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FRANCESCO IL PAPA DELLA GENTE, PIERSILVIO BERLUSCONI: “A NETFLIX L’ESCLUSIVA MONDIALE (ECCETTO L’EUROPA)”. E SU VIVENDI… (VIDEO)

Piersilvio Berlusconi e Pietro Valsecchi

Piersilvio Berlusconi e Pietro Valsecchi

Non è scontato che una tv commerciale faccia operazioni di questo tipo“. E’ orgoglioso il direttore di Canale5, Giancarlo Scheri. E ne ha le ragioni: Francesco, il Papa della gente è infatti una produzione destinata non solo al pubblico della sua rete (che la vedrà in prime time il 7 e l’8 dicembre prossimi) ma anche alla platea internazionale. La fiction su Jorge Mario Bergoglio, presentata stamane alla stampa a Milano, verrà proposta in quaranta Paesi nella sua versione filmica, mentre Netflix ne ha già acquistato l’esclusiva per il mondo (eccetto l’Europa). Per Mediaset si è trattato di un investimento significativo: 15 milioni di dollari, come spiegato da Alessandro Salem, direttore dei contenuti del Biscione.

Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto dopo l’elezione del Pontefice. Questa è stata un’occasione importante per realizzare un contenuto con chiara vocazione internazionale” ha spiegato Salem ai cronisti.

La fiction racconta la storia di Bergoglio prima della sua elezione al Soglio di Pietro, a cominciare dalla sua vocazione maturata in Argentina negli anni difficili della dittatura militare. Una storia intensa e a molti sconosciuta, che ha sin da subito interessato Pietro Valsecchi. “Fare un film sul Papa non è una cosa semplice. Ci vuole incoscienza e coraggio” ha dichiarato il produttore, che si è recato in Argentina assieme al regista Daniele Lucchetti per raccogliere testimonianze ed incontrare vecchi conoscenti del futuro Pontefice.

Il rischio era quello di fare un santino e proprio per questo ho cercato di evitarlo, mettendomi sulle tracce di un uomo – Bergoglio – per capire come mai lui oggi è così e raccontare attraverso quali inferni è passato, a partire dalla dittatura” ha spiegato Lucchetti, che ha avuto l’opportunità di proiettare la pellicola in Vaticano, davanti ad una platea di indigenti e di religiosi. “E’ stato più emozionante del Festival di Cannes“.

Questa fiction, ha aggiunto Scheri, “è un grande regalo al nostro pubblico. Una programmazione come la nostra non può non avere prodotto di impegno civile e sociale“.

Alla presentazione della fiction ha preso parte anche il vice Presidente di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, che, dopo aver espresso la sua soddisfazione per il prodotto, si è soffermato sull’interessamento di Netflix all’acquisizione dei diritti mondiali (ad eccezione dell’Europa).

Mediaset è veramente orgogliosa di questo film. E non solo perchè siamo arrivati per primi su questo grande Papa e uomo. (…) E’ ovvio che Netflix ci ha chiesto di comprare questo prodotto per tutto il mondo per quanto riguarda i diritti di streaming. La cosa ci ha onorato perché paliamo di un’azienda enorme che ha milioni di abbonati. Abbiamo tenuto i diritti per l’Europa perché ci sembrava un ottimo contributo iniziale a quello che doveva essere il nostro progetto di piattaforma paneuropea di ott che derivava dall’accordo con Vivendi. L’accordo è saltato quindi ad oggi i diritti per l’Europa magari li daremo alla stessa Netflix” ha detto Berlusconi.

E proprio sul mancato accordo con i francesi, il top manager del Biscione ha speso parole chiarissime.

Abbiamo subito un torto assoluto. Questo accordo era stato negoziato per quattro mesi, è stato portato avanti con decisione, dato che c’è stato un interim management di Premium per circa altri quattro mesi. Si parla sempre di Premium ma l’accordo era molto più ampio. Premium era un pezzettino ma c’era anche la creazione di una piattaforma paneuropea – nostra idea – che era piaciuta da impazzire e che aveva un senso e pure un accordo sulla produzione, distribuzione e vendita di contenuti internazionali (…) I motivi di Vivendi ci sfuggono completamente“.



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