che fare con la Giustizia.”

Prenderanno esempio dai nostri politici! XD



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