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maggio

IGINIO STRAFFI: PER LA SERIE ‘MAGGIE E BIANCA’ ABBIAMO SPESO ALMENO 500 MILA EURO IN PIU’ PER AVERE QUELLA PROTAGONISTA

Iginio Straffi

Tutto è iniziato nel 1995 sulle colline marchigiane tra Loreto e Recanati, ma è con lo straordinario successo di Winx Club, oltre 10 anni fa ormai, che Rainbow è diventato uno dei maggiori e riconosciuti studi di animazione a livello internazionale, nonché il più grande in Europa, con oltre 900 dipendenti e un importante network di free-lance e collaboratori. Le due nuove sfide si chiamano Regal Academy (cartone animato in onda dal 21 maggio su Rai Yo Yo) e Maggie & Bianca Fashion Friends, prima serie interamente in live action, in 26 episodi (ma la seconda stagione è già in lavorazione) che ruota intorno ai mondi della moda e della musica, new entry del palinsesto di Rai Gulp a partire da settembre.

Proprio la nuova serie dà il la alla chiacchierata con Iginio Straffi, che abbiamo incontrato sul set di Cinecittà.

Maggie & Bianca Fashion Friends è ambientata in un’accademia di moda e presenta una serie di numeri musicali. Sembra naturale pensare a sbocchi che vadano oltre la tv.

E’ una produzione Rainbow che nasce con l’ambizione di fare anche altro. Non solo un cd, ma vorremo creare degli spettacoli e la seconda stagione di questa live action è ispirata all’ideazione e alla creazione di un musical dei ragazzi stessi. Sarebbe bello se la serie avesse un successo tale da portare i protagonisti nei teatri e nelle piazze. La parte più difficile è stata trovare dei talenti veri che sapessero recitare ma anche cantare, ballare. Vogliamo costruire dei grandi professionisti, non solo nella recitazione, e stiamo investendo su di loro. Per quanto riguarda i prodotti derivati fanno parte del nostro DNA. Abbiamo scelto non a caso la moda come rappresentante della nostra italianità nel mondo, ed è uno sviluppo naturale una collezione. Abbiamo già diverse aziende che hanno ottenuto la licenza per sviluppare abbigliamento, giocattoli, libri.

L’entertainment è un settore associato alla leggerezza, però nel caso dei bambini racchiude un’importante responsabilità. Come la vivete?

Abbiamo sempre cercato di portare messaggi positivi e valori importanti. Anche Regal Academy parla di amicizia, del gruppo che riesce a cavarsela in situazioni anche difficili, del rapporto con i familiari. Parla tantissimo anche di onestà, che è un tema, per me, fondamentale perchè se abbiamo un problema in Italia è la presenza di tanti furbi che cercano sempre la strada più comoda magari a discapito di altri.

In Maggie & Bianca è ricorrente anche il tema del sogno (Bianca sogna di fare la cantante, mentre Maggie sogna di fare la stilista, ndDM).

Sì, e credo che per un bambino in quel target sia ancora più importante. Noi mostriamo come studiare per fare avverare questi sogni.

Con Maggie & Bianca per la prima volta realmente vi siete dedicati al live action, quali sono state le difficoltà?

Ci sono delle grosse difficoltà, la principale è addirittura a monte. La produzione mi cercava di spingere su determinate scelte che avrebbero semplificato loro la vita. Io ho imposto altre scelte qualitative, ad esempio il fatto che la protagonista sia di Torino e minorenne comporta almeno un mezzo milione abbondante di costi in più. Lei deve prendere lezioni private, poi il minore ha diritto a vitto e alloggio per i genitori e deve lavorare meno ore al giorno. Viene più facile per una produzione scegliere un maggiorenne che abita a Roma, ma Rainbow cerca l’eccellenza. In totale per Maggie e Bianca abbiamo fatto sei mesi di casting, incontrando almeno 400 potenziali protagonisti. Tutto questo con dei costi e l’ambizione di trovare la persona giusta che non avesse avuto esperienze precedenti in modo da costruirle attorno un progetto.

