Pietro Valsecchi



14
febbraio

Taodue annuncia ‘La Valanga’, fiction su Rigopiano

Hotel Rigopiano

Hotel Rigopiano dall'alto

Il dramma di Rigopiano diventa una fiction. Mentre i riflettori erano tutti puntati sul Festival di Sanremo, la scorsa settimana, l’AD di Taodue, Pietro Valsecchi ha annunciato ‘La valanga’, una miniserie dedicata alla tragedia dell’albergo travolto da una slavina, meno di un mese fa. Sono previste 4 puntate da 50 minuti, gli sceneggiatori hanno già iniziato a scrivere e le riprese cominceranno nel mese di settembre. La messa in onda è invece prevista per gennaio 2018, a un anno esatto di distanza dall’accaduto.




1
dicembre

FRANCESCO IL PAPA DELLA GENTE, PIERSILVIO BERLUSCONI: “A NETFLIX L’ESCLUSIVA MONDIALE (ECCETTO L’EUROPA)”. E SU VIVENDI… (VIDEO)

Piersilvio Berlusconi e Pietro Valsecchi

Piersilvio Berlusconi e Pietro Valsecchi

Non è scontato che una tv commerciale faccia operazioni di questo tipo“. E’ orgoglioso il direttore di Canale5, Giancarlo Scheri. E ne ha le ragioni: Francesco, il Papa della gente è infatti una produzione destinata non solo al pubblico della sua rete (che la vedrà in prime time il 7 e l’8 dicembre prossimi) ma anche alla platea internazionale. La fiction su Jorge Mario Bergoglio, presentata stamane alla stampa a Milano, verrà proposta in quaranta Paesi nella sua versione filmica, mentre Netflix ne ha già acquistato l’esclusiva per il mondo (eccetto l’Europa). Per Mediaset si è trattato di un investimento significativo: 15 milioni di dollari, come spiegato da Alessandro Salem, direttore dei contenuti del Biscione.


16
novembre

SOLO: ANTICIPAZIONI TERZA PUNTATA DI MERCOLEDI 23 NOVEMBRE 2016

Solo

Dopo l’inaspettato ed improvviso addio a Squadra Antimafia, e in attesa dell’arrivo in video del suo spin off Rosy Abate – La Serie, Taodue si concentra su Solo, la fiction con l’ex questore Calcaterra, Marco Bocci. Ed è una fiction in cui crede molto, stando a quanto dichiarato da Pietro Valsecchi all’indomani dell’esordio.





12
novembre

SQUADRA ANTIMAFIA SI CHIUDE CON DE SILVA NUOVO BOSS E TANTI DUBBI SULLA MORTE DI ROSY ABATE

Squadra Antimafia

Forse i suoi fedelissimi spettatori non si sarebbero mai aspettati un epilogo così. Perlomeno, non avrebbero immaginato di dover assistere al finale dell’ottava stagione di Squadra Antimafia con l’amara consapevolezza di un suo non ritorno per un capitolo successivo. A motivare la decisione di Mediaset di dire addio alla serie, gli ascolti insoddisfacenti di quest’ultimo ciclo di puntate, che è terminato raccogliendo davanti al video 3.084.000 spettatori (pari al 13% di share). Minimo storico, se confrontato con i precedenti finali di stagione, senz’altro connesso sia allo spostamento palinsestuale (dal prime time del giovedì a quello del venerdì sera) sia al cambiamento della squadra di interpreti principali, quasi interamente rivoluzionata e in difficoltà nel ritrovare la fidelizzazione creatasi attorno agli amati Rosy Abate (Giulia Michelini) e Domenico Calcaterra (Marco Bocci).


5
ottobre

SQUADRA MOBILE, TAODUE INSISTE MA CAMBIA ROTTA: LA SECONDA STAGIONE INCENTRATA SU MAFIA CAPITALE

Squadra Mobile 2 - Giorgio Tirabassi ed Alexis Sweet

Errare è umano, perseverare è diabolico. E Taodue deve aver fatto di Lucifero il suo guru, se nonostante i tiepidi risultati di Squadra Mobile ha appena avviato in quel di Roma le riprese della seconda stagione.





