12
gennaio

MUSIC: BONOLIS MATTATORE IN UN SENSO DELLA VITA DELLE SETTE NOTE

John Travolta e Paolo Bonolis - Music

John Travolta e Paolo Bonolis - Music

Quando Paolo Bonolis e Giancarlo Scheri, solo due giorni fa, annunciavano che si sarebbe parlato di un ritorno de Il Senso Della Vita, non potevamo certo immaginare che quel ritorno si materializzasse dopo soli due giorni, e precisamente sul palco di Music, il nuovo show che ieri sera ha impreziosito il prime time di Canale 5 con un’invidiabile passerella di ospiti.

Il concept è abbastanza chiaro e soprattutto, a differenza di altri recenti show che hanno preso vita nel Teatro 5 di Cinecittà, è molto forte: scoprire le canzoni della vita degli interpreti che la nostra vita l’hanno segnata coi loro brani. C’erano diversi modi per perseguire l’obiettivo, e quello scelto ieri sera ha ricalcato, ovviamente, la forte impronta identitaria del padrone di casa, che è riuscito ancora una volta a mescolare l’alto e il basso, tenendo le fila di un discorso narrativo mai banale. Per sei minuti di Beethoven c’è un aneddoto sulle parti intime di Agnelli, per ogni John Miles c’è una Elisa che fa le imitazioni, per una cover di Leonard Cohen c’è anche un idolo delle teenager. Tutto è misurato e calibrato, e si viaggia sicuri e spediti, senza sconfinare mai nell’omelia televisiva o, al contrario, nel trash più spinto.

Il primo punto di forza di Music è proprio colui che tesse le fila, Paolo Bonolis: lo show è cucito addosso al conduttore romano, e forse senza lui sarebbe uno sterile susseguirsi di artisti. Il conduttore si divincola tra momenti di cazzeggio e profondità con una scioltezza che non risulta mai fastidiosa, ma che anzi tiene alta l’attenzione in un prodotto che spesso rischia di sfuggire dalle mani, vuoi per lunghezza dei talk, vuoi per certe suggestioni musicali che non sono immediatamente comprensibili ai più.

È proprio nei momenti delle interviste che esce fuori Il Senso Della Vita che ha animato Bonolis fino al 2011: il coraggio di trattare temi profondi e intensi, magari smorzandoli con una battuta in romanaccio, ma arrivando a toccare corde che non sono proprio il piatto forte delle prime serate di intrattenimento puro di una tv commerciale.

Se prima della messa in onda serpeggiavano voci riguardo la volontà di far diventare Music il Sanremo di Cologno Monzese, è abbastanza chiaro che si tratti di due prodotti profondamente differenti. Se proprio si vuole trovare un punto di contatto è che Music può sembrare una versione ‘geneticamente modificata’ della serata delle cover, ma niente di più. I tempi sono infinitamente più dilatati e il racconto – complice l’assenza della gara – rilassato e rilassante. Di ’Sanremese’ c’è soltanto una produzione ‘delle grandi occasioni’, dal punto di vista scenografico e coreografico. Anche la messa in scena delle interviste – che solitamente si compone di due sedie anonime – diventa mezzo drammaturgico del racconto: un tinello improvvisato, un salotto con tanto di poltrone in pelle, e le scalette, utilizzate per la chiacchiera ‘giovane’.

A subire un ridimensionamento anche il gioco delle parti con Luca Laurenti, che è diverso dal solito: oltre le normali ‘schermaglie’ tra i due, gli interventi della spalla sono minori, e forse per la prima volta ‘paritari’, a riprova del clima da ‘grande evento’ che si è voluto conferire allo show (che per amor di dettaglio però non traspare dal look di Bonolis).

Se proprio una criticità si vuole trovare però, sta nella lunghezza delle interviste: qualitativamente valide, peculiarità che Bonolis aveva già dimostrato mentre si destreggiava tra gli ospiti nei suoi Sanremo, ma spesso esageratemente lunghe, soprattutto la prima. La chiacchierata con Simon Le Bon piazzata in apertura di puntata ha restituito un’impressione iniziale sbagliata sulle intenzioni del programma e ha messo in secondo piano quella che (come segnalato dal titolo) era la vera protagonista dello show, ovvero la musica. Un maggiore ritmo nell’alternanza degli interventi non farebbe male alla frazione complessiva dello spettacolo che però resta uno degli esperimenti più godibili degli ultimi mesi, e finalmente una dimostrazione di coraggio da parte del Biscione.

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10 Commenti dei lettori »

1. Mauro ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 08:37

Sono finito sul 5 “per sbaglio” e mi sono soffermato nel vedere Simon Le Bon e da lì l’ho seguito fino alla fine. Gran bel programma. Gran mattatore Bonolis sì!



2. giacomo bartoluccio ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 09:32

Critica troppo benevola, io l’ho trovato noisetto, il senso della vita applicato alla musica e ai suoi personaggi. Non trovo molto originalità nell’idea. Poi quando la forza del programma è il conduttore, ciò denota la pochezza e la debolezza del format. Mi è sembrato un Roxy bar in versione sfarzosa e moderna…Però apprezzabile il tentativo di ideare senza comprare format dall’estero.



3. iole ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 09:40

tra poco a seconda dell’ascolto diremo che è un flop o un grande successo…
diciamo: finalmente qualcosa di diverso in tv



4. Nina ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 09:53

Goduria l’esibizione dei Kolors.



5. vale ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 10:42

Niente di nuovo. Televisione anni ‘90 abbastanza noiosa.



6. FedEx ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 11:28

Concordo pienamente con l’articolo. Hanno sbagliato a mettere Le Bon come primo ospite: mi ha provocato qualche sbadiglio di troppo e soprattutto la voglia di cambiare canale.
Poi per fortuna é migliorata la situazione…



7. lorenzo ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 13:24

Programma bellissimo , unica pecca (ma perché per me sono l’antitodo alla tristezza) la poca interazione tra Bonolis e Laurenti .. Poche gag e interazioni tra loro. Bravissimi comunque (seppur diversi) entrambi! Bonolis per me e’ il miglior conduttore maschile della televisione italiana.



8. luigina ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 16:00

spettacolo molto molto noioso e stressante: da bonolis mi sarei aspettata di piu



9. Rosella Parma ha scritto:

12 gennaio 2017 alle 16:32

Interviste un po’ troppo lunghe, per il resto ottimo spettacolo. TheKolors/DePiscopo, SIM Le Bon, Ezio Bosso i momenti più adrenalinici ed emozionanti. Bonolis sempre bravo.



10. Nik ha scritto:

19 gennaio 2017 alle 03:23

Ma k sciffo IL will tell you in English because I’m from the USA
Who is ana Anastacia do be honored?
And some of those italian singers are not of the same quality that should be there . The Italian legends they should be talking about are Umberto tozzi Morandi Celentano Pupo Toto Cutugno Albano I pooh what a joke to the North American Italians. If it wasn’t for those singers I mentioned I wouldn’t listen to Italian music . This show worse than the politics of Sanremo .



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