La scelta di produrre una serie live action è frutto di una decisione a priori o nasce dall’ideazione di un progetto ritenuto valido?

C’era venuto in mente il soggetto che poteva funzionare e i tempi erano maturi, c’è sempre più richiesta di un prodotto live action per ragazzi.

Meggie & Bianca sorprende: in Italia non si fanno serie per ragazzi e i costi medi di una fiction sono piuttosto elevati.

Il costo di una fiction per ragazzi è un po’ più basso di quello dei grandi, anche se qui non abbiamo cercato di fare una serie con quattro soldi per poi dire “vediamo come va”. L’abbiamo studiata bene, per la Rai è una grande novità che arriva dopo una collaborazione di 15 anni con la Rainbow. La grande sfida è riuscire a competere con i grandi prodotti americani che la Rai acquista. Vediamo dove il prodotto e il supporto della Rai ci porteranno.

Qual è stato il ruolo della Rai a livello editoriale?

Nella parte della scrittura hanno avuto un peso, nel casting ci hanno dato fiducia. Devo dire che abbiamo un team di sceneggiatori di qualità, c’è chi ha scritto diverse storie di Don Matteo o Braccialetti Rossi. Sarà importante come la Rai programmerà e promuoverà Maggie & Bianca perchè Disney è una macchina da guerra.

La distribuzione internazionale sarà a cura di Rainbow. E’ un’anomalia rispetto a quello che accade solitamente con le fiction.

Anche nei cartoni è così, per noi è meglio, anche per loro lo è perchè hanno una percentuale. La Rai lo dice poco ma con le Winx ha guadagnato più di quanto ha speso per farlo. E’ la prima volta che gli succede in 50 anni.

Soldi che forse non hanno reinvestito nella tv dei ragazzi.

No, sono nel calderone della Rai. Grazie alle risorse derivanti dalla collaborazione con Rainbow, però, mentre il budget di Rai Fiction è calato di anno in anno, quello dei cartoni animati, seppur limitato, non è calato.

Cosa ne pensa dell’assenza di pubblicità su Rai Yo Yo?

Per me va bene perchè è un canale pubblico, è stato riscoperto il piacere di vedere un cartone dopo l’altro, come avveniva una volta.

Al di là della Rai, avete pensato a collaborazioni più strette con altri gruppi come De Agostini e Discovery?

Abbiamo grande stima del gruppo e di chi gestiste i canali De Agostini. Il problema è che molto spesso quando abbiamo provato a fare qualcosa con Mediaset in passato, la Rai si è come offesa, finché la collaborazione funziona del resto va bene non alterarla.




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1 Commento dei lettori »

1. Ricky ha scritto:

17 maggio 2016 alle 02:06

Non per qualcosa, ma i cartoni della Rainbow sono tecnicamente fermi ad almeno 20 anni fa (al peggio di 20 anni fa, visto che certamente le Winx non potevano e ancora non possono competere con un cartone di 22 anni addietro come Sailor Moon).
Già all’epoca apparivano oltremodo datati e qualitativamente rozzi rispetto ai tanti Cartoon americani o Anime giapponesi, ma perlomeno, vi era l’attenuante che trattavasi d’una società (la Rainbow) agli inizi e dotata non di grossi mezzi.
Oggi invece, nonostante tanto danaro e investimenti, la qualità resta scandalosamente la stessa.
I personaggi si muovono come manichini, gli effetti sonori grossolani, le sceneggiature ridicolmente pedestri.
Tutto è mal gestito, e l’unico target su cui sono riusciti al momento ad incidere è quello delle bambine tra i 5 e gli 8 anni (tant’è che, quando hanno provato a proporsi in quello dei maschietti con Huntik, non hanno combinato granché)
Forse la Mondo TV fa cose peggiori.
Condividono d’altronde il fatto di far fare l’animazione in Corea del Sud.
Detto quanto, gli auguro le migliori cose, trattandosi di una delle poche società d’animazione italiana di successo.
Ma per cortesia, non si parli di “eccellenze” supposte: anche questo con “Maggie e Bianca” non è che il tentativo di scimmiottare i successi di Disney Channel con i vari High School Musical e Violetta.



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