12
maggio

LE PAGELLE DELLA SETTIMANA TV (4-10/05/2015). PROMOSSI BEVILACQUA E BEAUTIFUL, BOCCIATI FABIO E MINGO E LE “CONFESSIONI SHOCK” DEI VIP

Beautiful

Promossi

9 ad Osvaldo Bevilacqua. Il rosso conduttore di Rai2 entra nel Guiness dei Primati con la sua trasmissione più che trentennale Sereno Variabile. Un riconoscimento che va di pari passo con gli ottimi ascolti, passati quasi in sordina, registrati ogni settimana dall’appuntamento itinerante.

8 alle 7.000 puntate di Beautiful. 28 anni, 84 matrimoni, 10 trasferte nel mondo, 15 nascite, 18 morti, 3 “resurrezioni” e tante storie “ai confini della realtà”, tutto questo è Beautiful… La soap è arrivata a spegnere il fatidico traguardo delle 7.000 candeline, festeggiate con uno speciale che ne ha ripercorso la storia e l’incredibile successo mondiale.

7 al comprensibile sfogo di Marco Columbro che lamenta di esser stato accantonato dalla tv dopo la malattia che l’ha colpito. Peccato, è come se Mediaset – vedi anche Lorella Cuccarini – avesse un po’ rinnegato i suoi rampanti anni 90.

6 a Tutti Pazzi per Amore. Per le avventure canterine di Solfrizzi e Liskova, che non avranno un seguito, la consolazione di approdare in Cina.

Bocciati


8
maggio

PIETRO VALSECCHI, MA UN PO’ DI AUTOCRITICA MAI?

Pietro Valsecchi

La stagione televisiva sta per concludersi e non è stata delle migliori per la fiction Mediaset, che ha collezionato risultati tiepidi con offerte che non hanno entusiasmato il pubblico. La sperimentazione e i nuovi linguaggi che il Biscione ha tentato di portare – per esempio la messa in scena del thriller psicologico e dell’esoterismo con Il Bosco e Le Tre rose di Eva 3 – non hanno pagato. E a qualcuno non va giù.

Pietro Valsecchi: dura critica alla fiction italiana dal numero uno della Taodue

Parliamo di Pietro Valsecchi, numero uno di Taodue, che nei giorni scorsi ha rilasciato delle pesanti dichiarazioni all’Adnkronos e, ben lontano da un eventuale mea culpa per gli scarsi ascolti raccolti di recente dai suoi Le mani dentro la città, Squadra Mobile e appunto Il Bosco, ha sparato a zero sulla fiction italiana e ancor di più sul pubblico che la guarda, apostrofandolo come “arretrato“.

“Ci sono diverse Italie e diverse fiction. C’è una Italia culturalmente, socialmente ed economicamente, e anche anagraficamente, arretrata, che si accontenta di una fiction didascalica, che ama le storie prevedibili, i personaggi tutti d’un pezzo, le biografie agiografiche; insomma una serialità rassicurante e banalizzante. [...] Esiste molta fiction che rispecchia in pieno questo obiettivo, che raggiunge spesso grandi ascolti ma che non racconta l’Italia vera, che non elabora un linguaggio contemporaneo, che ripropone stereotipi e può quindi essere insidiata da prodotti di acquisto rivolti a un target simile, come dimostra il successo delle telenovelas spagnole”.

Una posizione condivisibile da molti, che però sembra non tener conto della qualità dell’offerta. Perchè sì, sicuramente titoli quali Don Matteo, Il Commissario Montalbano o Che Dio ci aiuti seguono schemi ripetuti e rassicuranti, ma nel loro genere sono ben fatti, ben riusciti, confezionati a dovere. Mentre non si può dire lo stesso dei tentativi nostrani di indagare nuovi generi, spesso affrontanti con superficialità, senza un’adeguata preparazione e con risultati patetici.

Pietro Valsecchi: un invito ad innovare che però non sempre trova riscontro nelle produzioni Taodue


2
gennaio

PAGELLE TV DEL 2014: ADDETTI AI LAVORI

Carlo Degli Esposti

Promossi

9 a Carlo degli Esposti (Fondatore e Presidente Palomar). Il papà di Montalbano – la più imponente produzione italiana per ascolti e introiti degli ultimi anni – con il remake italiano di Braccialetti Rossi ha saputo proporre una fiction assolutamente innovativa per la prima rete. Tematiche nuove e coraggiose ma soprattutto ottime strategie di lancio e promozione 2.0. Un unicum per la tv generalista e per l’”anziana” Rai 1.

