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BRACCIALETTI ROSSI 4 CI SARA’? PARE DI SI, MA SAREBBE MEGLIO DI NO

Braccialetti Rossi 3 - Leo (Carmine Buschini)

In occasione del lancio di Braccialetti Rossi 3 il produttore Carlo Degli Esposti aveva parlato chiaro: la quarta stagione della fiction più amata dai giovani ci sarebbe stata, anzi era già in fase di scrittura e le riprese sarebbero iniziate a maggio 2017. Una certezza dovuta senz’altro alle grandi aspettative che il numero uno di Palomar e la Rai tutta nutrivano al debutto, sicuri che anche la terza stagione di Braccialetti avrebbe sbancato l’auditel e sbaragliato prepotentemente la concorrenza. Ma così non è stato e i nuovi episodi si sono tenuti ben lontani dai record del passato, assestandosi sotto il 17% e non riscuotendo più i consensi di un tempo, nonostante una trama ricca ed emozionante. Alla luce di ciò, la quarta stagione potrebbe essere a rischio?

Braccialetti Rossi 4: la quarta stagione confermata a scatola chiusa

La recente chiusura di Squadra Antimafia e altre cancellazioni eclatanti del passato ci hanno insegnato che la fine di un progetto non sempre dipende dai risultati auditel ma che qualche volta questi, se non in linea con le aspettative, possono anche condurre ad un repentino cambio di intenzioni. Pertanto il dubbio che Braccialetti Rossi 4 possa essere in bilico viene, nonostante da parte della casa di produzione non ci sia stata alcuna smentita in merito.

Braccialetti Rossi 4: la rifondazione del cast

Ciò che però dà da pensare è la trama di un’ipotetica nuova stagione, che al momento non sembrerebbe proprio plausibile. Degli Espositi aveva dichiarato che “(la quarta stagione, ndDM) sarà una rifondazione, perché con la terza saluteremo alcuni dei personaggi, e la vita continua“, dunque si sapeva già che alcune storie si sarebbero chiuse. Ma in realtà si sono chiuse (o stanno per chiudersi) tutte: Rocco e Vale sono ormai tornati alla vita normale, Bobo e Flam sono guariti, Nina è morta, Davide ha compiuto la sua missione e Cris ha trovato nel padre di Leo chi l’aiuterà ed ospiterà dopo l’abbandono da parte dei genitori, nel caso in cui Leo non possa essere accanto a lei e al loro bambino.

L’unica linea narrativa aperta, certo la più importante, riguarda infatti proprio il destino di Leo, e terrà banco nell’ultima puntata di questa sera, al termine della quale sapremo se il leader sopravviverà o meno all’intervento al cervello. Dunque anche la storia di Leo sarà in qualche modo conclusa, a meno che gli autori non abbiano deciso di lasciare il finale aperto, cosa che sarebbe inammissibile, soprattutto considerato che l’intera terza stagione è stata un flashback partito proprio dal momento dell’operazione.

A questo punto, e considerati gli ascolti tiepidi, la chiusura della serie sarebbe quasi spontanea e opportuna: senza gli interpreti attuali, ma con l’innesto di nuove storie, la serie potrebbe perdere tutta la forza che le è rimasta.

Val la pena ricordare, infine, che la serie spagnola Polseres Vermelles, che ha ispirato Braccialetti Rossi, ha avuto un grande successo ma si è presa una pausa dopo la seconda stagione per tornare forse in futuro a raccontare le vicende degli amati protagonisti da adulti. Molto meglio seguire l’esempio o, in alternativa, coronare il tutto con il film già annunciato.

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7 Commenti dei lettori »

1. Lella ha scritto:

1 dicembre 2016 alle 20:02

Penso che sarebbe meglio chiudere qui una fiction che già alla seconda serie appariva stiracchiata è assurda. Se proprio si vuol perseverare, speriamo che i braccialetti facciano un bel corso di recitazione per rendere meno penoso un affastellarsi di vicende senza capo né coda, inverosimili e stucchevoli.



2. Auroragiacobbe ha scritto:

1 dicembre 2016 alle 23:10

Io vorrei la 4 serie di braccialetti rossi perché in questo anni mi sono appassionata vedendo tutte le serie e pure le repliche vi chiedo per favore fatela la 4 serie



3. Lella ha scritto:

2 dicembre 2016 alle 07:09

Dopo il gran finale in cui tutti sono felici e contenti, pietá basta! Ma gli autori pensano che il pubblico, dopo mille serie statunitensi sui medici e la vita in ospedale, credano ancora alle storielle mielose dei Braccialetti? Penso che anche i non addetti ai lavori si sia reso conto di tutte le assurdità culminate nell’ultima puntata: il trapiantato che a poche ore dall’intervento si alza e cammina (novello Lazzar), il malato terminale che più che un intervento a cranio aperto sembra che abbia fatto un’adenoidectomia, la cieca che riacquista la vista, e via di seguito. Per non parlare delle vicende amorose: un matrimonio senza pubblicazioni, il cardiologo che tra il plauso di medici e paramedici (sai in realtà che gliene importa) bacia appassionatamente la bella mamma, il parto in casa con l’arrivo dell’armata Brancaleone e la puerpera che dopo cinque minuti è in piedi su un ventoso terrazzo, per finire con la maratona di Venezia e il passaggio in gondola dei due dipartiti. Melassa che cola ovunque. Per non aggiungere che senza i continui flash back e le canzoni, peraltro inutili ai fini del racconto, si sarebbero potute risparmiare almeno due puntate. Io metterei un bel punto a queste vicende e seguirei l’esempio del format spagnolo a cui questa serie si è ispirata.



4. Andrea ha scritto:

2 dicembre 2016 alle 07:36

Ma perché tutte queste critiche? Cambiate canale no! È’ bellissima questa fiction bravissimi gli attori ! Forse un po’ sognatrice ma molto profonda! Almeno insegna qualche valore ! Io farei la 4 la 5 la 6 ! Finché mi commuove anche un solo frame



5. Lella ha scritto:

2 dicembre 2016 alle 13:43

Perché paghiamo un canone e abbiamo diritto a prodotti di qualità. I ragazzi di braccialetti non sanno recitare, le storie sono inverosimili. La RAI quando vuole sa proporre belle programmazioni, innovative e aderenti alla realtà. Basta con panem et circenses!



6. simona cimarelli ha scritto:

2 dicembre 2016 alle 17:21

ma che cavolo dite ?
una serie appassionata e a me fatto molto commuovere.
bravissimi tutti.
non vedo l’ora che arrivi la quarta edizione.



7. Lella ha scritto:

3 dicembre 2016 alle 11:27

Anche a me sono piaciute molto “Una grande famiglia” e “Tutti pazzi per amore”, generi diversi tra loro e soprattutto dalle storielle melense e inverosimili di Braccialetti. Se il filone è esaurito, si abbandona! Nella terza serie di Braccialetti se si fossero tolte le scene di flash back, le numerose e infinite canzoni e le parti idiote, come la lotta da gladiatore di Leo tutta costruita al computer, accorciate alcune parti ( la corsa all’isola durata parecchi minuti, il bonus a Leo per condurre un’esistenza normale che ha quasi portato via un’intera puntata) sarebbero rimaste più o meno 4 puntate. Gli autori hanno veramente allungato un brodo sciapo da ospedale, tanto per rimanere in tema!



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