10
giugno

LA TV DEL VIBRATORE D’ORO. QUESTIONI DI STILE E PUNTI DI VISTA

Gomorra 2 - Scianel

Siamo in democrazia e a quella ci appelliamo per mantenerci stretti la libertà, in tv come nella vita: ognuno è libero di guardare ciò che vuole e detestare ciò che vuole, complice l’amico telecomando. Almeno in teoria. Perché, invece, nella pratica è un continuo giudicare ciò che gli altri seguono, il programma che guardi finisce per dire un po’ ciò che sei, e tu, che magari ti sintonizzi su Uomini e Donne solo per farti delle grasse risate, diventi automaticamente per gli altri una signora annoiata in cerca di emozioni spicciole.

La tv sottopone tutti al giudizio, chi la guarda ma soprattutto chi la fa. Del resto, un tempo era dov’è per insegnare al pubblico qualcosa, come leggere e scrivere. E così, se sei un volto noto, devi mettere in conto anche l’essere additato per tutto ciò che fai e per come sei, perché sul piccolo schermo, di fatto, vendi la tua immagine, anche se la usi per far sentire la tua voce o esprimere un’idea politica.

L’immagine è tutto, l’abito fa il monaco. Per questo Daria Bignardi finisce con lo stabilire che le giornaliste di Rai 3 debbano tenere un look sobrio, perché lei vuole che la sua rete sia sobria e deve esserlo a partire dall’immagine, altrimenti tutto il resto sa di bluff. Questo spinge però a diventare tutti un po’ comari e guardare i programmi facendo le pulci alle protagoniste, bocciandone i look e le gaffe senza pietà: in una tv fatta di talent e coach si diventa tutti giudici inflessibili, che notano tutto e non perdonano niente, che sanno cosa va bene e cosa no, cosa è in e cosa è out, che fanno l’analisi logica di ogni frame.

Poi succede che in un tranquillo martedì sera vada in onda il nuovo appuntamento con la sanguinaria Gomorra e la boss Scianel (sì, scritto proprio così) si metta a cantare con le cuffie alle orecchie impugnando come microfono un vibratore tutto d’oro. E succede che quella scena diventi subito cult, faccia esplodere la rete, mobiliti giornalisti e commentatori che ci leggono dentro chissà quale significato recondito. Facendo indignare una sola persona, ovvero Cinzia Oscar, la cantante neomelodica (che sobria non è stata mai), che si dice risentita per il fatto che una sua canzone sia stata usata come colonna sonora della scena, minacciando di denunciare la produzione.

E mentre tutti applaudono estasiati per la vetta più alta che il trash abbia raggiunto, tutto il resto perde di senso. E il fatto che Vanessa Incontrada ai Wind Music Awards 2016 indossasse una mise improbabile diventa roba di poco conto, il fatto che Laura Pausini si comporti talvolta in video come se fosse alla sagra della porchetta non scandalizza più di tanto perché c’è di peggio. C’è molto molto di peggio in questa tv.

E viene per un attimo da dubitare della tanto difesa democrazia, se è questo quello che buona parte del pubblico vuole vedere. Anzi: la tv, che un tempo era maestra e poi è diventata secondo taluni cattiva maestra, assume sempre più spesso i connotati di uno psichiatra abile con il quale non ci vergogniamo a tirare fuori il peggio di noi, con il quale ammettiamo placidamente che vedere uno che ammazza la moglie a mani nude sulla spiaggia non ci ripugna, e che nel fittizio scontro tra clan targato Sky noi ci schieriamo con tanto di hashtag, augurandoci che vinca l’uno o l’altro criminale.

Tanto, a perderci, è solo lo stile. Mentre la visibilità aumenta a più non posso (ma a quale prezzo?).

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4 Commenti dei lettori »

1. xxxxx ha scritto:

10 giugno 2016 alle 14:53

Non mi dimenticherò mai quando qualcuno ha scritto qui “i ragazzi che guardano Ciao Darwin sono i tipici bulletti che credono di avere il mondo in mano e non hanno rispetto per le donne”. Seguendo questo ragionamento, chissà come sono coloro che guardano Gomorra.



2. Niknik79 ha scritto:

10 giugno 2016 alle 22:35

Ma di che si sta parlando scusate?? Gomorra è un capolavoro, sono storie drammatiche che si intrecciano con la realtà criminale campana e non. E’ un fenomeno internazionale! Secondo voi quando si vedono i narcos mexicani che in una bettola sniffano coca con in braccio una “signorina” mezza nuda è piu educativo? La scena di scianel era per mostrare un suo angolo intimo, la solitudine in casa mentre il figlio fuori subiva…… è stata uan scena bellissima. Non aveva un microfono e quindi? Poteva avere una banana op una spazzola, la scopa o una bottiglietta d’acqua e quindi? Aveva un vibratore, quindi ci si scandalizza??? Perbenisti, moralisti…..giu le mani da gomorra! se non vi piace cambiate canale….la serie non è criticabile!



3. Stefania Stefanelli ha scritto:

11 giugno 2016 alle 08:28

@Niknik79: Mi dispiace dirtelo, ma invece è criticabile. Tutto è criticabile, e se tu avessi letto questo articolo nel suo insieme, e non prestando attenzione solo ai due paragrafi in cui si parla di Gomorra, lo avresti percepito. Il tuo commento è proprio l’emblema perfetto dell’atteggiamento che trovo inconcepibile: Gomorra è il gotha, non si può criticare, tutto ciò che ne viene va bene e tutto ciò che gli autori e gli attori mettono in scena ha un significato filosofico alle spalle. Errore: spesso è solo una trovata per far parlare e in questo caso è stata una trovata geniale, opera di gente che il proprio mestiere lo sa fare bene.
Se poi pensi che io mi scandalizzi per un vibratore in scena, allora ignori che faccio parte di una generazione che ne ha visti di tutti i colori e di tutte le dimensioni in Sex & the City, compresi quelli a forma di coniglietto che così impressionavano meno Charlotte ed inclusi quelli che la governante di Miranda sostituiva con simboli religiosi per indurla a non peccare più… e non mi hanno mai dato il minimo fastidio, come forse non me ne avrebbe dato neanche quello di Scianel se fosse stato preso per quello che era, ovvero un vibratore e stop. Invece è diventato all’improvviso il simbolo della lotta per l’emancipazione femminile, taluni lo vogliono far passare per una denuncia sociale… ma di cosa stiamo parlando?



4. Nina ha scritto:

11 giugno 2016 alle 10:41

Ciao Stefania, bellissimo articolo. Io trovo che ci sia un atteggiamento maniacale generalizzato e una eccessiva identificazione “io guardo quindi sono”.



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