8 a Andrea Scrosati (Executive Vice President Programming di Sky Italia). Masterchef, Gomorra e X Factor sono quanto di meglio la tv abbia offerto nell’ultimo anno. L’abilità di Scrosati sta nel cavalcare i punti di forza di tali produzioni per illuminare l’intera offerta, costruendoci attorno roboanti strategie di marketing e comunicazione. Con il risultato che tutto ciò che Sky tocca sembra oro, anche quando oro non è. Grande nota a favore è altresì il circolo virtuoso innescato tra volti, programmi e sponsor.

8 a Lorenzo Mieli (Amministratore Delegato Fremantlemedia Italia). Inimicarsi Maria De Filippi e l’intera Mediaset, portando Italia’s got talent su Sky è stata una mossa ardita, sulla cui bontà sarà possibile esprimersi con cognizione di causa soltanto nel lungo periodo. Intanto si gode un contratto principesco con la tv satellitare e un rinnovato accordo per la produzione di fiction con Mamma Rai. La prima edizione di X Factor su Sky, interamente prodotta da Fremantlemedia, è stata la più seguita con una finale da urlo.

7 a Marco Tombolini (Amministratore Delegato Toro e Talpa Italia). Il 2014 ha segnato una svolta. Straordinario il successo di Suor Cristina che ha regalato a The Voice 2 una sorprendente eco mediatica a livello internazionale; quasi epocale, invece, l’allargamento del business con l’ingresso in Mediaset di Rising Star (primo talent musicale che ‘osa’ sfidare Amici) e Shark Tank. Con I Re della Griglia e Il Più Grande Pasticcere, invece, si poteva dare di più.

7 ad Angelo Teodoli (Direttore Rai2). Non è esente da critiche o rimostranze ma tra i direttori della tv generalista è quello che ha lavorato meglio lanciando nuovi programmi (non tutti riusciti intendiamoci) e idee che hanno conferito un’ossatura alla rete. Peccato per la minore attenzione riservata ai telefilm.

7 a Antonella D’Errico (Direttore Cielo). D’accordo, qualcuno potrebbe obiettare: “ti piace vincere facile”, visto il faraonico budget – rispetto a quello delle reti concorrenti – del canale 26 che può contare su Olimpiadi, Motociclismo, Serie A, importanti prime visioni e persino film erotici (che altrove sarebbero stati massacrati). Ma la verità è che, facendo leva sulla sua esperienza maturata a Discovery, ha saputo imporre un palinsesto (arte in cui a Sky non eccellono) fortemente riconoscibile, al di là dei grandi eventi proposti.

7 a Laura Carafoli (Senior Vice President Content & Programming Discovery Networks International). E’ stata un’annata intensa, caratterizzata dall’allargamento delle proprie responsabilità e competenze. Le soddisfazioni maggiori provengono da DMAX. Sul fronte della “corazzata” Real Time è controverso l’arrivo di Amici. Condivisibile la scelta di non farsi scappare il talent di Maria De Filippi; peccato però che il programma non si sia incastrato perfettamente nel palinsesto. Nel frattempo il sovraesposto lifestyle ha ceduto spazio con successo allo storytelling. Giallo ha del potenziale inespresso (la library di serie tv rimane povera) mentre per i canali kids si intravedono tentativi di miglioramento ma per ora Frisbee e K2 rimangono indietro. Buonissime le performance dell’”originale” Discovery Channel.

6 a Maria de Filippi (Fascino PGT) e Sabina Gregoretti (Produttrice Fascino PGT). Con Temptation Island hanno dimostrato che se c’è una cosa che a Fascino sanno fare è il racconto delle “dicotomie sentimentali”, meglio se accese. Infelici le novità introdotte nel meccanismo di Tu si que vales per differenziarlo da Italia’s got talent; dalla striscia quotidiana di Amici su Real Time ci si aspettava un linguaggio nuovo e non la riproposizione di schemi già percorsi su Canale 5. Bisognerebbe forse allargare gli orizzonti.