22
febbraio

#Cartabianca: un mix equilibrato e senza applausi. Berlinguer si prende la rivincita

Bianca Berlinguer, #Cartabianca.

Rai3 ha alzato bandiera Bianca. Berlinguer, si intende. Ieri la giornalista si è presa una rivincita e ha debuttato in prime time con la versione serale del suo #Cartabianca, dimostrando di saper mettere in piedi un approfondimento ben articolato e, per quanto possibile, diverso dal tradizionale modello di talk. Non parliamo certo di rivoluzione del genere, ma un piccolo sforzo in tal senso lo si è comunque notato. E pensare che, dopo l’addio forzato al Tg3, l’ex ‘zarina’ sembrava destinata a doversi fare progressivamente da parte.

La giornalista ha scelto di aprire il nuovo appuntamento serale in tono auto-ironico, dialogando con una finta Daria Bignardi imitata da Gabriella Germani (guarda il video). Scelta spiazzante, dunque apprezzata. Di seguito, però, la trasmissione è tornata sui binari canonici dell’approfondimento politico con le interviste a Luigi Di Maio e Massimo D’Alema. La conduttrice è riuscita a tenere alto il ritmo della conversazione, riservando anche qualche graffio agli interlocutori.

Certo, non escludiamo che qualche telespettatore si sia appisolato ascoltando le ennesime speculazioni sulle beghe interne al Pd. L’effetto narcolessia, tipico di certi talk show, a #Cartabianca è stato però evitato grazie ad un saggio bilanciamento tra discussioni, servizi giornalistici e momenti ironici, con le incursioni di Gabriele Corsi e della già citata imitatrice Germani. Da segnalare la (quasi) totale assenza di applausi da parte del pubblico in studio: un segno di discontinuità e di smarcamento rispetto al competitor diMartedì, dove invece i battimani abbondano.

Assenti anche le grandi ammucchiate e le liti tra gli ospiti, rimpiazzati da interviste singole o da confronti a due (nel faccia a faccia tra Landini e Martinetti di Grom ci saremmo aspettati più tensione, però) . In compenso, la trasmissione ha adottato un curioso sondaggio in diretta per captare il ’sentiment’ sui temi affrontati: idea da non sottovalutare nelle sue potenzialità. Il risultato è stato un mix scorrevole, da rodare ancora in qualche suo ingranaggio.

La conduttrice, ad esempio, buttava troppo spesso l’occhio verso gli autori e gli assistenti di studio: un tic probabilmente dovuto proprio alla circostanza del debutto. Bene l’intervista finale con un personaggio dello spettacolo: ieri è toccato ad Fiorella Mannoia. La chiacchierata, però, poteva essere gestita con più originalità. Da un programma che si chiama #Cartabianca, del resto, ci si aspetta meno copione e più spontaneità. La stessa che la giornalista si è concessa sul finale, scherzando così: “Mi ero riproposta di sforare per avere le proteste di Mannoni“.

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2 Commenti dei lettori »

1. Michele ha scritto:

22 febbraio 2017 alle 12:13

Non ho seguito per intero la puntata, ma l’impressione è stata quella di un programma meticolosamente curato, elegante, pacato. Pienamente rappresentativo dello stile della conduttrice.

E come avete giustamente notato, senza quegli odiosissimi applausi a comando ogni 60 secondi.

P.S. Fa sempre piacere rivedere in TV la bravissima (e forse mai pienamente valorizzata) Gabriella Germani.



2. benito ha scritto:

23 maggio 2017 alle 18:08

ti sei messa il nome giusto



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